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Debole Generali,la Consob avvia l'esame dei quesiti Caltagirone

Sotto la lente lista del cda e prestito titoli Mediobanca

di Cheo Condina

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Qualche realizzo su Generali (comunque vicina ai massimi da novembre 2019) nel giorno in cui la riunione del collegio Consob inizia a esaminare, tra le altre cose, la risposta ai quesiti avanzati da una società del gruppo Caltagirone. La questione all’ordine del giorno, in particolare, riguarda la legittimità della presentazione di una lista per il nuovo cda da parte del board uscente. Percorso che è stato avviato nei mesi scorsi dal board di Trieste e su cui si sta consumando un duro confronto tra i pattisti (Caltagirone e Del Vecchio) e Mediobanca.

La complessità della materia, riferisce Il Sole 24 Ore in edicola, fa ipotizzare che sia possibile, come spesso avviene, che l’esame sia avviato e poi sia rinviata la conclusione ai prossimi giorni, forse la prossima settimana. L’orientamento emerso dal lavoro degli uffici, in ogni caso, «sarebbe quello di non dichiarare illegittima la prassi della presentazione di una lista da parte del board uscente, anche per non implicare la decadenza dei board già eletti con questa modalità, a partire da Tim e Unicredit», sottolinea il quotidiano. Non ci sarebbero controindicazioni alla possibilità di rieleggere con questo meccanismo l’attuale ad delle Generali. Esistono tuttavia una serie di profili di problematicità: uno di questi è legato ai rischi che gli azionisti che dovessero sostenere la medesima lista avanzata dal board uscente possano essere considerati come legati da un accordo. «La possibilità, dunque, che possa essere contestato il concerto e di, conseguenza, scatti l’obbligo di lanciare un’Opa totalitaria sul capitale di Generali resta concreta e su questo aspetto l’Autorità non lascerebbe vie di uscita», fa notare Il Sole 24 Ore. Come è noto Caltagirone, Del Vecchio e Fondazione Crt possiedono circa il 13% del capitale; Mediobanca pure è attorno al 13 per cento. Ma ognuno di loro si sta organizzando per ampliare la compagine.

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Altro aspetto sul quale il gruppo Caltagirone ha avanzato un altro quesito, è la possibilità di prendere a prestito titoli con il solo obiettivo di usarne i diritti di voto per l’assemblea di nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Mediobanca, da questo punto di vista, ha aperto la strada: la legge prevede il prestito titolo ma non per questi fini. Come nel caso della lista proposta dal board uscente, è una novità non disciplinata dall’ordinamento, nel senso che non è espressamente vietata. Quindi, «questo non significa che possa essere liberamente consentita, soprattutto in un contesto come quello della governance di Generali nel quale il pegno (il prestito chiesto da Mediobanca è su oltre il 4% del capitale) cammina di pari passo con un lista proposta dal board uscente, che riconferma l’attuale vertice». Anche in questo caso sarà il collegio a dire la parola finale sulla percorribilità. Quello che potrebbe accadere è che si pongano una serie di obblighi di trasparenza: ad esempio rendere noto chi è il prestatore - per capire se emerge un’azione di concerto con quale altro socio -, se il pegno è stato pagato e quanto, conclude Il Sole 24 Ore.

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