stop alla riforma

Affido condiviso, la ministra Bonetti archivia il Ddl Pillon

A luglio, dopo un lungo stand by causato dalle polemiche e dallo scontro politico sul testo (oltre che dalle divizioni nella maggioranza), la commissione Giustizia del Senato ne aveva decretato la confluenza in un testo unificato insieme agli altri cinque Ddl presentati sull'argomento, rinviandone poi l'esame a settembre

di V.N.


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3' di lettura

Il controverso ddl Pillon sull'affido condiviso? «Per quanto mi riguarda resterà nel cassetto». Così la neo ministra alle Pari opportunità e Famiglia Elena Bonetti conferma (a Radio24, ospite de "I Padrieterni", e poi su Twitter) il cambio di rotta sul disegno di legge che porta il nome del suo primo firmatario, il senatore leghista e vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia Simone Pillon, in prima fila anche nell'organizzazione del "Family Day".

Il disegno di legge, che disciplina l'affido condivisio per i figli delle coppie separate, è fortemente osteggiato dalla sinistra ma non piace nemmeno ai 5 Stelle (ad aprile l'allora sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora arrivò a minacciare le dimissioni se il ddl fosse passato). Ed è giudicato malissimo dalla stragrande maggioranza degli operatori della giustizia minorile, degli avvocati e degli psicologi oltre che dai centri antiviolenza.

«Nessun diritto alla genitorialità o bigenitorialità può essere anteposto al supremo interesse dei minori in linea con quanto stabilito nell'evoluzione del diritto di famiglia in Italia e nelle principali convenzioni internazionali», precisa poi, auspicando «che queste tematiche non diventino terreno di battaglia ideologica». Il problema di «trovare risposte più efficaci alle problematiche legate all'affido» esiste, conclude, ma ad essere stata archiviata è solo la « risposta inadeguata e dannosa» prevista dal ddl Pillon.

Pillon: il Pd vuole imporre l'agenda ai 5 Stelle
La replica del senatore del Carroccio non tarda ad arrivare. «Noi non molleremo mai, finché non sarà riconosciuto il diritto di tutti i bambini a stare con mamma e papà», assicura Pillon indignato contro la linea dell'archiviazione annunciata dalla ministra. «Siamo pronti ad ogni evenienza», conclude Pillon, spiegando che il Pd «vuole imporre l'agenda al M5S, tentando di bloccare la riforma dell'affido condiviso, senza neppur leggere il lavoro fatto in questi mesi sul testo unificato».

Marcucci (Pd): «Buona partenza» per la neoministra
La ministra incassa invece il pieno appoggio del capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci: «Plaudo all'iniziativa della ministra Bonetti. Il governo ha bisogno di fatti concreti per marcare una svolta rispetto al passato. Archiviare per sempre il famigerato decreto Pillon vuol dire chiudere con una pericolosa concezione della famiglia e con un’idea medioevale delle donne. È una buona partenza».

Cammino parlamentare difficile
Il cammino parlamentare dell'AS 735 («Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità»), all'attenzione in sede referente della commisisone Giustizia del Senato dallo scorso settembre, stentava anche prima dello stop decretato dalla ministra alle Pari opportunità. A luglio, dopo un lungo stand by causato dalle polemiche e dallo scontro politico sul testo (oltre che dalle divizioni nella maggioranza), un burrascoso ufficio di presidenza ne aveva decretato la confluenza in un testo unificato insieme agli altri cinque Ddl presentati sull'argomento, rinviandone poi l'esame a settembre.

GUARDA IL VIDEO: Affido, il ministro della Pa Bongiorno: ddl Pillon punto di partenza non di arrivo

Mediazione obbligatoria
In particolare, il Ddl prevede l’adozione di un pacchetto di norme per assicurare una progressiva degiurisdizionalizzazione dell’affido familiare, così da rimettere al centro la famiglia e i genitori, «restituendo in ogni occasione possibile ai genitori il diritto di decidere sul futuro dei loro figli e lasciando al giudice il ruolo residuale di decidere nel caso di mancato accordo». Tra i punti qualificanti della riforma dell'affido c'è l'introduzione nel Codice di procedura civile della mediazione obbligatoria per le coppie con figli al fine di aiutare le parti a trovare un accordo nell’interesse dei minori.

Abolizione dell'assegno di mantenimento
Si punta soprattutto al rafforzamento del principio della co-genitorialità: il nuovo articolo 337-ter del Codice civile sancisce il diritto del minore al mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo con il padre e la madre, a ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambe le figure genitoriali e a trascorrere con ciascuno dei genitori tempi adeguati, paritetici ed equipollenti, salvi i casi di impossibilità materiale. Paletti rigidi che secondo molti esperti di diritto minorile potrebbero risultare in contrasto con l’interesse del bambino, stravolgendo le sue abitudini pregresse. Tra le conseguenze della parificazione del tempo di "assegnazione" del minore c'è poi l'abolizione dell'assegno di mantenimento per il genitore presso cui il minore risiede.

GUARDA IL VIDEO: Ddl Pillon: abolizione mantenimento tra i punti piu' controversi

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