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Dazn, partita tra Sky e Tim per trasmettere la Serie A in bar e ristoranti

La piattaforma di streaming settimana prossima sceglierà il partner per la distribuzione del campionato nei pubblici esercizi. Ipotesi vertenza sulle utenze domestiche

di Andrea Biondi

Diritti tv, Ilaria D'Amico: Serie A senza Sky è inimmaginabile

3' di lettura

Dazn ringrazia, ma rispedisce al mittente l’offerta di Sky. Si conclude con un nulla di fatto l’operazione con cui la media company di Comcast si era fatta avanti con un’offerta che nel quartier generale di Londra della piattaforma era stata internamente definita come «crazy». Sul tavolo Sky aveva messo 500 milioni di euro all’anno. Tutto nero su bianco, in una lettera inviata a Dazn con la richiesta di rendere disponibile la sua app su Sky Q e tramite un canale via satellite. Offerta, questa del canale Tv, fatta tentando la piattaforma sulla necessità di garantire qualità e affidabilità nella visione delle partite evitando ab origine – prima di verificare sul campo le preoccupazioni della vigilia – la tanto temuta congestione del traffico sulla rete Internet.

Un’offerta giudicata «tardiva»

Sky chiedeva così di portarsi a casa la dote di 7 partite alla settimana della Serie A che Dazn ha in esclusiva per il prossimo triennio. Il tutto senza chiedere, a sua volta, esclusive di trasmissione alla stessa Dazn. Ma la piattaforma ha considerato, secondo fonti vicine all’operazione, l’offerta come tardiva. Il niet è arrivato nella notte, molte ore prima della deadline prevista per venerdì 11 giugno alle 19. Secondo le stesse fonti avrebbero anche pesato gli screzi dei mesi scorsi, culminati nel ricorso di Sky al Tribunale di Milano contro l’assegnazione dei diritti Tv per una presunta violazione della Legge Melandri, poi ritirato in accordo con la Lega Serie A per acquisire i diritti di tre partite a giornata in co-esclusiva.

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Il ruolo di Tim

Di sicuro un punto ineludibile sta nel fatto che, così come strutturata, l’offerta Sky sarebbe andata a cozzare con l’intesa fra Dazn e una Tim che sul piatto ha messo 340 degli 840 milioni annui che la piattaforma paga alla Lega Serie A per i diritti. Tutto questo nell’ambito di una partnership con caratteri di esclusiva, almeno stando alle parole del ceo Tim, Luigi Gubitosi, nell’ultima conference call sui conti: «L’accordo è coperto da Nda, una clausola di riservatezza, ma possiamo dire che è simile a quello con Disney. Quindi siamo l’unica telco che può distribuire gli abbonamenti». Il che vorrebbe dire che l’unico decoder abilitato sarebbe il Timbox di Timvision. Niente Sky Q e Vodafone Tv.

Ipotesi vertenza

A questo punto, andato a vuoto questo ultimo tentativo monstre da parte di Sky, la faccenda potrebbe inevitabilmente spostarsi sul piano legale per un’intesa che la media company di casa Comcast potrebbe, come ha fatto capire già settimane fa, ritenere «escludente» per il mercato visto che nell’offerta all’operatore Ott sarebbe stata lasciata la libertà di offrire la sua app su altre piattaforme e ad altri distributori.

La partita dei pubblici esercizi

Si vedrà. Intanto, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sull’asse Dazn-Tim-Sky c’è un’altra partita che sta arrivando a definizione. All’inizio della prossima settimana, infatti, Dazn dovrebbe decidere a chi fra Tim e Sky affidare la distribuzione della Serie A sulla parte «commerciale». Si parla di un parco clienti fra le 40 e le 60mila unità fra bar, pub, hotel e ristoranti che Dazn potrebbe decidere di far servire da Tim, andando in continuità con la partnership sul residenziale, o da Sky. In quest’ultimo caso si farebbe leva sull’infrastruttura già esistente visto che finora il segmento business era gestito da Sky. Per Tim e Dazn si tratterebbe invece di iniziare un nuovo business insieme, con il modello streaming in maniera prevalente, ma con meccanismo di backup sul digitale terrestre in caso di problemi.

La gara per la Coppa Italia

Intanto, resta da assegnare uno degli ultimi bocconi sui diritti sportivi: la Coppa Italia che da quest’anno vedrà scendere in campo 44 squadre. Termine per le offerte il primo luglio. Per quanto riguarda l’Italia, c’è un bando con gare solo in chiaro e in alternativa un bando misto chiaro-pay. L’obiettivo minimo è stato stabilito in 42 milioni a stagione. E oltre a Rai e Mediaset dovrebbe essere della partita anche una Sky in procinto di scegliere il successore di Maximo Ibarra come ad. Secondo Ansa la scelta al momento sarebbe fra l’interno Patrick Behar – ex McKinsey e oggi chief business officer Uk e Europe – e Barbara Cominelli, ceo di Jll in Italia.

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