DI MADRE IN FIGLIA

De Rigo sostiene l’empowerment femminile

Un corso è riservato alle ragazze dai 16 ai 19 anni residenti in Cadore

di Barbara Ganz

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Da sinistra la fondatrice Emiliana De Meio con la figlia Barbara De Rigo

3' di lettura

Una storia di impresa al femminile che si incrocia e si sovrappone all’avventura imprenditoriale di De Rigo, base a Longarone nel cuore del distretto cadorino dell’occhiale, oggi unica family company del settore e unica, nell’eyewear internazionale, che conserva una compagine al 100% imprenditoriale.

Nel 1978, quando Emiliana De Meio era ancora una ragazza, convinse il futuro marito Ennio, allora impegnato nell’edilizia trainante grazie anche al boom di Cortina, a diventare socio finanziatore della piccola impresa che aveva fondato insieme al fratello a Pozzale di Cadore. Non in un garage, come si usa per le moderne startup, ma in un fienile. Già nei primi anni Ottanta l’azienda fa un salto di qualità intuendo la convenienza di investire sull’occhiale da sole. Oggi De Rigo Vision - ha 800 dipendenti circa e stima il fatturato 2020 a quota 350 milioni (con una flessione stimata del 20-25% a causa del Covid). A dirigere il marketing è Barbara, figlia di Emiliana (e madre di due figlie che ancora studiano): «Ho iniziato nel 1993 nella filiale in Germania: non ho subito pensato di entrare in azienda e avevo scelto di specializzarmi come interpretare parlamentare e laurearmi in lingue, poi però è stata una scelta naturale lavorare nel posto che ero abituata a frequentare fin da bambina». Oggi il settore guidato da Barbara è quasi al 90% femminile, in una realtà dove le donne sono una maggioranza: le quote rosa rappresentano oltre il 65% degli organici con concentrazioni che vanno oltre l’80% in alcuni reparti, «a testimonianza della lungimiranza e del valore che la nostra famiglia riconosce da sempre al contributo femminile al mondo del lavoro», sottolinea Barbara. Così l’azienda è diventata naturalmente un laboratorio di welfare e conciliazione vita-lavoro: il part time è mediamente riferito al 18% della forza lavoro (l’obbligo contrattuale è 8%) e viene utilizzata sia la forma più tradizionale (sia orizzontale, solo mattino o solo pomeriggio, sia verticale, con persone che lavorano o 2,5 giorni alla settimana o, a settimane alterne, una settimana per due giorni e quella successiva tre).

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Degli 83 dipendenti che quest’anno hanno festeggiato 25 anni di servizio in azienda, 66 erano donne: per loro sono nate iniziative come lo screening per la prevenzione del tumore al seno. L’ottica «è da un lato restituire in qualche modo al territorio quanto ci ha dato, dall’altro guardare ad aree del mondo dove la questione femminile è più complicata e dove le opportunità sono minori», spiega ancora Barbara De Rigo. . E sono due i progetti educativi d'avanguardia dedicati all'universo femminile - uno nel Bellunese e l'altro in Etiopia – appena messi in campo da Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus, fortemente voluta dalla famiglia De Rigo e di cui Barbara è Presidente.

Nel primo caso si tratta di una formazione della durata di tre anni, creata dal Lions Club Cadore Dolomiti e sostenuta anche da istituzioni pubbliche e Confindustria Belluno Dolomiti del Cadore: un “PerCorso di empowerment” riservato alle ragazze dai 16 ai 19 anni residenti in Cadore e finalizzato ad accrescere la consapevolezza dei propri diritti, del proprio potenziale umano e professionale per stimolare l’immaginario delle giovani donne e il desiderio di voler dare il proprio contributo al progresso politico, economico e sociale. Nel Paese africano, invece, la Fondazione sostiene il progetto di Amici di Adamitullo ETS e dei Salesiani di Don Bosco per la creazione di una scuola per segretarie d’azienda.

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