INVESTIMENTI

Dba guarda ai profitti oltre il Mose e l’Ilva

La società di ingegneria trevigiana persegue la crescita con acquisizioni all’estero, con accordi commerciali e con la diversificazione nelle tecnologie della comunicazione. Bilancio in utile previsto nel 2023.

di Novellini Valeria


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(ANSA)

5' di lettura


Riuscirà il Mose, se sarà davvero completato nel 2021, a fermare i danni dell’acqua alta a Venezia? Non si sa, ma la sua Control Room e il relativo software sono praticamente già pronti grazie a Dba Lab e Dba Progetti, controllate al 100% della trevigiana Dba Group, che si sono aggiudicate il relativo appalto a novembre 2018 in Associazione Temporanea d’Impresa con Fastweb.

Dal Mose all’Ilva, le attività nei porti agitati

A fine 2019 saranno completati 3 Centri Elaborazione Dati (uno principale, uno di back-up e uno di Disaster Recovery), e per Dba Group, che ha progettato gli impianti, il valore della commessa è di un milione e comprende anche cinque anni di manutenzione successiva.
Dba Group è più che mai d'attualità, in quanto la controllata Sjs Engineering Srl ha siglato lo scorso luglio un contratto di collaborazione con ArcelorMittal per la fornitura di servizi di ingegneria e project management a supporto delle attività di “revamping” del polo industriale ex-Ilva di Taranto.

Tuttavia, alla luce delle recenti vicende che hanno portato ArcelorMittal a recedere dal contratto relativo allo stabilimento siderurgico pugliese, è poco probabile che i due milioni di euro che Sjs Engineering riteneva di poter ottenere nel primo anno di tale contratto di servizio avranno una completa realizzazione. Nel primo semestre 2019 da tale contratto sono comunque stati conseguiti ricavi pari a 0,2 milioni.

Primo semestre in rosso

Nel primo semestre 2019, Dba Group il valore della produzione è salito del 7,8% a 26,3 milioni (grazie però alla variazione dei lavori in corso su ordinazione, passati da 1,7 a 4,2 milioni, mentre i ricavi veri e propri sono rimasti pressoché invariati a 21,3 milioni). Di questi 26,3 milioni, 14 derivano dai servizi di ingegneria sulle infrastrutture; 7,2 dal settore Ict e 4,9 dai servizi di direzione lavori sulle infrastrutture.

Ma i margini reddituali sono negativi già a partire dall’ebitda (il margine operativo ante imposte e ammortamenti), passato da un valore positivo di 1,4 milioni a uno negativo per 0,22 milioni. Da un utile operativo di circa 129mila euro si è giunti a una perdita operativa di 1,8 milioni, e la perdita netta è balzata da 115mila euro a 1,6 milioni, nonostante un effetto fiscale positivo di circa 285mila euro.

La zavorra dei costi operativi

Dunque, cosa è successo a Dba Group? A parte la ben nota contrazione del mercato nazionale delle infrastrutture, le principali voci di costo sono notevolmente salite. In particolare, i costi per servizi sono balzati del 28,4% a 12,2 milioni e il costo del personale del 18,4% a 11,9 milioni. Questo a seguito delle nuove assunzioni (al 30 giugno scorso il gruppo contava 546 dipendenti contro i 518 del giugno 2018) e per via del maggior ricorso a fornitori esterni per la realizzazione di commesse nelle aree strategiche (servizi di ingegneria sulle infrastrutture e dei servizi di direzione lavori sulle infrastrutture).

Inoltre, sempre a giugno, l’indebitamento finanziario netto ammontava a 10,7 milioni (9,7 milioni a fine 2018) in relazione agli investimenti sostenuti per l’avvio di nuove commesse e le attività di sviluppo software Ict. In ogni caso, il gruppo non evidenzia un livello di indebitamento eccessivo dato che il rapporto Debt/Equity è inferiore a 0,5 volte.

Unistar, l’acquisizione per diversifcare oltreconfine

Il gruppo trevigiano non intende rassegnarsi alla complicata situazione delle infrastrutture nel nostro Paese. In primo luogo, tramite la controllata Actual It d.d., ha acquisito per 4,72 milioni la società slovena Unistar Lc d.o.o., operante nei settori della cybersecurity e dell’information technology. L’operazione consente a Dba Group di diventare uno dei principali operatori di servizi Ict nell’area dei Balcani.

