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Dazn deja vu: ancora una rivolta social per i prezzi della prossima stagione

All’annuncio ufficiale dei prezzi pre la stagione 2022-2023 si è scatenata nuovamente su Twitter la rabbia degli utenti per i rincari della piattaforma tv

di Marco lo Conte

(ANSA)

3' di lettura

Dici Dazn e dici rivolta social. Visto attraverso le lenti deformate dei social media e in particolare di Twitter, il mercato del calcio in tv suscita rabbia begli utenti, indispettivi per i prezzi lievitati rispetto alla precedente stagione - 29,99 euro o 39,99 in caso di visione da due utenze non presenti nella stessa abitazione - e senza sconti fedeltà, convenzioni o quant’altro. E così si ripete l’esercizio, anche creativo, di tweet di caratterizzati da collera, irritazione e, talvolta, irridente ironia nei confronto dei provider che si è assicurato la trasmissione di 7 su 10 partite partite di Serie A per la stagione 2022-2023 (le altre in co-esclusiva con Sky). Un po’ come accadde lo scorso novembre, all’annuncio dello stop alla doppia utenza familiare, ma poi rientrato nel giro di qualche giorno, vista la sollevazione (anche social).

L’annuncio di Dazn

Tutto nasce dalla notizia del Sole 24 Ore sulle tariffe per abbonarsi a Dazn per assistere agli incontri del prossimo campionato (seguite dalle comunicazioni della piattaforma di Len Blavatnik ai clienti), che in pochi minuti diventa virale sulla rete. Gli hashtag #Dazn e #Daznout in pochi istanti sono diventati virale e occasione di esercizio creativo per molti utenti Twitter. Con evidente predominanza di rabbia, in particolare in relazione ai ben noti problemi di collegamento che avevano caratterizzato la piattaforma al suo esordio. E in molti casi lo scontento degli utenti si concentra proprio sulle difficoltà di connessione della rete nazionale oltre che sui disservizi della piattaforma. Con critiche complessive sulla qualità del servizio offerto:

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Lo scontento dei tifosi

E poi c’è chi su Twitter annuncia la propria disdetta, più o meno immediata, esibita anzi con screenshot dalla risposta ottenuta sul proprio device. D’altronde in Italia il calcio è sacro e come in tutti gli amori, se non corrisposti, scatenano una reazione contraria. Ma c’è anche chi divulga informazioni interessanti: “Ragazzi il DAZN in Germania, dove io vivo,costa soltanto 14,99€ come potete vedere. Ci sono: -Serie A, Liga, Bundes e Ligue1, Champions, Europei, Nations league, NBA, Manca solo la Premier, Servizio e qualità pazzeschi. In Italia vogliono sempre fare i furbetti. Trasferitevi.”

Il tema della pirateria è, com’è noto, il focus di Dazn così come di Sky che dalla diffusione di strumenti pirata per la diffusione del segnalo delle partite di calcio ottengono un danno consistente che si ripercuote su tutta l’offerta.

Ironia e analisi

E tra tanti tweet irosi, non manca chi inserire un po’ di ironia, con molte variazioni sul Tema “disdettaLeotta”, dal cognome della presentatrice volto storico della piattaforma tv. O chi confronta i costi della piattaforma tv con quelli dell’ingresso negli stadi, come l’utente che twitta: “I nuovi prezzi di DAZN sono tali che farvi gli abbonamenti in tribuna e tutte le trasferte con treno/aereo prima classe spendete meno.” Ma sui social esprimono la loro opinione anche giornalisti ed esperti che provano ad analizzare la questione diritti tv. Come nel caso di Riccardo Cucchi, storica voce radiofonica di Tutto il calcio minuto per minuto della Rai.

O come Giovanni Capuano di Radio24 che informa il pubblico di aver domandato a Dazn se esistono agevolazioni o sconti: “Al momento no” risponde Dazn. Dove quel “al momento” potrebbe anche lasciare qualche speranza sul futuro. D’altronde, quando nel novembre scorso il pubblico si ribellò alla stretta di Dazn sulla doppia utenza, ci fu una retromarcia che, come possiamo constatare ora, si è tradotta in un aumento dei costi.

E come sta reagendo Dazn a questo che nei termini della comunicazione viene identificato come uno “shit storm”? Sull’account Twitter della società dopo l’annuncio dei nuovi prezzi vengono pubblicati post orientati all’engagement, con quiz e sondaggi, per mantenere stretto il legame con il pubblico. Che in prevalenza sta al gioco, anche se non mancano nei thread commenti irosi sul rincaro, con gif e meme che prendono di mira la piattaforma.

Riproduzione riservata ©

  • Marco lo Conteresponsabile social media editor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese, spagnolo

    Argomenti: social media, digital journalism, risparmio, previdenza, finanza comportamentale, educazione finanziaria

    Premi: Premio Federchimica "Per un futuro intelligente", 2001; Premio PrevAer 2019 per l’impegno a favore della cultura Previdenziale & Finanziaria

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