PRESENTATO ALLA CAMERA

Made in Italy, il Ddl della Lega: marchi storici vietati a chi produce all’estero

di Andrea Carli


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Lavoratori della Pernigotti manifestano davanti al ministero dello Sviluppo economico (foto Ansa)

2' di lettura

Marchi storici vietati a chi delocalizza all’estero. Una proposta di legge targata Lega per «la tutela dei marchi storici nazionali di alto valore territoriale». Un ddl per evitare che le aziende italiane che hanno fatto la storia del tessuto produttivo italiano entrino nel portafoglio di aziende estere. Una mossa del Carroccio per anticipare i Cinque Stelle su questo dossier strategico.

È questa, in estrema sintesi, la portata del provvedimento a prima firma Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, presentato il 26 febbraio alla Camera, sulla scia del “caso Pernigotti”, ovvero - ricorda il documento - «l’impresa, fondata nel 1860 e sviluppatasi principalmente nella sede di Novi Ligure», che «rischia adesso di essere sradicata dal territorio, a seguito dell’acquisto da parte di un operatore straniero». «Un caso emblematico che - si legge ancora nel testo del Ddl - ci obbliga ad intervenire per prevenire il verificarsi di altri simili casi in futuro. L’obiettivo della presente proposta di legge è, quindi, quello di preservare le realtà produttive che hanno fatto la storia e la fortuna dell’Italia».

Made in Italy: Salvini,vuoi marchio italiano? Produci da noi
«L’obiettivo della proposta di legge - ha messo in evidenza il segretario della Lega Matteo Salvini - non è ledere il libero mercato: se uno ha volontà di investire in Italia è benvenuto. Ma se vuoi usare qual marchio storico italiano, allora produci in Italia».

Che cos’è il marchio storico nazionale di alto valore territoriale
Il primo passo è quello di definire le aziende che meritano la tutela. Il «marchio storico nazionale di alto valore territoriale » è il marchio registrato, relativo a un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata a uno specifico luogo di produzione, la cui domanda di registrazione sia stata depositata da più di cinquant’anni.

L’elenco dei marchi storici e il comitato di vigilanza
Il secondo passaggio, previsto dal disegno di legge, prevede l’istituzione presso il ministero dello Sviluppo economico di un «elenco dei marchi storici nazionali di alto valore territoriale». Non solo. Presso il dicastero di Via Veneto, gestito dal pentastellato Luigi Di Maio, viene istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Comitato per il controllo sui marchi storici di alto valore territoriale, con il compito di vigilare sui livelli produttivi degli stabilimenti principali delle imprese titolari di marchi storici e sulle conseguenze dell’eventuale apertura di nuovi stabilimenti in altre aree. A seguito dell’iscrizione nell’elenco, le imprese nazionali godono di una speciale tutela.

Cosa avviene in caso di delocalizzazione dello stabilimento principale
Chiunque decida di acquisire l'azienda sarà vincolato a mantenerne la produzione principale nel comune in cui lo stabilimento produttivo era situato alla data di registrazione del marchio. In caso contrario decadrà dal diritto all'utilizzo del marchio. Le imprese iscritte nell’albo hanno tuttavia la possibilità di aprire nuovi stabilimenti di produzione in aree diverse, purché non si
determini, in conseguenza di ciò, la riduzione della produzione nella sede produttiva principale.

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