futuro della pac

De Castro: «L’agroalimentare sia al cuore del rilancio economico dell’Europa»

La debolezza dei finanziamenti crea distorsioni nella concorrenza tra produttori

default onloading pic
(Roberto Zocchi - stock.adobe.com)

La debolezza dei finanziamenti crea distorsioni nella concorrenza tra produttori


3' di lettura

«Il settore agroalimentare deve essere al centro del rilancio economico dell’Europa. La crisi del coronavirus sta cambiando gli scenari di approvvigionamento del cibo e abbiamo assolutamente bisogno di rafforzare la produzione agricola europea. Il rischio ora è che la debolezza degli interventi della Ue frammenti il sostegno alle aziende agricole europee, come nel caso della Francia che, comprensibilmente, ha annunciato un piano nazionale di centinaia di milioni di euro a sostegno della sua viticoltura». Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, si è rivolto così al vicepresidente dell’Esecutivo Ue, Frans Timmermans, nell’ambito del dibattito in ComAgri sul futuro della Pac ai tempi del Covid-19.

Ci sono comparti ormai in ginocchio
«Prima di tutto - ha sottolineato l’europarlamentare del Pd - dobbiamo rafforzare il settore agroalimentare per venire in aiuto a comparti economicamente ormai in ginocchio, da quello lattiero-caseario al vino, dall'ortofrutta al florovivaismo, dalle carni bovine a quelle suine e ai prosciutti. A questo fine bisogna evitare il proliferare di interventi a livello nazionale, che finirebbero per creare distorsioni di concorrenza tra produttori europei, mettendo in pericolo il mercato unico».

Migliorare efficienza e produttività delle coltivazioni
«Per garantire la sicurezza alimentare ai nostri cittadini - ha spiegato De Castro - dobbiamo assolutamente migliorare l’efficienza e la produttività delle nostre coltivazioni. Basti pensare che la Russia ha bloccato il proprio export di cereali, così come hanno fatto Paesi del sud-est asiatico per il riso. Senza contare i finanziamenti Usa per oltre 30 miliardi di euro al sostegno della loro produzione agricola». Per l’eurodeputato «è quindi necessario che il Recovery Fund preveda misure specifiche a supporto dei settori più colpiti: dopo i soli 76 milioni messi sul campo dal commissario Wojciechowski - dice - l'agricoltura non può essere ancora una volta l'agnello sacrificale quando si deve decidere a quali settori dare priorità nell'aiuto».

Serve più innovazione in agricoltura
«Concordo con Timmermans - ha sottolineato De Castro - sul fatto che il Green Deal e la strategia Farm to Fork (che il vicepresidente ha annunciato per il 20 maggio) debbano trasformarsi in opportunità per l'agroalimentare. Ad esempio, nessuno vuole utilizzare più fitofarmaci o più fertilizzanti, ma per questo abbiamo bisogno di più innovazione, a partire dalle tecnologie per l'evoluzione assistita (Tea) delle piante. In generale, ogni misura da mettere in campo per ridurre ulteriormente l'impatto ambientale del settore dovrà basarsi in futuro su analisi scientifiche comprovate. Soprattutto in questo momento - conclude De Castro - non possiamo lasciarci trascinare da spinte ideologiche».

De Castro-Dorfmann, misure Ue insufficienti
«Sono insufficienti e necessitano di nuovi interventi finanziari e di gestione dei mercati, le misure adottate dalla Commissione europea per sostenere le aziende agricole fortemente penalizzate dalla crisi del Covid-19. In assenza di un significativo miglioramento del pacchetto di risposta alla crisi, la commissione Agricoltura dell'Europarlamento si vedrà costretta a rispedirlo al mittente», hanno scritto in una lettera al commissario all’Agricoltura, Januzs Wojciechowski, Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, coordinatori S&D e Ppe nella commissione Agricoltura del Parlamento europeo. «Pur apprezzando le nuove misure come un primo passo nella buona direzione - affermano gli eurodeputati - riteniamo che il pacchetto non sia all'altezza delle difficoltà dei settori del vino e dell'ortofruta nel fornire loro i mezzi finanziari e la flessibilità necessaria per affrontare la crisi. Inoltre - proseguono - deploriamo fortemente la decisione di escludere dall'ammasso privato il settore della carne di vitello, delle carni suine e ovi-caprine già immagazzinate».

Per approfondire
Coronavirus, rischio invenduto per latte, pesce e alimenti freschi. Più acquisti a lunga scadenza
Coronavirus, è boom di spesa online con consegna a domicilio

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti