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Dazn, parla l’Agcom: «Ecco perché siamo intervenuti a tutela degli utenti»

Intervista al presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni Giacomo Lasorella, autore di 3 provvedimenti sulla piattaforma

di Andrea Biondi

Dazn, Vezzali: calcio ha autonomia su diritti tv, ma monitoriamo

4' di lettura

Cinque mesi. Tanto è trascorso dalla prima giornata di una Serie A che per questa stagione - e per le prossime due - ha visto Dazn sostituire Sky nel suo ruolo di pivot. Ed è dopo cinque mesi esatti che Agcom è intervenuta con tre provvedimenti sulla piattaforma di videostreaming guidata in Italia da Veronica Diquattro (anche componente del board del Gruppo 24 Ore che edita questo giornale).

Non ci sta però a sentir parlare di ritardo Giacomo Lasorella, presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni che al Sole 24 Ore sottolinea, invece, come «Agcom si è mossa per tempo. Già prima dell’inizio del campionato per chiedere tutti gli accorgimenti infrastrutturali e di software necessari a evitare problemi tecnici di fruizione e sovraccarichi di rete».

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Poi l’Autorità ha fatto un ordine a ottobre per tutelare gli abbonati, cui è seguita una fitta interlocuzione con tutte le parti interessate per definire i parametri di qualità della trasmissione. E poi c’è stata l’ondata di segnalazioni arrivata anche tramite le associazioni dei consumatori».

Da qui i tre provvedimenti approvati a maggioranza – con due voti contrari e un'astensione da parte della commissaria Elisa Giomi – che riguardano la qualità del servizio (con la previsione di parametri di qualità e meccanismo di rimborso fino al 100% dell'abbonamento); l’assenza di un adeguato customer care (qui uno specifico ordine dato a ottobre è stato ritenuto disatteso e quindi si è aperti un procedimento sanzionatorio; il rilevamento degli ascolti (per Agcom sono quelli targati Auditel e non quelli autoprodotti da Dazn ed elaborati da Nielsen, a fare testo ai fini della ripartizione dei diritti tv fra i club).

Misure molto dure contro Dazn.
Non c’è nessun intento punitivo. Il punto sta nel cercare di individuare quelle misure che inquadrino il rapporto fra Dazn e consumatori su un piano di correttezza, affidabilità e reciproca fiducia. L’Autorità ha lo scopo di trovare le giuste soluzioni. Come sugli indici di ascolto.

Per il quale avete battezzato Auditel quale strada da seguire.
Avevamo già adottato un atto di indirizzo generale prima dell'estate. La soluzione non può che passare attraverso un Jic, un organismo in cui siano presenti tutte le componenti del mercato. E il dato, stando alla legge Melandri e al successivo decreto Lotti, va certificato, non può essere autoprodotto. Al momento l'unico dato certificato è quello di Auditel.

Che però misura solo una parte, quella delle smart tv connesse. Non era più giusto considerare anche gli altri device come fanno Dazn e Nielsen?
Che al momento sia un dato parziale è vero, ma riteniamo copra dall’80 al 90% del consumo. Comunque, in questo momento è l’unico dato certificato. E non si può che fare riferimento al dato che più rispecchia il dettato normativo.

Per le prossime due stagioni voi indicate non più Auditel, ma la necessità di un Jic che riesca a registrare la “Total audience”, con la misurazione di tutti i device.
Infatti. Il mercato si sta evolvendo verso questa soluzione. Voi stessi avete scritto che a marzo è previsto l’arrivo della prima release. Che poi in futuro ci siano altri Jic e non Auditel per noi non cambia.

Con l’arrivo di Dazn il livello di lamentele dei consumatori è aumentato di molto?
Stiamo parlando di un tema sensibile come quello della Serie A. E comunque l’utente non sapeva a chi rivolgersi. Da qui anche il nostro procedimento sanzionatorio per aver disatteso l’ordine sull’istituzione di un customer care fisico. Comunque, Dazn, va detto, ha fatto da catalizzatore ed è stato un grande acceleratore per la digitalizzazione del Paese.

E in effetti Dazn non è la sola a proporre agli utenti in calcio in streaming. Ci sono anche Mediaset con la sua Infinity+ o Amazon Prime Video. Prevederete paletti anche per loro?
Siamo partiti da Dazn perché il campionato di calcio di Serie a è specificamente tutelato dalla legge Melandri. La vigilanza sarà progressivamente estesa, soprattutto ora che con il recepimento della direttiva europea Smav è stata fatta chiarezza in tal senso. Peraltro abbiamo varato una nuova organizzazione dell’Autorità, che ricalca la suddivisione dei settori sui cui vigiliamo: audiovisivo, Tlc, servizio postale e digitale. Nello specifico aggiungo che se il meccanismo di rimborsi funzionerà ne valuteremo l’estensione a tutti i soggetti interessati, individuati anche attraverso l’interlocuzione con il ministero dello Sviluppo

Non crede che Dazn possa finire per pagare per colpe non sue? In fondo la questione intreccia anche i comportamenti dei singoli. E la fantasia per escogitare condotte abusive non manca.
Indubbiamente la materia è complessa. Arrivando a questo provvedimento specifico abbiamo cercato innanzitutto di distinguere la qualità della trasmissione dalla qualità della connessione. Lo abbiamo fatto, chiedendo interventi specifici sul versante infrastrutturale nei mesi scorsi e tarando i provvedimenti di oggi. Nello specifico Dazn ha tre mesi per adeguarsi al provvedimento. Nei successivi 2 mesi, e comunque prima dell’inizio del campionato, dal canto nostro verificheremo l'eventuale necessità di modifiche.

Parlando di rimborsi, visto che anche l'onere della prova è ribaltato su Agcom e Dazn più che sul consumatore che dovrà fornire minime indicazioni, non temete di non riuscire a far fronte alle richieste? Con il calcio i numeri possono essere importanti.
Il tema ce lo siamo posto. In generale è evidente che siamo in una fase di grande trasformazione che deve coinvolgere anche l’Autorità. E abbiamo già in cantiere una stagione di concorsi con specifiche materie digitali, economiche. Certo, ci muoviamo in un terreno inesplorato, ma è anche una grande sfida per tutti.

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