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Decreti sicurezza, M5s frena: ancora non c’è l’intesa sulle modifiche

Secondo quanto spiegato da diversi partecipanti al tavolo, sulle modifiche ai decreti Salvini ci saranno «due filoni, uno riguardante la sicurezza e uno l'immigrazione». Nella maggioranza ci sono ancora “diverse sfumature”, viene spiegato, per giungere a una sintesi comune

di Andrea Gagliardi


Decreti sicurezza: le richiesta al governo di Amnesty International

3' di lettura

Sì a modificare i decreti Salvini su migranti e sicurezza. Ma ancora nessuna intesa sul merito. Si è concluso così il primo tavolo della maggioranza a palazzo Chigi sull'eredità lasciata dal ministro leghista dell'Interno . Secondo quanto spiegato da diversi partecipanti al tavolo, sulle modifiche ai decreti Salvini ci saranno «due filoni, uno riguardante la sicurezza e uno l'immigrazione». Non si è entrati ancora nel merito dell'articolato dei due dl sicurezza che il governo Conte bis intende cambiare, con modifiche da attuare anche recependo le osservazioni del Quirinale. «Siamo ancora nella fase istruttoria», confermano fonti di governo.

Le diverse posizioni nella maggioranza
Le diverse forze di maggioranza hanno illustrato la propria posizione, ma ci sono ancora “diverse sfumature” per giungere a una sintesi comune. Pd, Leu e Iv sarebbero per un 'restyling' più deciso e determinato dei due decreti salviniani, mentre i 5 Stelle tenderebbero a frenare, seppur con delle posizioni articolate al loro interno e sensibilità diverse. Alla riunione il M5S presenta tutte le sue anime: quella più dura, rappresentata da Vito Crimi e Manlio Di Stefano e quella più dialogante con il Pd, impersonata da Giuseppe Brescia.

Crimi: non vanificare effetti positivi dl sicurezza
«I dl sicurezza sono stati concepiti sulla scorta di una esigenza reale, per affrontare criticità a tutti evidenti e rispetto a cui il nostro Paese aveva bisogno di compiere passi in avanti e trovare soluzioni. Tornare indietro
vanificherebbe i positivi risultati ottenuti. Per questa ragione ritengo che si debba affrontare questo grande tema senza assumere posizioni preconcette, ma lavorando oggi in vista del prossimo futuro» frena il capo politico M5S Vito Crimi che aggiunge: «Ciò che può essere migliorato, perfezionato, incontrerà il nostro pieno appoggio».

Mauri (Pd): decreti verranno modificati
«I decreti verranno modificati, si interverrà sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. Il nostro obiettivo è offrire una politica più efficiente» incalza invece il viceministro dell'Interno, Matteo Mauri, al termine del
vertice a Palazzo Chigi. «Diamo un giudizio positivo dell'incontro - aggiunge - abbiamo fatto passi avanti e abbiamo condiviso alcuni obiettivi, valutando le questioni negative dei decreti e decidendo di intervenire».

Migliore: confronto per modifica radicale decreti
«Abbiamo avviato un confronto per modificare radicalmente le parti che riguardano l'immigrazione, in particolare i due decreti sicurezza» commenta Gennaro Migliore, di Italia Viva. «Con Iv - aggiunge - abbiamo chiesto la revisione complessiva degli accordi sottoscritti con la Libia». «Noi chiediamo che le multe alle ong vengano eliminate, chi salva vite umane non deve pagare multe. Mentre i trafficanti di esseri umani devono essere duramente repressi».

Le mosse di Lamorgese
La ministra 'tecnica' Lamorgese ha da tempo messo al lavoro l'ufficio legislativo del Viminale per predisporre una bozza di provvedimento che può essere minimale, intervenendo solo sui punti dei decreti finiti nel mirino del Quirinale, oppure più larga disegnando una riforma più complessiva del dossier immigrazione. Serve comunque un accordo politico tra le forze della maggioranza che hanno sensibilità molto diverse sul tema, come si visto anche oggi a Palazzo Chigi.

I possibili punti di intesa
I punti su cui si può registrare un consenso all'interno della maggioranza sono la cancellazione della maxi-multa da un milione di euro alle navi che violano il divieto di ingresso nelle acque italiane (si torna alle multe da 10mila a 50mila euro); via anche la confisca della nave 'rea' di non aver rispettato il divieto; ampliamento della tipologia dei permessi speciali per frenare la netta crescita del numero di regolari determinata dalla cancellazione della protezione umanitaria operata dal primo decreto Salvini; ok anche al ripristino della discrezionalità del magistrato chiamato a decidere la tenuità o meno dei reati di oltraggio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Sul resto ci sono posizioni più massimaliste ed altre più caute. Conte e Lamorgese hanno cercato una mediazione. Da parte degli esponenti di Iv e Leu c'è stata anche la richiesta di rivedere gli accordi con la Libia. Sul punto però, Conte ha rimandato ad un'altra sede.

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