al senato

Ddl povertà, via libera slitta alla prossima settimana

(ANSA)

2' di lettura

Slitta l’approvazione del disegno di legge delega sul contrasto alla povertà. La chiusura anticipata dei lavori in Aula al Senato per permettere al gruppo di Area popolare di tenere la riunione della direzione nazionale ha portato infatti al rinvio alla prossima settimana del via libera definitivo al ddl (il provvedimento, approvato in commissione Lavoro senza modifiche rispetto al testo che ha incassato il via libera della Camera il 14 luglio scorso), di cui è iniziata oggi la discussione generale. Si tratta della prima misura nazionale di contrasto destinata ad assicurare un sostegno economico al 24,5% dei nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di povertà.

Tra gli obiettivi, il riordino delle misure per l’assistenza agli indigenti e l’introduzione del reddito di inclusione, finalizzato a sostenere le famiglie in povertà assoluta, stimate in circa 400mila unità, a partire dai nuclei con bambini. Si tratta di una norma che nei fatti fa partire il Piano nazionale contro la povertà che quest’anno conterà su risorse pari a 1,6 miliardi che diventeranno strutturali e pari a 1,8 miliardi dal 2018.

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Oltre il “sostegno per l'inclusione attiva”
Con il via libera alla delega il ministero del Lavoro punta a far fare un salto dimensionale al programma portato avanti finora con il “sostegno per l'inclusione attiva” (Sia), in pagamento dallo scorso novembre e che questo mese ha consentito di far arrivare un aiuto concreto a 70mila famiglie povere nelle quali vivono in media due figli minori: circa 320 euro al mese con una carta di credito a ricarica bimestrale. La delega verrà resa operativa quasi sicuramente con un solo decreto legislativo, in larga parte già predisposto dai tecnici.

Reddito di inclusione per i meno abbienti
Tre gli ambiti di intervento: il varo del reddito di inclusione (Rei), che prenderà il posto del Sia, uno strumento che verrà caratterizzato come livello essenziale di prestazione e che sarà dunque uniforme su tutto il territorio e soggetto a un monitoraggio stretto da parte di una “cabina di regia” nazionale. Con lo stesso decreto verranno poi razionalizzate altre prestazioni assistenziali come la vecchia carta sociale per minori e l’assegno di disoccupazione Asdi. A fine 2017 il Rei dovrebbe arrivare a una prima platea di 400mila famiglie e avrà un valore simile al Sia: tra i 320 e i 400 euro al mese. Il Reddito di inclusione ha come priorità le famiglie con bambini in povertà assoluta. L’accesso al Rei sarà un aiuto condizionato alla prova dei mezzi (serve un Isee non superiore ai 3mila euro associato a un livello di reddito effettivo disponibile che sarà fissato nel decreto legislativo), un aiuto che scatterà solo con l’adesione del capofamiglia a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa predisposta dall’ente locale.

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