covid ed editoria

De Benedetti e Moratti entrano in Skira con il 22,5%

L’amico Massimo Vitta Zelman gli chiede aiuto per rafforzare la struttura patrimoniale della casa editrice d’arte

di Marilena Pirrelli

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L’amico Massimo Vitta Zelman gli chiede aiuto per rafforzare la struttura patrimoniale della casa editrice d’arte


5' di lettura

Carlo De Benedetti e Massimo Moratti entrano con il 22,5% in Skira e scende al 77, 50% la Libra di Massimo Vitta Zelman. De Benedetti entra con il 15% con L'Editoriale Domani e la Massimo Moratti S.A.p.A. con il 7,50%. “L'operazione rientra nell'ambito di un rafforzamento della struttura patrimoniale della società e di un piano di sviluppo della casa editrice” riferisce la stessa Skira. Massimo Vitta Zelman, patron di Skira Editore spa dal 1996, dopo 20 anni alla guida di Electa , ha proposto ai due amici di entrare nel capitale, un'iniezione di ossigeno necessaria in questa emergenza Covid.

Per De Benedetti un ritorno all’editoria in attesa di pubblicare in autunno il nuovo quotidiano Il Domani con la direzione di Stefano Feltri e una novità per Moratti, imprenditore del settore della raffinazione del petrolio ( Saras ) e nel calcio (ex presidente dell’Inter). Il lockdown ha pesantemente colpito i conti della casa editrice che nel 2020 aveva in corso due importanti eventi: quella su Raffaello alle Scuderie del Quirinale a Roma che riaprirà il 2 giugno e proseguirà fino al 30 agosto, di cui ha pubblicato il catalogo e affiancato altre tre pubblicazioni (“Il giovane favoloso” di Costantino D'Orazio, “Il trionfo della ragione” di Luca Nannipieri e “Lettera a papa Leone X” di Valerio Terraroli) . Prima della chiusura l’incasso al bookshop sulla vendita del catalogo era stato importante. Anche la mostra “ Georges de La Tour. L’Europa della luce ” coprodotta da Skira con il Comune Milano a Palazzo Reale oggi è chiusa e riaprirà il 28 maggio per proseguire fino al 27 settembre. Entrambe erano le mostre dell'anno della casa editrice e molto probabilmente italiane. Ora il programma è tutto congelato e la progettualità è rinviata al 2021. E l’apertura dei musei non sappiamo quanto attrarrà il pubblico: i Musei civici di Milano per ora hanno solo 90 prenotazioni.

I conti
Il gruppo Skira, specializzato in editoria artistica e produzione di grandi mostre, gestisce librerie e servizi museali, con sedi a Milano, Ginevra e Parigi, impiega una cinquantina di addetti e pubblica circa 200 novità all'anno, in più lingue, e ha chiuso il 2019 con un fatturato netto di 15 milioni di euro con recupero delle perdite del 2018. Il 2018, infatti, aveva chiuso con ricavi per 11,33 milioni di euro, un ebitda negativo di 1,62 milioni e una perdita netta di 2 milioni di euro (dopo perdite per un totale di 5,5 milioni cumulate tra il 2014 e il 2017) a fronte di una liquidità netta di 742 mila euro, secondo l'analisi di Leanus.

Il pasticcio Modigliani
Ancora non sospeso il pasticcio di Modigliani. È ancora in corso il processo per i falsi Modì esposti nella mostra a Palazzo Ducale di Genova, organizzata MondoMostre Skira, dalla quale furono sequestrate 21 opere a luglio 2017 per i forti sospetti sulla loro autenticità. Accusati per truffa, falso e contraffazione Joseph Guttmann, mercante d'arte ungherese e titolare della Global Art Exhebitions di New York, che a Genova ha portato 11 opere poi sequestrate; Rudy Chiappini, il curatore della mostra; Massimo Vitta Zelman, presidente di MondoMostre Skira, organizzatore dell'evento; Nicolò Sponzilli e Rosa Fasan, direttore mostre e dipendente di Skira, e Pietro Pedrazzini, proprietario del ritratto di Chaime Soutine prestato per l'esposizione a Genova.

Una lunga storia editoriale
Fondata da Albert Skira a Losanna nel 1928 per poi passare a Ginevra, leggendarie le sue prime edizioni, le “Metamorfosi” di Ovidio, illustrate da Pablo Picasso con 30 incisioni originali e le “Poésies” di Stéphane Mallarmé accompagnate da 29 gravures di Henri Matisse. In quesgli anni apre una sede a Parigi e diventa il punto di incontro delle grandi personalità artistiche di quegli anni e dei Surrealisti in particolare. Nasce così “Minotaure”, mitica rivista diretta da André Breton e Paul Eluard, che pubblica le opere di Picasso, Matisse, Duchamp, Dalì, Mirò, Magritte, ma anche i primi scritti di Jacques Lacan e le fotografie di Man Ray e Brassai. Negli anni della Seconda guerra mondiale l'attività è forzatamente ridotta, nel 1948 per il ventennale Henri Matisse disegna la copertina del catalogo, una testa di donna che diventerà una sorta di marchio “ufficioso” di Skira.

