LA FOTOGRAFIA DELL’ISTAT

Impennata del debito pubblico: nel 2020 sale di oltre 20 punti al 155,6% del Pil

Pressione fiscale sale al 43,1% del Pil nel 2020

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Il ministro dell’Economia Daniele Franco (foto Ansa)

2' di lettura

Nel 2020 l'economia italiana ha registrato una contrazione di entità eccezionale per gli effetti economici delle misure di contenimento connesse all'emergenza sanitaria. Il debito in rapporto al Pil, nel 2020, è salito al 155,6% (è a quota 2.569.258 milioni) dal 134,6% del 2019, per effetto della crisi pandemica. Lo riporta l'Istat nelle tabelle sull'andamento dei conti pubblici, che fanno riferimento alla Banca d'Italia per le statistiche relative al debito pubblico. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al 9,5%, a fronte dell'1,6% nel 2019. L'Istat aggiunge che il saldo primario misurato in rapporto al Pil è stato pari a -6% (+1,8% nel 2019).

L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche ha registrato un netto peggioramento rispetto al 2019 per la caduta delle entrate e per il consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi su famiglie e imprese.

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Pressione fiscale sale al 43,1% del Pil nel 2020

La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali) in rapporto al Pil è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all'anno precedente (42,4%). Secondo l’ente statistico si registra una minore flessione delle entrate fiscali e contributive (-6,4%) rispetto a quella del Pil a prezzi correnti (diminuito del 7,8%).

Nell’anno della pandemia -7,8% per il Pil, in volume -8,9%

Nelll’anno della pandemia Covid e delle misure restrittive per arginare i contagi il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.651.595 milioni di euro correnti, con una caduta del 7,8% rispetto all'anno precedente. In volume il Pil è diminuito dell'8,9%. Dal lato della domanda interna nel 2020 si registra, in termini di volume, un calo del 9,1% degli investimenti fissi lordi e del 7,8% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l'estero, le esportazioni di beni e servizi sono scese del 13,8% e le importazioni del 12,6%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito negativamente alla dinamica del Pil per 7,8 punti percentuali. L'apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,8 punti e quello della variazione delle scorte per 0,3 punti.

Le famiglie spendono meno

Nel 2020 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti è scesa in volume del 10,7% (+0,3% nel 2019).Sul territorio economico, la spesa per consumi di beni è calata del 6,4% e quella per servizi del 16,4%. In termini di funzioni di consumo le cadute più accentuate, in volume, riguardano le spese per alberghi e ristoranti (-40,5%), per trasporti (-24,7%), per ricreazione e cultura (-22,5%) e per vestiario e calzature (-20,9%). Le uniche componentidi spesa che segnano una crescita sono alimentari e bevande non alcoliche (+1,9%), comunicazioni (+2,3%), e abitazione, acqua, elettricità, gas ed altri combustibili (+0,6%).

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