quest’anno toccherà quota 159,7%

Debito pubblico italiano in aumento a quasi il 160% nel 2021. L’Fmi «Ma è sostenibile»

Il debito dell'Italia è salito dal 134,6% del Pil nel 2019 al 157,5% del 2020. E quest’anno crescerà ancora arrivando a toccare il 159,7%, in peggioramento rispetto alla stima dello scorso ottobre. Ma ecco perché il Fmi non appare preoccupato

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Il debito dell'Italia è salito dal 134,6% del Pil nel 2019 al 157,5% del 2020. E quest’anno crescerà ancora arrivando a toccare il 159,7%, in peggioramento rispetto alla stima dello scorso ottobre. Ma ecco perché il Fmi non appare preoccupato


2' di lettura

Il debito pubblico italiano è in aumento a quasi il 160% nel 2021 ma è «sostenibile» grazie a tassi di interesse bassi e alla prevista ripresa della crescita economica. Ne è convinto il Fondo Monetario Internazionale che constata un aumento generalizzato del debito pubblico a livello mondiale in seguito ai 14.000 miliardi di dollari stanziati per far fronte alla pandemia.

Secondo i dati del Fmi, il debito dell'Italia è salito dal 134,6% del Pil nel 2019 al 157,5% del 2020. E quest'anno crescerà ancora arrivando a toccare il 159,7%, in peggioramento rispetto alla stima dello scorso ottobre, quando il Fondo aveva previsto un debito al 158,3%. Sul fronte del deficit gli esperti di Washington prevedono invece un calo dal 10,9% del 2020 al 7,5% nel 2021.

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Ma il Fmi non appare preoccupato: «Il debito è sostenibile, supportato dai bassi tassi di interesse e una prevista ripresa nella crescita», afferma Vitor Gaspar, il responsabile del Fiscal Monitor. Il Fondo prevede per l'Italia una crescita al 3% quest'anno e un'accelerazione al 3,6% il prossimo.

Non appare particolarmente preoccupata neanche l'agenzia S&P che, in merito alla situazione politica in Italia, ritiene che «non ci saranno elezioni anticipate» e che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella «troverà una soluzione con un governo guidato da Conte o da un altro, potenzialmente anche un tecnico come Mario Draghi». Parole che lasciano intravedere come, almeno per il momento, la crisi non è destinata ad avere un impatto sul rating dell'Italia BBB con outlook stabile.

Pur in un contesto di debito sostenibile, «è essenziale - secondo Gaspar - che l'Italia usi le risorse del Recovery Fund per finanziare progetti di alta qualità che rafforzino le prospettive di crescita, facilitino una transizione verso un futuro verde e digitale e accelerino la riduzione del debito». Le parole di Gaspar fanno eco a quelle della Bce che, in via generalizzata, spiega come l'uso ottimale dei fondi del Next Generation Eu è impiegarli in investimenti pubblici produttivi, «in grado di aumentare il prodotto reale dell'Eurozona di circa l'1,5% nel medio termine». Questo in alcuni paesi «metterà alla prova la capacità istituzionale di selezionare e realizzare progetti fattibili». Indirizzare i fondi verso trasferimenti fiscali (come incentivi, riduzioni delle tasse, eccetera) vuol dire, mette in evidenza la Bce, rinunciare agli effetti potenziali sul Pil di medio termine con conseguenze sul debito.

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