Il piano industriale, obiettivo “utile” nel 2023

Recentemente è stato presentato il Piano Industriale 2019 – 2023, che prevede per Dba Group a fine 2019 un valore della produzione pari a 58,3 milioni (75 milioni su base pro-forma includendo Unistar per l’intero esercizio) e un ebitda positivo per 4 milioni (5,1 milioni pro-forma con Unistar). La chiusura sarà in perdita per circa 0,6 milioni (pareggio pro-forma con Unistar) e l’indebitamento finanziario netto dovrebbe toccare a fine anno i 16 milioni. Nel 2023 si dovrebbe giungere a un valore della produzione pari a 97,2 milioni, un ebitda di 12 milioni (ebitda margin in crescita dal 6,9% del 2019 al 12,4%) e un utile netto pari a 4,3 milioni, mentre a fine piano il gruppo dovrebbe evidenziare una liquidità netta di 2,6 milioni.

Efficientamento, sinergie e nuove commesse per crescere

Il 2020, primo anno di consolidamento per l’intero esercizio di Unistar, dovrebbe presentare un valore della produzione pari a 78,3 milioni, un ebitda di 6,8 milioni e un utile netto di 0,8 milioni. L’indebitamento finanziario netto a fine 2020 dovrebbe già scendere a circa 14,8 milioni.

Le stime includono la messa in opera del progetto Dba Network, che consiste nella creazione di una rete di partner tecnico-commerciali per l’erogazione dei servizi di engineering su tutto il territorio nazionale e che dovrebbe portare a un efficientamento dei costi nelle aree di attività legate ai servizi per le infrastrutture. Inoltre, le previsioni per il 2020 tengono conto delle sinergie derivanti dall’operazione Unistar; non a caso, grazie a tale acquisizione si prevede che entro il 2023 il peso dei ricavi esteri oltrepassi il 50% del totale, a fronte del 31% nel 2019, e che il comparto Ict passi dal 29,3% al 51% del giro d’affari.

Non sono escluse ulteriori operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni), allo scopo di acquisire know-how tecnico specialistico e di entrare nei mercati in via di forte sviluppo dell’area “Belt & Road Initiative” (Cina, Asia centrale settentrionale e occidentale e i Paesi e le regioni lungo l'Oceano Indiano e il Mediterraneo).

Nuovi progetti

Dba Group sta tentando di ridurre la dipendenza dallo storico settore delle infrastrutture in Italia per focalizzarsi maggiormente sull’estero e sull’Ict. L’integrazione di Unistar dovrebbe già consentire di raggiungere circa la metà degli obiettivi indicati nel Piano 2019 – 2023.

Nel frattempo, il gruppo ha ampliato la sua presenza negli altri settori, estendendo fino al 2020 il contratto di consulenza con Italtel a supporto della progettazione di reti in fibra ottica in Italia. Tuttavia, è stato recentemente reso noto che Exprivia, controllante di Italtel, ha rinviato a data da destinarsi l’approvazione dei risultati al 30 settembre a causa proprio degli scostamenti negativi dei risultati di Italtel rispetto al Piano Industriale 2018 – 2023.

Sono stati anche siglati degli accordi quinquennali con Open Fiber del valore complessivo di 12,8 milioni per servizi di ingegneria in Veneto, Lombardia Est, Friuli Venezia Giulia e Puglia nell’ambito del progetto di realizzazione delle Banda Ultralarga Nazionale. In aggiunta, Adb ha siglato un contratto triennale da tre milioni con la multiutility Iren per la fornitura di servizi di ingegneria e architettura su reti di servizi idrici integrati, gas, smaltimento acque e depurazione. Infine, la società è impegnata nell’attività a supporto di un’altra società dell’Aim Italia: Dba Progetti, infatti, fornisce la consulenza tecnica per la costruzione della struttura di formazione H-Campus dell’incubatore di start-up H-Farm. I lavori per la costruzione della struttura hanno già preso il via a Roncade, che si trova nel Trevigiano, la stessa provincia di Dba Group.

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