Riunione a Palazzo Chigi

Piano Lamorgese, verso modifiche separate per immigrazione e sicurezza

A palazzo Chigi riunione tra i vertici di governo e i capi delegazione della maggioranza sugli interventi per cambiare i decreti Salvini

di Marco Ludovico


Migranti: continuano soccorsi, nuova impennata nei numeri

3' di lettura

Un permesso di protezione speciale per ogni richiedente asilo proveniente da una nazione dove si viola l’articolo 10 della Costituzione. La commissione territoriale valuta caso per caso: se accerta che al migrante è «impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana» come recita l’articolo 10, gli concede un permesso speciale, rilasciato dal questore, proprio perché in quelle circostanze lo straniero «ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica». Come dice la carta costituzionale così come nelle ipotesi di revisione dei decreti sicurezza.

La riunione a palazzo Chigi
Presieduto dal premier Giuseppe Conte, oggi a palazzo Chigi si si è riunito il tavolo immigrazione. Dopo l’incontro, diversi partecipanti al tavolo hanno spiegato che ci saranno «due filoni, uno riguardante la sicurezza e uno l'immigrazione». Il viceministro dell'Interno, Matteo Mauri ha specificato infatti che «I decreti verranno modificati: si interverrà sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. Il nostro obiettivo è offrire una politica più efficiente». L’incontro è stato definito «positivo» dallo stesso viceministro: «abbiamo fatto passi avanti e abbiamo condiviso alcuni obiettivi, valutando le questioni negative dei decreti e decidendo di intervenire». Mauri ha annunciato che ci sarà un altro incontro e che «poi il ministro produrrà un testo».
Il deputato M5S Giuseppe Brescia al termine del tavolo ha precisato: «Non ci sarà una cancellazione tout court dei decreti Salvini. Non sarebbe di buon senso, visto che lì ci sono norme, come quelle sulle forze di polizia, che vanno mantenute». Posizione condivisa anche dal capo politico M5S Vito Crimi:  «I dl sicurezza sono stati concepiti sulla scorta di una esigenza reale, per affrontare criticità a tutti evidenti e rispetto a cui il nostro Paese aveva bisogno di compiere passi in avanti e trovare soluzioni. Tornare indietro vanificherebbe i positivi risultati ottenuti. Per questa ragione ritengo che si debba affrontare questo grande tema senza assumere posizioni preconcette, ma lavorando oggi in vista del prossimo futuro», ha detto infatti Crimi. «Ciò che può essere migliorato, perfezionato, incontrerà il nostro pieno appoggio».

Dalla cittadinanza all’iscrizione all’anagrafe
Il ventaglio di misure prese in considerazione dal ministro Lamorgese è ampio. Per gli uffici dovrebbe dimezzarsi il limite fino a 48 mesi per concedere la cittadinanza, «una disposizione priva di ogni regola di civiltà giuridica» ha sottolineato in una recente audizione parlamentare l’ex prefetto Mario Morcone, oggi direttore del Cir (consiglio italiano per i rifugiati). Ritorna il diritto di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo: implica l’accesso ai servizi comunali ma anche il ripristino del collegamento alle banche dati come l’Inps.

I rilievi del Quirinale
Le obiezioni allora avanzate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono l’unica certezza di accordo nella maggioranza. Via, dunque, le maxi-multe fino a un milione alle Ong se violano i diritti di ingresso, si torna alla sanzione da 10mila fino a 50mila euro. Stop anche alla confisca alla prima violazione, potrebbe rimanere solo se più volte “reiterata”.

La prescrizione e i nodi tra Pd e M5S
L’istituzione dei permessi di protezione speciale non ripristina in blocco quelli umanitari cancellati da Salvini. Ma sono una risposta politica, sia pure caso per caso, necessaria per il Pd. Non mancano i malumori: per Riccardo Magi (+Europa) «se le indiscrezioni fossero confermate così si fa solo una modulazione dello schema dei due decreti Salvini, non certo uno stravolgimento: resta l'impianto, la ratio e il senso. Non era quello che volevamo». Ma la partita tra Pd e M5S è tutta da vedere, difficile si chiuda in breve e alcune parti dell’intervento resteranno in sospeso. Non è escluso, del resto, che i dem mettano sul piatto la loro disponibilità dimostrata sulla prescrizione. Proprio per smuovere i grillini a cedere.

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