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Dècina: «Sulle auto connesse l’Europa rigetti la scelta del WiFi contro il 5G»

di Andrea Biondi

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4' di lettura

Il prossimo 4 luglio il Consiglio dell’Unione Europea decide se approvare o rigettare l’atto delegato che prevede l’adozione della tecnologia WiFi, secondo lo standard 802.11p su banda non licenziata ed esclusivamente dedicata a 5,9 GHz, per lo sviluppo dell’auto connessa, i sistemi cosiddetti ITS (Intelligent Transport System). L’industria delle telecomunicazioni è assolutamente contraria a questa adozione che si presenta come anomala rispetto alle condizioni di concorrenza e di mercato da svariati punti di vista. Maurizio Dècina, decano delle telecomunicazioni italiane, su questo importante e delicato argomento non ha dubbi: «L’atto deve essere rigettato e successivamente ripensato per garantire l’adozione della tecnologia migliore e più avanzata»

Perché la filiera delle telecomunicazioni è contraria all'atto delegato che sarà esaminato il prossimo 4 luglio dal Consiglio della Unione Europea?
Per le comunicazioni veicolari è in avanzato sviluppo l’impiego dei sistemi cellulari, sia di quarta generazione di tipo 4G-LTE, sia di quinta generazione 5G-NR. Questi sistemi sono a parere della maggioranza degli esperti del mondo superiori come prestazioni ed efficienza dei costi rispetto alla tecnologia WiFi che è tipicamente operata nelle aree locali, sulle brevi distanze, e manca di una infrastrutturazione a livello territoriale e nazionale. Le reti cellulari con la loro architettura dotata di piattaforme informatiche centralizzate (network core) garantiscono l’estensione dei servizi di auto connessa a tutto il territorio nazionale, e permettono enormi risparmi di costo e grandi prestazioni di servizio (copertura, latenza, throughput, ecc.). Soprattutto poi le reti 4G/5G offrono superiori prestazioni di sicurezza delle comunicazioni in un ambito così critico come quello dell'auto connessa che in futuro evolve verso l’auto con guida assistita ed infine autonoma.

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In altri termini, perché l’atto delegato dovrebbe essere respinto dal Consiglio dell’Unione Europea?
In primo luogo osservo che l’industria automobilistica degli Stati Uniti, del Giappone, della Corea e della Cina è in favore della tecnologia 4G/5G, così come alcune case automobilistiche europee e tedesche. La decisione di adottare una specifica tecnologia WiFi (tra l’altro lo standard 802.11p è ormai superato) è piuttosto anomala per due motivi fondamentali: non è conforme al principio della neutralità tecnologica, perché preclude l’uso del 4G/5G oggi e in futuro, in quanto la clausola di revisione prevista nell’atto impone che ogni altra tecnologia sia compatibile ed interoperabile con l’802.11p, condizione che purtroppo comporta tempi e costi di sostituzione intollerabili. Inoltre, l’atto non è in linea con il principio di utilizzo dello spettro in modo tecnologicamente neutro. I sistemi 4G/5G, al contrario, si dispiegano su qualunque porzione dello spettro, licenziato e non licenziato, che va dai 700 MHz fino allo spettro ad elevatissime frequenze millimetriche.


Ma tecnicamente perché i sistemi cellulari 4G e 5G offrono prestazioni migliori della tecnologia WiFi nelle applicazioni di auto connessa?
Premetto che ambedue le tecnologie sono disponibili. Il protocollo 802.11p è stato specificato molti anni fa, mentre il sistema LTE-V2X (sistema 4G per i veicolari, Vehicle to X) è disponibile dal 2016 e il sistema 5G-V2X è disponibile nella release 16 della fine di questo anno. Posso elencare quattro aree fondamentali su cui effettuare il confronto tra le due tecnologie. La prima è quella della disponibilità delle relative infrastrutture sul territorio nazionale (autostrade, strade urbane e rurali) e dei relativi costi di copertura. I sistemi cellulari 4G coprono oggi oltre il 98% della popolazione, mentre i sistemi WiFi coprono oggi solo gli ambienti interni e poche strade urbane: la differenza dei costi di copertura è a favore del cellulare con fattori di costo, a dir poco di diecine di volte inferiori a quelli della nuova infrastrutturazione WiFi. La seconda area è quella delle prestazioni di comunicazione. I sistemi cellulari offrono comunicazioni a tutto campo: V2V, V2I, V2P, V2N, e cioè veicolo verso veicolo, verso infrastruttura, verso pedone o ciclista, verso la rete, e cioè a lunghissima distanza. I sistemi WiFi sono solo V2V e V2I, non consentono l’inclusione dei pedoni, dei ciclisti e non tengono conto di ciò che avviene sul territorio a distanza dalle piccole celle WiFi (ad esempio incidenti, autoambulanze in arrivo, attacchi informatici, ecc.).

Quindi, i sistemi cellulari offrono bassi costi di infrastrutturazione e una copertura di comunicazione su tutto il territorio nazionale. E poi?
La terza area è quella delle prestazioni tecnologiche: copertura, throughput, latenza, velocità dei veicoli, affidabilità, scalabilità, ridondanze di rete, capacità di broadcasting. I sistemi cellulari offrono prestazioni superiori per tutti questi aspetti. L’ultima area è quella più importante, ed è quella della sicurezza del sistema di controllo veicolare. I sistemi cellulari sono dotati di piattaforme di servizio su base nazionale che garantiscono a tutta la rete veicolare (autostradale, urbana e rurale) la supervisione degli accessi dei sensori veicolari e la loro identificazione tramite canali di controllo, additivi rispetto ai canali di trasporto dei dati. In caso di attacchi informatici, i dispositivi di cybersecurity dell’intera rete segnalano alla periferia e bloccano l’accesso dei sensori di cui si sono impadroniti gli attaccanti. Ciò non è consentito per gli accessi WiFi che sono puri accessi dati senza canali adiacenti di controllo e supervisione, e non sono dotati di nuclei di rete (network core) per l’identificazione e il controllo di ammissione degli accessi leciti.

Quindi, i sistemi cellulari offrono migliori prestazioni di sicurezza della rete ITS nel suo complesso. Allora, che cosa dovrebbe decidere il Consiglio dell’Unione Europea in tema di tecnologie da usare per lo sviluppo dell'auto connessa in Europa?
I costruttori di auto e i fornitori di tecnologie Ict devono avere piena libertà di scegliere con quale tecnologia realizzare i sistemi ITS. L’Europa, quindi, non deve rendere obbligatorio l’uso di WiFi 802.11p, ma deve sostenere l’uso sia delle tecnologie cellulari (4G e 5G, che vengono dette C-V2X, Cellular-Vehicle to X) sia dell’alternativa tecnologia WiFi (802.11p, detta ITS-G5), focalizzandosi sugli obiettivi di sicurezza globale del sistema di controllo intelligente dei trasporti, e non su quale tecnologia debba prevalere. Il mercato deciderà la tecnologia migliore da impiegare.

E l’Italia in questo contesto come dovrebbe comportarsi?
L’atto deve essere rigettato e successivamente ripensato per garantire l’adozione della tecnologia migliore e più avanzata. Ricordo qui che gli operatori di Tlc hanno sborsato recentemente 6,5 miliardi di euro per le frequenze 5G, anche nella prospettiva di utilizzazione di tali sistemi per gestire le applicazioni di auto connessa.

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