Negli anni Cinquanta e Sessanta lo sbarco sulla scena internazionale. Nascono i famosi “Grandi Libri” con le tavole applicate. Nelle sue collane narrate le grandi storie della pittura (italiana, francese, fiamminga), la storia delle civiltà di altri continenti sino ai fenomeni emergenti come l'affermarsi dell'Espressionismo astratto americano. Tra gli autori i massimi storici dell'arte da Lionello Venturi ad André Chastel e Giulio Carlo Argan, ma anche letterati e poeti come Louis Aragon, Roland Barthes e Jacques Prévert.
Albert Skira muore prematuramente nel 1973 prosegue l'attività la moglie Rosabianca, figlia di Lionello Venturi, ma il mondo dell'editoria internazionale si sta profondamente trasformando. La casa editrice perde progressivamente la propria unicità. Il controllo della società passa dalla famiglia a Flammarion e successivamente al gruppo svizzero Edipresse, che lo ricede nuovamente alla famiglia.
Nel 1996 Massimo Vitta Zelman e Giorgio Fantoni (già azionisti di maggioranza del gruppo E lecta Einaudi, poi ceduto a Mondadori) acquistano Skira, progettandone il rilancio. La società ginevrina si trasforma in holding e il quartier generale viene trasferito a Milano nel Palazzo Casati Stampa e da qui prende le mosse la nuova stagione: nell'arco di cinque anni la produzione passa da meno di dieci novità all'anno a oltre duecento e riprende a pubblicare in più lingue. La costruzione della linea editoriale si avvale di grandi professionalità da Federico Zeri a Carlo Be rtelli, da Vittorio Gregotti a Germano Celant. Nasce una linea di Grandi Libri e alle arti visive si affiancano l'architettura, il design, le arti applicate, tre le collane di saggistica: Biblioteca d'arte, Biblioteca di Architettura e Skira paperbacks, mentre gli Archivi dell'Arte moderna ospitano i grandi cataloghi ragionati degli artisti dell'Ottocento e del Novecento: Lucio Fontana, Le Corbusier, Piero Manzoni, Marino Marini, Fausto Melotti, Piet Mondrian, Ennio Morlotti, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Gino de Dominicis, Louise Nevelson, Mimmo Paladino, Paolo Scheggi, Rolf Nesch, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Silvio Pasotti. Centrale rilevanza assume, in questo ambito, l'alleanza tra Skira e l'Institute Wildenstein di Parigi per la pubblicazione di fondamentali Catalogues raisonnées dedicati a Paul Gauguin, Albert Marquet, Edouard Vuillard, Camille Pissarro. E' l'epoca delle grandi mostre: moltissimi gli eventi espositivi con monografiche dedicate a Giambattista Tiepolo, Lorenzo Lotto, El Greco, Gian Lorenzo Bernini, Pieter Bruegel il vecchio, Sandro Botticelli e Raffaello, le antologiche di Edvard Munch, Amedeo Modigliani, René Magritte, Marc Chagall, Ernst Kirchner e le rassegne dedicate ai Longobardi, al Rinascimento e al Novecento italiano. Pubblica i cataloghi di grandi mostre a livello internazionale, con almeno una cinquantina di titoli di primo piamo all'anno. Ma il gruppo è anche, e soprattutto, il più importante player italiano nel campo dell'ideazione e produzione di eventi espositivi.
Oggi il mercato italiano è il principale, circa un terzo del fatturato proviene dalle linee di lingua straniera e dai rapporti con grandi istituzioni artistiche internazionali. Le arti visive restano l'ambito di riferimento principale dell'attività editoriale, con la collana Grandi libri e la linea di cataloghi ragionati degli artisti moderni e contemporanei cui si affiancano collane di saggistica, guide artistiche e cataloghi di importanti collezioni pubbliche e private, mentre gli Skira Masters, Skira Mini ART books, illustrano vita e opere dei grandi maestri dell'arte e i più importanti luoghi artistici italiani. Un altro dei filoni portanti del programma internazionale è la fotografia e per i più piccoli è nata la collana Skira Kids.

Skira pubblica anche libri di Narrativa e Storie con autori come Andrea Camilleri, Antonia Arslan, Simonetta Agnello Hornby, Aldo Nove. Inizialmente aveva una Divisione Mostre interna, specializzata nell'area, nel 2015 la task force di Skira si unisce alla società Mondo Mostre, guidata da Tomaso Radaelli e Simone Todorow nasce la joint venture Mondo Mostre Skira dedicata alla produzione di Grandi Eventi Espositivi con progetti in autonomia e in affiancamento con importanti istituzioni pubbliche italiane e internazionali.

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