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Dazn convocata da Giorgetti al Mise per lo stop alla «doppia utenza»

Il ministro dello Sviluppo Economico ha convocato per il 16 novembre i vertici della piattaforma per chiarimenti sulla decisione di cancellare la «concurrency»

di Andrea Biondi

Aurelio De Laurentiis: Innovazione con Dazn

2' di lettura

Il ministero dello Sviluppo economico vuole vederci chiaro sulle prossime mosse di Dazn. Per la piattaforma è arrivata la convocazione da parte del ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti che ha chiamato al Mise « i vertici di Dazn per fare chiarezza, a tutela dei consumatori, anche sulle ultime decisioni dell’azienda che detiene i diritti tv del calcio di serie A. Giorgetti, insieme con la sottosegretaria Anna Ascani che ha la delega sulla materia - si legge in una nota -, ha invitato i rappresentanti Dazn martedì 16 novembre alle ore 15».

«Come di consueto siamo disponibili alla collaborazione e al confronto con le autorità e le istituzioni: a questo riguardo, abbiamo prontamente accolto l’invito da parte del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e del sottosegretario Anna Ascani, ad un confronto da svolgersi all’inizio della prossima settimana», ha dichiarato all’agenzia Ansa Dazn.

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Lo stop alla «concurrency»

Arriva così all’attenzione del Governo e in particolare del Mise la mossa di Dazn che, come da notizia anticipata dal Sole 24 Ore, ha deciso lo stop alla doppia visione contemporanea dei contenuti, a distanza, con un unico abbonamento. Quello che in gergo si chiama concurrency.

Pirateria e abbonamenti «dimezzati»

Una decisione che in Dazn considerano necessaria alla luce dei dati emersi sugli “usi fraudolenti” che significano un 20% di connessioni fatte non secondo quanto previsto dalle condizioni di utilizzo (e cioè che i login non vadano condivisi se non oltre lo stretto nucleo familiare, sostanzialmente in casa).

Al di là della pirateria (con offerte che proliferano su Telegram), o anche dei siti che legalmente offrono servizi di sharing degli abbonamenti (con la condizione, però solo teorica, che questo avvenga all’interno dei nuclei familiari) per molti esiste oggi il “due al prezzo di uno” sull’abbonamento da 29,99 euro al mese.

Evidentemente Dazn, ma anche la partner Tim con la sua Timvision, puntano a guadagnare quella parte di abbonati che si concedevano questo dimezzamento.

Resterà la visione in contemporanea da più di un dispositivo solo all'interno di una singola abitazione. In “mobilità”, potrà farlo esclusivamente un solo utente.

Le proteste sui social

Le comunicazioni agli abbonati sono in partenza, necessarie per permettere l’eventuale diritto di recesso – entro 30 giorni – per un cambio che arriva in corsa (punto molto contestato questo), a due mesi e mezzo dall'inizio della Serie A e proprio mentre si iniziava ad allontanare l’eco di una partenza puntellata da piccoli e grandi disguidi tecnici che hanno portato a proteste anche importanti. Come prevedibile la notizia ha però scatenato un’ondata di proteste sui social. Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Agcom e all’Antitrust «affinché si accerti la correttezza dell’operato della società», così come fatto anche dall’Aidacon. A livello politico, le proteste sono arrivate da vari politici appartenenti a tutti i fronti.

La partita che si complica

Adesso la convocazione da parte del Mise aggiunge un elemento di complicazione a una decisione comunque già presa e che, nel caso si decidesse in senso contrario, sarebbe un dietrofront. Da non escludere in teoria, ma anche molto difficile.

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