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Gioielli, debutto brillante per Gismondi 1754 a Piazza Affari. Obiettivo mercato Usa

L'azienda genovese di gioielli ha ricavato circa 5 milioni dal collocamento delle azioni. La società punta sull'attenzione al cliente, fornendo gioielli personalizzati in circa 30 giorni

di Eleonora Micheli

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L'azienda genovese di gioielli ha ricavato circa 5 milioni dal collocamento delle azioni. La società punta sull'attenzione al cliente, fornendo gioielli personalizzati in circa 30 giorni


3' di lettura

Gismondi 1754, azienda di gioielli storica di Genova, sbarcata oggi brillantemente a Piazza Affari (mercato Aim), con i proventi dell'Ipo andrà alla conquista di nuovi mercati. Così ha spiegato a Radiocor Massimo Gismondi, il ceo dell’azienda, mentre le azioni sono in vivace rialzo rispetto al prezzo di collocamento di 3,2 euro. Il titolo ha poi chiuso in progresso dell'1,6% dopo aver toccato anche un +9%.

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Con l’Ipo, realizzata interamente in aumento di capitale, Gismondi 1754 sosterrà innanzitutto il rafforzamento sul mercato americano «in modo marcato, sia attraverso i department store, sia attraverso i gioiellieri concessionari». La società, ad ogni modo, «si focalizzerà anche sull’Europa e sull’Italia. Aprirà inoltre in Medio Oriente e nella penisola arabica». Non sono in programma aperture di nuovi negozi, rispetto ai quattro spazi di proprietà che già possiede (a Genova, Portofino, Milano e S. Moritz oltre che il franchising a Praga), ma accordi per spingere l’acceleratore sulle vendite wholesale. I conti del 2020 dovrebbero accelerare proprio grazie al piano di investimenti che l’azienda intende portare. Inizialmente non saranno distribuite cedole, ma in futuro gli azionisti saranno coinvolti negli utili societari.

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Nel 2020 prevista accelerazione della crescita
Gismondi 1754 ha ricordato che la società di gioielli di alto di gamma «negli ultimi anni ha registrato una crescita armonica attorno al 10% all’anno, ma grazie all’Ipo prevediamo un’accelerazione nel 2020, in modo da portare il fatturato a regime a un livello ben superiore», rispetto al valore della produzione del 2018, pari a 5,6 milioni. «Inizialmente non distribuiremo dividendi, visto che ci servono risorse per finanziare i nostri investimenti - ha spiegato ancora il numero uno - ma passato questo primo periodo condivideremo con gli azionisti i guadagni».

Il punto di forza è l'attenzione al cliente
Il ceo ha illustrato che il punto di forza di Gismondi 1754 è quello di «mettere il cliente in primo piano, cercando di renderlo esclusivo, realizzando per lui anche gioielli tailormade, con un design pensato appositamente per le singole persone. Nel giro di trenta giorni, il nostro cliente può avere il suo gioiello personalizzato». Per altro, ha spiegato Gismondi, anche i grandi gruppi del lusso stanno optando per tale tendenza, invece di offrire format stereotipati. Del resto, ha spiegato l'imprenditore, «il cliente di alto di gamma ormai punta a oggetti esclusivi, più che di prestigio».

La spesa minima scenderà rispetto agli attuali 10mila euro
La società ha un cliente con una spesa minima superiore a 10 mila euro. «Ma nel wholesale abbiamo intenzione di vendere collezioni anche sotto i mille euro - ha aggiunto Gismondi - collezioni che potranno essere modificate e personalizzate indipendentemente dalla cifra iniziale di spesa».

Cinque milioni il ricavato dell'ipo
Durante il collocamento delle azioni, la società ha raggiunto un volume di ordini superiore di 2,2 volte l’obiettivo di raccolta prefissato a 5 milioni di euro. L'ammissione è avvenuta a seguito del collocamento in aumento di capitale rivolto a investitori istituzionali, professionali e retail di 1.564.800 azioni, a un prezzo di offerta pari a 3,2 euro per azione. Nell’ambito della procedura di ammissione alla quotazione, Gismondi 1754 è stata affiancata da Envent capital markets in qualità di nomad, global coordinator ed equity research provider.

Società arrivata alla settima generazione
Fondata a Genova nel 1754 da Giovan Battista Gismondi, Gismondi1754 è una società arrivata oggi alla settimana generazione. Fa parte di un cluster di gioiellieri d’élite con quasi il 30% del fatturato (2018) costituito dalla vendita di gioielli con un sell-out superiore a 100mila euro.
Il marchio è distribuito in boutique dirette in Italia e Svizzera (Genova, Milano, Portofino e St. Moritz) e in franchising a Praga e nei department store negli Usa tramite ad esempio, Neiman Marcus.
Ha chiuso il bilancio consolidato pro-forma 2018 con un valore della produzione di 5,65 milioni di euro, un Ebitda di 0,97 milioni e una posizione finanziaria netta negativa di circa 2,14 milioni . Al 30 giugno 2019, il valore della produzione è stato di 2,33 milioni e l’Ebitda di 0,44 milioni . La PFN al 30 settembre di quest’anno risulta pari a 1,38 milioni euro.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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