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Frieze debutta a Los Angeles con successo di vendite

di Silvia Anna Barrilà


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Frieze Los Angeles 2019, foto di Mark Blower, Courtesy of Mark Blower/Frieze

3' di lettura

Il giorno dopo la notte degli Oscar si torna a parlare di Los Angeles per ciò che l'ha resa famosa, il cinema, ma la città è molto vivace anche dal punto di vista delle arti visive, come ha dimostrato ancora una volta la prima edizione losangelina della fiera inglese Frieze , fondata a Londra nel 2003 e dal 2012 anche a New York. Il debutto sulla West Coast, dal 14 al 17 febbraio, è stato ben accolto dai collezionisti e dal mondo dell'arte. I visitatori sono stati 30.000, incluse, naturalmente, varie celebrities, tra cui Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Sylvester Stallone, Jane Fonda, Jodie Foster, Adrien Brody, Michael Keaton, Al Pacino, il tennista John McEnroe e altri.

Frieze Los Angeles 2019, foto di Mark Blower, Courtesy of Mark Blower/Frieze

Le gallerie italiane. Hanno partecipato solo 70 gallerie selezionate, tra cui tre italiane: la torinese Franco Noero e le milanesi Massimo De Carlo e Kaufmann Repetto , che non hanno risposto alla nostra richiesta di un commento, mentre Noero ha riportato: “La fiera era piccola, ma estremamente selezionata e molto piacevole da visitare, dove tutto era una scoperta, a partire dal luogo (gli studios della Paramount). Il pubblico è stato fantastico e ha risposto molto bene, noi siamo soddisfatti delle vendite e credo che questo fosse un sentimento diffuso tra tutti i galleristi”. La galleria ha presentato uno stand collettivo con artisti della galleria con prezzi tra i 15mila e gli 80mila euro.
“I galleristi ci hanno riferito che hanno fatto più affari qui che a Frieze a New York” così ha scritto l'art advisor Josh Baer nella sua rubrica The Baer Faxt, “ma come spesso accade, le prime edizioni delle fiere prosperano a livelli di prezzi più bassi, poi aumentano gradualmente di prezzo. Los Angeles ha una vivace scena di gallerie d'arte e ci aspettiamo che il prossimo anno i collezionisti di Los Angeles saranno affiancati da un set più internazionale”.

Frieze Los Angeles 2019, foto di Mark Blower, Courtesy of Mark Blower/Frieze

Le vendite. Secondo quanto ha dichiarato l'organizzazione della fiera, sin dalle prime ore dell'apertura della fiera e per tutto il weekend si sono susseguite numerose transazioni su tutti i livelli di prezzo, con particolare attenzione ai grandi protagonisti dell'arte della West Coast: Hauser & Wirth , per esempio, ha venduto ad una fondazione europea l'opera “Unisex Love Nest” di Mike Kelley a 1.800.000 $; Acquavella Galleries ha venduto tre opere di Wayne Thiebaud a prezzi tra 700.000 e 4.000.000 $; 303 Gallery ha registrato il sold out del suo stand dedicato a Doug Aitken; David Kordansky Gallery ha concluso la vendita di 12 opere di Kathryn Andrews, “Hollywood Dahlia”, a 40.000 $ ciascuna; Kayne Griffin Corcoran ha venduto sei opere di James Turrell a 425.000 $; Park View / Paul Soto ha fatto sold out dell'intero stand di opere dell'artista di Los Angeles Mark A. Rodriguez. Altre vendite milionarie sono state quelle di “Spirale III” del tedesco Günther Uecker a 1.200.000 $ e “Infinity Nets (B-A-Y)” della giapponese Yayoi Kusama scambiato per 1.600.000 $ presso Lévy Gorvy , di “Topos” dell'africano El Anatsui a 1.250.000 $ presso Jack Shainman Gallery , e di “Landline Magenta” (2018) di Sean Scully a 1.250.000 $ da Lisson Gallery .

Frieze Los Angeles 2019, foto di Mark Blower, Courtesy of Mark Blower/Frieze

Ma non sono mancate le vendite di opere di giovani artisti, come hanno riportato le gallerie di Los Angeles Freedman Fitzpatrick (prezzi tra 5.000 e 25.000 $) e Château Shatto , che ha venduto opere di giovani artisti tra cui una di Aria Dean a 7.500 $, una serie di dipinti a 4.000 $ di Van Hanos e vari dipinti di Parker Ito a 35.000 $. La settimana dell'evento è stata arricchita da numerose inaugurazioni e mostre nei musei, nelle gallerie e negli spazi indipendenti della città, ma anche da altre fiere parallele, come Felix , una manifestazione iniziata dal collezionista Dean Valentine e dai galleristi Alberto e Mills Morán all'interno di un albergo per snellire i costi organizzativi e offrire alle gallerie alternative più abbordabili rispetto alla classica fiera. Negli stessi giorni si è svolta la fiera Alac , che è giunta alla decima edizione ma finora non è riuscita ad attrarre le gallerie top internazionali. Frieze, invece, sembra esserci riuscita, ma si vedrà adesso se un altro appuntamento aggiunto al già fitto calendario dell'arte sarà sostenibile anche in futuro, al di là dell'entusiasmo iniziale.

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