Agricoltura

De Castro: missione compiuta, l’Europa ha la riforma Pac fino al 2027

Coldiretti: le aziende agricole italiane potranno programmare investimenti per circa 50 miliardi di euro da qui al 2027

di Enrico Netti

2' di lettura

Accordo fatto per la riforma della Politica agricola comune (Pac). Il 1° gennaio 2023 entrerà in vigore la nuova riforma che porterà il rafforzamento dei diritti dei lavoratori, sistemi produttivi più sostenibili, più aiuti alle colture rappresentative del “made in Italy”. «È fatta: dopo quasi 24 ore ininterrotte di negoziato tra Parlamento europeo, presidenza di turno portoghese del Consiglio e Commissione, siamo riusciti a trovare un accordo politico sulla riforma della Pac che accompagnerà i nostri agricoltori e tutti i cittadini europei fino al 2027. Un accordo nel segno della sostenibilità economica, ambientale e sociale senza precedenti nella storia della Pac» dice Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo commentando con soddisfazione la chiusura di un negoziato tra le istituzioni Ue, durato tre anni, tutt’altro che scontato. Così l’ex ministro dell’agricoltura parla di «missione compiuta». «L’accordo sulla riforma della Pac consente la programmazione degli investimenti nelle aziende agricole italiane per una spesa di circa 50 miliardi da qui al 2027» dice Ettore Prandini, presidente Coldiretti.Tra le misure inserite ecco «il terzo pilastro della politica agricola, quello sociale: d’ora in poi la Pac non finanzierà più gli agricoltori che non rispettino i diritti dei propri dipendenti, ponendo fine alla concorrenza sleale verso la stragrande maggioranza degli imprenditori che invece si prende debitamente cura dei lavoratori». Tra gli altri provvedimenti «un 15% di aiuti diretti verrà riservato al sostegno accoppiato alle produzioni più rappresentative del made in Italy, dal pomodoro all’olivicoltura, il rafforzamento delle misure di gestione del rischio contro le perdite di produzione o di reddito che - continua De Castro - ora saranno finanziabili anche tramite i pagamenti diretti agli agricoltori, l’estensione degli interventi settoriali a tutti i prodotti». Sul fronte della sostenibilità «gli eco-schemi premieranno fino al 25% dei pagamenti diretti quegli agricoltori che metteranno in campo pratiche innovative e in grado di proteggere i livelli unici di biodiversità».«Il lavoro che abbiamo svolto negli ultimi tempi ha dato qualche risultato positivo a tutela dei trasferimenti alle imprese ma non possiamo dirci soddisfatti per l’accordo raggiunto - aggiunge Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - . È passato, di fatto, il principio che le imprese agricole devono aumentare gli impegni in materia di sostenibilità ambientale, ma a fronte di minori risorse finanziarie destinate alla tutela dei redditi e alla stabilità dei mercati». Soddisfazione da Cia-Agricoltori Italiani che in una nota segnala: ora serve un Piano strategico per salvaguardare la competitività.

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