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Debutta la dichiarazione Imu sostitutiva per correggere gli errori

L’esenzione dei coniugi con residenze diverse va spiegata nelle annotazioni

di Luifgi Lovecchio

(Magalice - stock.adobe.com)

2' di lettura

Debuttano le dichiarazioni Imu nuove, sostitutive e multiple. Trova spazio inoltre la nuova esenzione per una unità abitativa, in caso di residenze disgiunte dei coniugi non separati, e quella relativa alla fruizione degli aiuti di Stato, correlati alle esenzioni Imu. Sono alcune delle novità che emergono dalla lettura del nuovo modello di dichiarazione Imu/Impi, appena pubblicato dal Mef. Resta fermo invece il principio secondo cui la denuncia va presentata solo se è variata la situazione immobiliare e se il comune non è in possesso delle informazioni rilevanti. Si ricorda che la scadenza è fissata al 31 dicembre 2022, con eccezione della denuncia degli enti non commerciali che resta fissata al 30 giugno scorso.

Le esenzioni Covid

Nelle istruzioni si precisa che, con riferimento agli aiuti di Stato riferiti alle esenzioni Covid, è sufficiente barrare la casella 21, senza dover indicare il periodo di durata dell’esonero, essendo previsto dalla legge. Occorre invece barrare la casella 14, sia con riferimento all’esenzione collegata all’abitazione principale sia quella riferita ai fabbricati merce, decorrenti entrambi dal 2022. La prima riguarda le unità abitative in possesso di coniugi aventi residenze disgiunte, per le quali, sempre a partire dall’anno in corso, a prescindere dal fatto che l’ubicazione sia nello stesso comune o in comuni differenti, se ne può scegliere una esente da Imu. Oltre alla barratura della casella, bisognerà poi compilare le annotazioni per segnalare la specifica fattispecie di esenzione. La medesima casella è destinata ad accogliere l’agevolazione per gli immobili merce delle imprese costruttrici.

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La dichiarazione multipla

Le istruzioni individuano, in aggiunta alla dichiarazione «nuova», cioè quella riferita al primo anno di modifica del possesso, la dichiarazione «sostitutiva» e quella «multipla». La prima corregge una dichiarazione già presentata. Si menziona inoltre anche la denuncia tardiva che rimedia con ritardo a un’omissione originaria. Il tutto nel rispetto delle regole del ravvedimento. Vi è poi la denuncia multipla, in caso di invio telematico di una dichiarazione costituita da più modelli. Le istruzioni elencano i casi di sussistenza di obblighi dichiarativi. Così, per esempio, la stipula del contratto di leasing determina l’insorgenza dell’obbligo. Non così invece in caso di locazione di immobile a canone concordato

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