IL PROVVEDIMENTO APPROVATo DAL SENATO

Ddl sport, il Cio scrive al Coni. L’Italia rischia di essere fuori da Tokyo 2020

Nella lettera che ha per destinatario il presidente del Coni Giovanni Malagò, il Cio esprime «seria preoccupazione» per alcune disposizioni del disegno di legge sullo sport, approvato in via definitiva dal Senato. Nella lettera è stato messo in evidenza che il provvedimento, nella formulazione attuale, avrebbe limitato «chiaramente l’autonomia del Coni» in sei punti. Il Cio ha avvertito: è possibile, per la protezione del «Movimento di un paese la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico»

di Andrea Carli e Marco Mobili


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4' di lettura

Gli ambiti sono diversi ma il peso della lettera che il Cio, il Comitato olimpico internazionale, ha inviato al Coni sul disegno di legge sullo sport, che oggi ha ottenuto il via libera definito del Senato, ricorda le lettere che la Commissione Ue ha scritto nei mesi scorsi all’Italia per richiamare il governo giallo verde al rispetto delle regole di bilancio Ue.

A rischio, segnalano fonti del Coni, ci potrebbero essere le Olimpiadi di Tokyo del 2020. In sostanza il Cio scrive all’Italia e gli chiede di rimettere mano alla norma in quanto alcune misure contenute nel Ddl, «se approvate, intaccherebbero chiaramente l’autonomia del Coni».

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La replica della Lega: avanti a prescindere dalle letterine
Un altolà che non ha intimorito la Lega, che ha replicato a stretto giro: si va avanti comunque. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha chiarito che sul ddl sull’ordinamento sportivo sarebbero andati avanti «a prescindere da lettere e letterine varie». «La norma va avanti così com’è - ha continuato -, non intendiamo modificare il testo che ci è arrivato dalla Camera». Quanto poi alla possibilità che il Governo potesse porre la fiducia a palazzo Madama, il rappresentante della Lega ha chiarito: «Non c’è fiducia, si voteranno tutti gli emendamenti». Nel tardo pomeriggio, il via libera dell’aula di Palazzo Madama al provvedimento con 154 sì, 54 no e 52 astenuti.

La lettera del Cio al Coni sul Ddl Sport

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«Seria preoccupazione per il disegno di legge all’esame del Parlamento»
Nella lettera che ha per destinatario il presidente del Coni Giovanni Malagò, il Cio ha espresso «seria preoccupazione» per alcune disposizioni del disegno di legge sullo sport. Nella lettera è stato sottolineato che il provvedimento, se adottato nell’attuale formulazione, avrebbe intaccato «chiaramente l’autonomia del Coni» in sei punti. Il Cio ha poi avvertito: potremmo adottare per la protezione del «Movimento di un paese la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico». «Le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico - ha ricordato ancora il Cio - hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport, la definizione della struttura e della governance». «I comitati olimpici - si legge ancora nella lettera - possono cooperare con i governi, tuttavia essi non devono intraprendere azioni contrarie alla carta olimpica».

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L’appello di MacLeod
Di qui la richiesta avanzata da James MacLeod del Cio: «Saremmo grati se lei, nel suo ruolo di Presidente del CONI ma anche nel suo ruolo di Membro CIO che rappresenta il CIO il Italia, potesse portare queste serie preoccupazioni all’attenzione urgente delle più alte autorità di Governo e lavorare insieme con loro per perfezionare le disposizioni in questione del Disegno di Legge e renderle completamente compatibili con i principi fondamentali e con le Regole che governano il Movimento Olimpico, prima che il testo definitivo sia presentato alle autorità competenti per l'approvazione.

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Ddl approvato in prima lettura alla Camera
Il disegno di legge in questione, che si compone di dieci articoli, approvato lunedì senza modifiche dalla Commissione Istruzione di Palazzo Madama in sede referente il 5 agosto 2019, il 27 giugno aveva ottenuto il via libera in prima lettura dalla Camera.

Sei deleghe al Governo
Il ddl prevede sei deleghe al Governo, alcune delle quali qualificate come “riordino”, altre qualificate come “riordino e riforma”, nonché alcune disposizioni prescrittive. Le deleghe vanno esercitate entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, previa intesa, in alcuni casi, della Conferenza Stato-regioni e, in due casi, della Conferenza unificata.

Sotto la lente del Cio la delega al Governo per il riordino del Coni
Una di queste è prevista dall’articolo 1 per l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino del Coni e della disciplina di settore. Ed è proprio questo passaggio ad aver destato la preoccupazione del Cio, che pur confermando «il principio fondamentale di “autonomia responsabile” dei Comitati olimpici nazionali e delle Federazioni sportive nazionali così come esposto nella Carta Olimpica», ha messo in evidenza che «l’autonomia dello sport è formalmente stabilita in una Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottata a New York a ottobre 2014», documento quest’ultimo «che riconosce lo sport come mezzo per promuovere l’educazione, la salute, lo sviluppo e la pace, e sostiene anche l’indipendenza e l’autonomia dello sport come missione del CIO nel guidare il Movimento Olimpico».

Collaborazione nel rispetto dell’autonomia del Comitato olimpico
Il messaggio è: la collaborazione tra le autorità di Governo e le organizzazioni sportive nazionali (inclusi i Comitati olimpici nazionali e le Federazioni sportive nazionali) «deve stabilirsi con assoluto e reciproco rispetto riguardo dell’autonomia del Comitato Olimpico Nazionale e delle Federazioni Sportive Nazionali, e senza alcuna interferenza esterna nella governance e nelle attività di queste organizzazioni».

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