Borsa Hong Kong

Debutto opaco per Xiaomi, gigante cinese degli smartphone

di Stefania Arcudi

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2' di lettura

Debutto deludente alla Borsa di Hong Kong per il colosso cinese di smartphone Xiaomi, che ha risentito dei dubbi sulle effettive prospettive di crescita del gruppo. La società aveva raccolto 4,7 miliardi di dollari americani con l'Ipo, uno dei maggiori collocamenti tecnologici a Hong Kong degli ultimi anni. Il titolo ha aperto a 16,6 dollari di Honk Kong per azione (2,12 dollari), il 2,4% al di sotto del collocamento a 17 dollari di Hong Kong (2,17 dollari) e ha poi accelerato al ribasso, arrivando a perdere fino al 6%, salvo poi recuperare terreno e chiudere a 16,8 dollari di Hong Kong (2,14 dollari). Le azioni hanno fatto peggio dell'Hang Seng, l'indice di riferimento della Borsa locale, in deciso rialzo (segui qui l'andamento dei listini asiatici).

La possibilità di un debutto deludente era nell'aria, visto che la società aveva fissato il prezzo di collocamento nella parte più bassa della forchetta attesa, cifra che ha dato alla società una valutazione di 54 miliardi di dollari americani. Inoltre, le azioni sono state offerte a investitori retail, ma la domanda non è stata delle migliori e gli ordini hanno superato di 9,5 volte l'offerta, al di sotto della media di altre Ipo del comparto sulla piazza asiatica.

Bisognerà tuttavia vedere la performance delle prossime settimane: gli analisti temono che, se fosse confermato l'andamento di oggi, altri gruppi del comparto tecnologico che si stanno preparando a quotazioni miliardarie possano decidere di rivedere i propri piani. «Gli investitori sono scettici sulle prospettive di crescita di Xiaomi, visto che il mercato globale degli smartphone sembra essere su una curva discendente», ha detto Jacky Zhang, analista di Boc International. Questo sta facendo calare la fiducia degli investitori, già preoccupati per l'escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina: il mese scorso l'indice principale di Shanghai è entrato in «bear market» (-20% rispetto ai massimi recenti) e il benchmark di Hong Kong scende del 10% rispetto al picco di gennaio. «Gli investitori di Hong Kong non hanno mai visto nulla del genere in passato, hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti storici, così come agli investitori americani è servito tempo per abituarsi a cose come Facebook», ha detto Hans Tung, direttore generale di Ggv Capital e uno degli investitori della prima ora di Xiaomi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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