calcio e media

Dazn e Tim, via alla trattativa per superare i «buchi» streaming

di Andrea Biondi

(Ansa)

3' di lettura

Evitare di incappare nel gorgo delle problematiche tecniche dello scorso weekend di campionato, ma anche mettere a punto un ampliamento della partnership sui contenuti. È attorno a queste due linee guida che si stanno svolgendo (anche ieri a quanto risulta al Sole 24 Ore) incontri fra rappresentanti di Dazn e di Tim, alla ricerca di due quadrature del cerchio: la prima (quella sul versante tech) da trovare al più presto; la seconda in tempi più o meno brevi anche se non necessariamente immediati. Brucia la stecca all’esordio per Dazn, la «Netflix del calcio».

La piattaforma di streaming ha acquisito i diritti esclusivi per 3 partite su 10 di ogni giornata di Serie A. Un «un weekend storico per lo streaming di contenuti sportivi, che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di guardare lo sport per i tifosi italiani» hanno comunque commentato domenica sera con una nota da Dazn, la piattaforma streaming della Perform controllata dal miliardario Len Blavatnik.

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Certo è che i disguidi di Lazio-Napoli (soprattutto) sabato e in parte anche di Sassuolo-Inter domenica hanno generato un caso. Del resto il calcio è merce che scotta. Già il “doppio abbonamento” per tutto il campionato (visto che la polpa con 7 partite su 10 alla settimana e 16 big match su 20 è su Sky) è questione non da poco. Il fatto che per la prima volta si assegni al web e allo streaming una parte del calcio in un Paese in cui quanto a “banda ultralarga” si va spesso in coda alle classifiche europee è ugualmente non indifferente. Ritardi, buffering e interruzioni non possono quindi che fare da detonatore, come dimostra anche l’annuncio del Codacons di ricorrere all’Antitrust contro Dazn ma anche contro Sky i cui abbonati, scrive l’associazione, «lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali». In rete c’è poi chi, nel commentare i disguidi di Dazn, non ha mancato di fare il confronto con Netflix –paragone comunque improprio visto che è impossibile che film o serie tv possano avere i picchi del calcio – e con Now Tv: il servizio di Sky (qui però le partite vengono trasmesse).

Ora in casa Dazn, in attesa che l’ex Spotify Veronica Diquattro a settembre passi operativamente alla guida, si sta lavorando per mettersi alle spalle il weekend da incubo. E il tempo stringe visto che sabato è in programma un’altra sfida di cartello: Napoli-Milan. Gli incontri con Tim vanno letti sotto questa luce. Del resto, chi gestisce la distribuzione dei contenuti e non gestisce le sottostanti reti di telecomunicazioni, deve essere in grado di garantire al cliente la qualità del servizio “end to end”, tanto più se si parla di calcio e quindi di inevitabili picchi (440mila visualizzazioni durante Sassuolo-Inter). Così i colloqui fra Tim e Dazn si stanno concentrando sulla fornitura delle soluzioni “ infrastrutturali”, primi fra tutti i “Cdn”: Content delivery network (reti di server che garantiscono capacità aggiuntiva). Dazn si avvale di varie piattaforme, tutti provider di eccellenza, ma a favore di Tim giocherebbe la capillarità della rete di cache sul territorio.

Le discussioni stanno andando avanti anche sul versante “contenuti”. Su Timvision a breve sarà disponibile la visione di alcune partite dell’offerta Dazn. Le due società stanno studiando come aumentare l’offerta per i clienti Timvision. A fronte però, va detto, sempre di un doppio abbonamento. In fondo, questo permetterebbe a Tim di portarsi in casa un po’ di Serie A. E in tempi di assalto sui prezzi nelle tlc e di una Iliad che fa tremare i polsi, portare contenuti e servizi distintivi è tutt’altro che secondario.

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