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De Siervo (Lega Serie A): diritti tv quinquennali e lotta alla pirateria

Per l’ad della Lega decisive le multe ai clienti dello streaming illegale

di Andrea Biondi

Pirateria, 'Operazione Gotha' della polizia contro lo streaming illegale

2' di lettura

Un cambio nella durata dei diritti audiovisivi, aumentandola da 3 a 5 anni. Ma anche una sempre più determinata lotta alla pirateria che, spiega l’ad della Lega, Luigi De Siervo, «pesa come un macigno» sui conti di una Serie A percorsa in maniera non banale dalla dialettica interna (come dimostra l’ultima assemblea con protesta plateale di circa metà dei club) ma accomunata dalla necessità di fare quadrato per difendere il business. Da qui il plauso di De Siervo alle prime sanzioni che la Guardia di Finanza ha emesso nei confronti dei clienti: da 154 a 1.032 euro, come anticipato sul Sole 24 Ore del 19 novembre. «Ora chi sbaglia paga, era l’ultimo step necessario in questa battaglia».

Prime multe ai clienti. Siamo davvero al cambio di passo sulla lotta alla pirateria?

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Direi proprio di si, era essenziale che finisse questo senso di impunità tipico del nostro Paese. Siamo arrivati a punire non soltanto le organizzazioni criminali che diffondono i segnali piratati, ma anche quei presunti tifosi che, acquistando abbonamenti illegali, si rendono complici di questo sistema fuorilegge e stupido perché danneggiano il club per cui dichiarano eterno amore.

Dal punto di vista tecnico quale può essere ora il passo in avanti?

Stiamo finalmente lavorando in un clima diverso con la politica e soprattutto con l’Agcom, per arrivare a ottenere una procedura automatica che consenta di far cadere i siti pirata durante la visione delle partite, come avviene da tempo in sistemi più maturi come quello inglese.

Il calcio in streaming ha aumentato il raggio d’azione della pirateria?

No. Il fenomeno criminale non è legato a come le partite sono diffuse, tant’è che purtroppo anche il calcio via satellite era ed è piratato lo stesso.

Come Serie A siete preoccupati per la valorizzazione dei diritti?

Assolutamente si. Già tre anni fa, per primi, abbiamo lanciato il grido d’allarme con la campagna “#Stopiracy - La pirateria uccide il calcio”. Se non riusciamo a intervenire seriamente, il nostro futuro e quello dell’intera industria audiovisiva rischia di essere seriamente compromesso.

Non è che ormai la lotta alla pirateria arriva troppo tardi?

Non è mai troppo tardi. Questa è una dura partita tra “guardie e ladri”, in cui le forze dell’ordine, soprattutto Guardia di Finanza e Polizia, in questi anni hanno dimostrato che le istituzioni hanno intrapreso la strada giusta. Noi non ci fermeremo e daremo il nostro contributo.

Intanto state facendo pressing per allungare da 3 a 5 anni il tempo di sfruttamento dei diritti.

Sì. Ci auguriamo che il nuovo Governo sappia ascoltare questa richiesta, che è diventata essenziale per permettere agli operatori di programmare il loro investimento. Un periodo più lungo di gestione dei diritti audiovisivi consentirà anche di attrarre sul mercato italiano nuovi soggetti interessati a trasmettere il nostro calcio.

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