New York

De Chirico da record, Surrealisti e Giacometti sostengono il Moderno da Sotheby’s

Metà asta garantita e molti lotti finiti ai garanti, oltre al 10% di lotti ritirati.
Giacometti protagonista delle trattative private pre-asta

di Giovanni Gasparini

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Giorgio de Chirico, Il Pomeriggio di Arianna (Ariadne's Afternoon)

Metà asta garantita e molti lotti finiti ai garanti, oltre al 10% di lotti ritirati.
Giacometti protagonista delle trattative private pre-asta


4' di lettura

Il secondo catalogo della serata televisiva di aste trasmessa da Sotheby's New York riguardava i grandi nomi dell'arte Impressionista e Moderna, con una particolare enfasi sulle Avanguardie del primo Novecento. Dei 40 lotti in catalogo quattro sono stati ritirati prima dell'inizio dell'asta, e i 36 lavori rimasti sono andati tutti venduti per un totale di 141 milioni di dollari con le commissioni, entro la stima di 111-160 milioni di $.
Ben 18 garanzie proteggevano altrettanti lotti, e a nostro parere ben otto di queste hanno salvato il lotto dall'invenduto, finendo quindi nelle mani del garante di parte terza.

Alberto Giacometti, Femme de Venise IV

Giacometti in asta e in vendita privata

Fra i lotti ritirati spicca una scultura di Giacometti ‘Femme de Venise IV', bronzo del 1956 inizialmente stimato 14-18 milioni di $ che la casa d'aste ha dichiarato di aver venduto privatamente per una somma non comunicata. Sotheby's ha inoltre comunicato di aver venduto un'altra importante scultura dell'artista svizzero-italiano, ‘Grand Femme I' del 1960 dalle dimensioni monumentali poiché dedicata ad una piazza newyorkese, messa in vendita secondo indiscrezioni dal magnate dei cosmetici Ron Perelman, per una somma superiore ai 90 milioni di $. La procedura d'aggiudicazione è stata per asta a offerta chiusa (seal-bid) al miglior offerente con riserva dichiarata di appunto 90 milioni; si tratta di una procedura inusuale per il mondo dell'arte, in quanto limita i rilanci ‘emotivi' e lo spirito competitivo tipico dell'asta, ma ha alcuni vantaggi tipici delle procedure private, quali la discrezione e l'impossibilità di rimanere invenduto. Pertanto in asta è rimasta una sola figura femminile di Giacometti, ‘Femme Leoni' fusa nel 1958, contesa fino a quasi 26 milioni, a metà della stima di 20-30 milioni di $, rendendo inutile la garanzia che proteggeva il lotto. Si tratta di una figura a grandezza naturale concepita nel 1947 e successivamente edita in otto bronzi di cui il primo commissionato da Peggy Guggenheim, che risiedeva dal 1947 a Palazzo dei Leoni a Venezia, da cui discende il nome scelto dall'artista per onorare la grande collezionista.

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René Magritte, L'Ovation

De Chirico Metafisico, Man Ray e Magritte Surrealisti, Picasso

Il lotto di maggior successo dell'asta è stato però il lavoro del 1913 di Giorgio De Chirico Il Pomeriggio di Arianna', grande tela a sviluppo verticale di 135 x 65 cm, con una figura scultorea greca sovrastata da una costrizione metafisica composta da una torre a mattoni rossi e una colonna classica decapitata, tutti elementi che diventeranno topici del lavoro del padre della pittura Metafisica, ammirato anche dai Surrealisti nei decenni successivi. La data della composizione la rende estremamente appetibile, tanto da sfondare la stima alta per fermarsi a 15,9 milioni di $, dopo una decina di minuti di rilanci, portando il nuovo record per l'artista italiano di origine greca. Si è dovuto, invece, accontentare di superare la stima bassa grazie alle commissioni il lavoro di Man Ray del 1915 ‘Black Widow', raro olio su tela di grandi dimensioni del padre della fotografia surrealista, aggiudicato a 5,8 milioni da una stima di 5-7 milioni di $. Il catalogo offriva anche ben quattro lavori milionari del grande surrealista belga Magritte, tutti passati di mano senza entusiasmi alla stima bassa grazie alle commissioni, a cominciare da ‘L'Ovation' del 1962, tela di oltre un metro di lunghezza garantita dalla casa d'aste e aggiudicata a 14 milioni di $ con le commissioni da una stima di 12-18 milioni. Si è fermata sotto la stima di 5-7 milioni, a 5,1 milioni di $ con le commissioni, una composizione similmente floreale del 1943 ‘Reverie de Monsieur James', proveniente dalla collezione di Sandra Moss. Segue “Le traité des sensations” del 1946 stimato 1,5-2 milioni e passato di mano a 1,6 milioni con le commissioni, mentre a tela più piccola del 1965 “La belle Lurette” ha confermato la stima bassa con le commissioni a 1,3 milioni (stima 1,2-1,8 milioni di $). Magritte ha totalizzato quindi circa 22 milioni di $ sul totale, pur senza entusiasmare. Valgono complessivamente solo 9,2 milioni di $, invece, i cinque lavori di Picasso offerti, guidati da un autoritratto del 1963 garantito che però ha sfiorato il raddoppio della stima alta a 2,9 milioni, mentre gli altri confermano le stima grazie alle commissioni.

Claude Monet, Les Iles à Port-Vil lez (The Islets at Port-Villez)

Dismissioni del Brooklyn Museum, post-Impressionismo e artiste

La collezione dell'attrice Moss comprendeva anche un lavoro di Tamara de Lempicka,”L'Éclat” un volto femminile di dimensioni ridotte salvato dalla garanzia a 3,4 milioni con le commissioni, da una stima di 3-4 milioni di $. La garanzia ha salvato anche una caratteristica composizione floreale del 1936 di Georgia O'Keeffe, che si è fermata alla stima bassa di 4 milioni con l'aggiunta delle commissioni, mentre un lavoro di fine ‘800 dell'americana a Parigi Mary Cassatt con tre figure femminili in ambito materno ha superato la stima di 2,5-3,5 milioni, passando di mano a 4,4 milioni di $. Un'altro lavoro di fine ‘800, una classica veduta di Monet Les Iles a Port-Villez' firmata e datata 1897, garantita come tutte le opere consegnate dal Brooklyn Museum, ha raggiunto 4,6 milioni dalla stessa stima. Complessivamente il museo ha realizzato 7,2 milioni di $, grazie anche alle garanzie su lavori di Mirò e Degas altrimenti invenduti. Ha superato di poco la stima bassa garantita anche un anemico vaso di fiori dipinto da Van Gogh nel fatidico 1890, stimato 14-18 milioni ed aggiudicato a 16 milioni con le commissioni, nonostante la rarità relativa. Pur facendo parte del periodo più ricercato dell'artista olandese, la composizione è priva della drammaticità tipica dei lavori coevi.

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