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De Agostini lancia un’opa su Dea Capital a 1,5 euro

Premio del 31%. La mossa, secondo gli addetti ai lavori, sembra propedeutica per una cessione o partnership futura, quando la società uscirà dalla Borsa

di Carlo Festa

2' di lettura

Era da diversi mesi che negli ambienti finanziari circolava l’indiscrezione su un riassetto azionario di Dea Capital. Alla fine è arrivato, anche se non nelle modalità in cui si pensava, cioè tramite l’offerta di un player esterno. Ma questo passaggio sembra, secondo fonti di mercato, solo rimandato al futuro.

L’operazione

Nova, societa’ interamente detenuta e soggetta a direzione e coordinamento di De Agostini ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di DeA Capital a 1,5 euro per azione cum dividendo, con l’obiettivo di delisting da Euronext Star Milan di Borsa Italiana. Ad oggi De Agostini controlla il 67,062% di DeA Capital.Nova intende acquisire 85,73 milioni di azioni, pari al 32,156% del capitale di DeA Capital (la quota che De Agostini non detiene gia’). Il controvalore massimo dell’offerta, in caso di adesione da parte di tutti i titolari delle azioni, sara’ pari a 128,596 milioni di euro.Il premio sarà del 31%. Per Nova, che non intende ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni, il delisting assicurera’ a Dea Capital una maggiore flessibilita’ gestionale e un risparmio di costi. Come societa’ non quotata, caratterizzata da una maggiore flessibilita’ operativa e organizzativa, DeA Capital sara’ in grado di accelerare la sua strategia di investimento e di creazione di valore. Dopo il perfezionamento dell’offerta Nova, con il supporto di De Agostini, si propone di sostenere l’attuale piano industriale di DeA Capital e i futuri progetti di sviluppo. Esce dunque dalla Borsa un gruppo storico: il titolo è famoso a Piazza Affari perché ha sempre staccato un dividendo elevato: a maggio 2022 è stato 0,1 euro per azione, ai prezzi di allora il 10% circa.

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Il futuro

La mossa, secondo gli addetti ai lavori, sembra propedeutica per una cessione futura, quando la società uscirà dalla Borsa. O almeno, se non la vendita del 100%, sul tavolo ci potrebbe essere la cessione di una quota ad altro asset manager per una partnership azionaria. Dentro Dea Capital c’è infatti molta cassa e il delisting quindi può avvenire con un costo limitato per De Agostini. In questi mesi ci sono state diverse discussioni con asset manager sia italiani sia esteri: è circolato il nome di Anima, ma tra i soggetti esteri secondo i rumors ci sarebbe stata anche qualche discussione preliminare con la multinazionale francese Tikehau Capital. Tutte discussioni iniziali, mai sfociate in vere trattative, che non sono andate in porto nel passato per ragioni differenti. Ora, una volta delistata, De Agostini potrebbe ora avere più flessibilità per gestire una cessione di una quota oppure del 100% oppure di asset separati come ad esempio l’immobiliare. Probabilmente con un incasso maggiore rispetto al costo del delisting attuale.

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