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Debito, perché famiglie e imprese italiane sono più virtuose dello Stato

di Andrea Franceschi


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3' di lettura

A 10 anni dalla grande crisi l’economia mondiale è sempre più indebitata. Lo conferma un recente rapporto di Standard & Poor’s in cui si fa il punto della situazione debitoria di stati, famiglie e imprese in tutto il mondo. Oggi rispetto a 10 anni fa. Dai calcoli dell’agenzia di rating basati su dati della Banca dei regolamenti internazionali risulta che il debito complessivo dell’economia, pari a 178 mila miliardi di dollari a fine giugno 2018, sia passato in 10 anni dal 208 al 234% del Pil.

Nel calcolo di S&P non è incluso il settore finanziario come invece in un analogo studio dell’Iif in cui la stima del debito globale è di 244mila miliardi di dollari (il 318% del Pil). Entrambi i rapporti però concordano su un fatto: il trend è in crescita. In parte per effetto delle politiche monetarie delle banche centrali dei Paesi sviluppati che ha reso sempre più convenienti i prestiti. In parte per l’exploit del debito societario in Cina, passato dal 93 al 155% del Pil in 10 anni. A livello globale il fardello delle aziende è stimato essere pari a 71mila miliardi di dollari (+51% in termini assoluti rispetto al 2008); quello governativo 62mila (+77%) e quello delle famiglie 45mila (+22%).

Il trend riguarda anche il nostro Paese il cui indebitamento complessivo è stimato essere pari a 5.218 miliardi di dollari: il 256% del Pil (era al 222% nel 2008). Un dato che tuttavia risulta inferiore alla media delle economie sviluppate (266%). E soprattutto ben distante dai livelli toccati da altri Paesi del G7 come la Francia, il cui indebitamento complessivo è pari al 371% del Pil, del Regno Unito (280%) o del Giappone (371%).

La ragione di tutto ciò sta nel fatto che l’Italia, che come noto ha un elevato debito pubblico, ha un debito privato relativamente contenuto. Che tale è rimasto negli ultimi 10 anni contribuendo a mantenere basso il dato complessivo.

In controtendenza rispetto al trend globale il debito delle società non finanziarie italiane si è ridotto in rapporto al Pil: era al 78% nel 2008, oggi è al 71. La media dei Paesi sviluppati è 90 per cento. Ci sono Paesi come la Francia in cui il debito societario è molto alto (143% del Pil) ed in netta crescita rispetto ai livelli di 10 anni fa (114%).

Questo calo del debito è in parte frutto della crisi. La recessione che il Paese ha vissuto dopo la crisi dello spread del 2011-2012 ha comportato un aumento delle insolvenze (poi assorbite delle banche sotto forma di crediti in sofferenza e pesanti svalutazioni) e un calo delle erogazioni. Da parte loro le aziende hanno messo in atto un’operazione di risanamento dei bilanci.

Un copione simile si è visto anche in Spagna. Qui il debito delle società non finanziarie è passato dal 125% del Pil al 95 per cento. Un calo chiaramente influenzato dalla crisi del mattone che ha colpito il Paese e che ha comportato anche un drastico calo dell’indebitamento delle famiglie spagnole il cui debito valeva l’82% del Pil nel 2008 e oggi vale il 61% del Pil.

Non c’è stato un analogo calo in Italia. Ma il debito delle famiglie italiane, oggi al 41% del Pil, sebbene in leggera crescita rispetto a 10 anni fa (valeva il 39%), risulta ancora significativamente più basso, sia rispetto alla media globale (59%), sia rispetto alla media delle economie sviluppate (72%).

Il basso debito basso debito di famiglie e imprese e l’elevata ricchezza privata (in Italia il patrimonio netto è pari a 3,8 volte il reddito disponibile) sono uno dei punti di forza della nostra economia che spesso vengono contrapposti all’elevato debito pubblico il cui peso è cresciuto molto nell’ultimo decennio.

I numeri riportati da S&P sono diversi dalle statistiche ufficiali perché la Banca dei regolamenti internazionali, che è la fonte, li calcola in maniera uniforme da Paese a Paese per renderli confrontabili e uniformabili. Dallo studio emerge che il rapporto debito Pil dell’Italia è passato dal 105 al 144% del Pil tra il 2008 e il 2018. Attestandosi oltre la media delle economie sviluppate (106%) e oltre la media globale (82%). I numeri ufficiali dell’Istat sono diversi ma il trend è lo stesso: dieci anni fa il debito pubblico stava al 102% del Pil. Oggi è al 132% del Pil.

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