le trattative

Aspi, De Micheli: nuova lettera non risolve lo stallo nel negoziato

No alla clausola contenuta nell’articolo 10 in cui si vincola l'accordo all'accettazione di cedere il controllo della società a Cdp

di Nicola Barone

Aspi, Conte: mi sembra ci sia stallo, questione torna a primo Cdm

3' di lettura

Aspi accetta il testo dell'accordo negoziale prospettato dalla parte pubblica chiedendo la sola eliminazione della clausola dell'articolo 10, relativa alla condizione di efficacia della conclusione della trattativa societaria. È la linea comunicata stamani, via lettera, e di cui dà notizia la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla commissione Ambiente della Camera. Nello specifico la clausola è quella in cui si vincola l'accordo all'accettazione di cedere il controllo di Aspi a Cdp.

Niente passi in avanti

«Lo stallo nella trattativa consegue dunque dal fatto che fino alla lettera giunta un'ora fa, Aspi si è sottratta alla condivisione dei contenuti tecnico-giuridici dello schema dell'atto negoziale, nel quale è evidente l'imprescindibile scopo di definire la procedura di contestazione attivata tale da soddisfare l'interesse pubblico. Lo stallo è dovuto al fatto che permane anche nella lettera appena giunta al Mit la non accettazione della clausola dell'articolo 10, che richiama perfettamente gli impegni assunti da Atlantia e Aspi nella lettera inviata ai ministri e discussa nel cdm del 14 e 15 luglio», aggiunge la ministra in audizione.

Loading...

Da Cdp trattativa su prassi mercato

«Sugli aspetti riguardanti gli impegni di Aspi e Atlantia relativi al futuro assetto societario del concessionario, che comunque non sono gestiti dal mio ministero, posso solo precisare e confermare che Cdp ha informato i ministri competenti e confermato con il carteggio di tutte le interlocuzioni che si sono svolte, che la trattativa si è sviluppata sulla base di criteri competitivi e delle prassi correnti di mercato». De Micheli tiene a sottolineare ancora che «Atlantia è quotata sul mercato e il mio ministero è concedente e controllante di Aspi e quindi rispetto alla questione societaria non posso in alcun modo formulare ulteriori considerazioni».

Riteniamo che gli accordi vadano rispettati

A giudizio della ministra il «punto di caduta» della trattativa su Aspi «sono le lettere di Atlantia e Aspi stesse scritte il 14 luglio 2020: noi riteniamo che gli accordi vadano rispettati. Un minuto dopo che queste lettere sono arrivate a noi ministri e illustrate al Consiglio dei ministri, abbiamo chiesto niente più e niente meno che il rispetto di quelle proposte che noi abbiamo ritenuto idonee a rispettare interesse pubblico». Per quanto riguarda il timing e la risposta all'ultima lettera viene chiarito che questa ultima «è arrivata da Aspi e non co-firmata da Atlantia, mentre in passato noi abbiamo avuto molte lettere co-firmate. Nel caso specifico la firma è solo di Aspi. Procederemo nel confronto con gli altri soggetti coinvolti, Mef e Presidenza del consiglio, e prenderemo le determinazioni conseguenti una volta approfondito il corpo della lettera e conseguenze della lettera pervenuta pochi minuti fa».

Non immaginabile danni pagati da italiani

«Non si è provveduto mai a pensare e tanto meno a provare a realizzare un processo di nazionalizzazione. Le trattative in corso sul piano societario, rispondono perfettamente a quel percorso che Atlantia stessa ha proposto e che il Governo aveva accettato. Pertanto non c'è nessuna nazionalizzazione, ma come si evince dai documenti di Cdp, c’è il tentativo di realizzare puntualmente gli impegni che Atlantia stessa si è assunta nei confronti del Governo». Per la ministra «anche nel caso di un azionariato del quale faccia parte Cdp, e quindi si realizzi una delle due proposte di Atlantia nella lettera del 14 luglio, non è immaginabile che i danni vengano pagati dagli italiani, perché rispetto a quello c'è l'atto transattivo della concessione che prevede la non ricaduta di tutte le clausole previste dal passato sui nuovi azionisti e quindi tanto meno su coloro che controllano i nuovi azionisti».

Cambiato piano manutenzioni, 1 miliardo nel 2020

A seguito dell'interlocuzione con il ministero Aspi ha modificato il Piano delle manutenzioni per il 2020 che era previsto intorno ai 500 milioni. Al 31 dicembre 2020 sarà dunque un miliardo di interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti