dopo le parole di conte

Decreti sicurezza, verso modifiche soft sulle Ong

di Ivan Cimmarusti


Record di profughi, Unhcr contro decreto sicurezza

3' di lettura

Pronta la modifica dei decreti Sicurezza, non solo sulla base delle «osservazioni» del Colle, ma anche recuperando «la formulazione originaria», ossia «prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione» in legge «ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo». L'annuncio è del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pronto a cambiare il testo fortemente voluto dall’ex alleato ed ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Una decisione in linea con quanto aveva già sostenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con le intenzioni dei nuovi alleati del Movimento5Stelle, il Partito democratico e LeU. Ma se la Lega annuncia barricate a tutela del testo, fiore all’occhiello per Salvini, da +Europa già si parla di una modifica “soft”, che non influirebbe nei fatti sui decreti.

I rilievi del Colle
Di fatto la modifica dovrebbe riguardare le maxi multe per le navi che entrano nelle acque italiane a seguito di salvataggio in mare di migranti. Il presidente della Repubblica ha stigmatizzato l'aumentato della sanzione per le navi di soccorso che violano il divieto di ingresso nelle acque territoriali. La multa è stata notevolmente aumentata, ma senza «alcun criterio che distingua quanto alla tipologia delle navi, alla condotta concretamente posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo», ha detto il Quirinale nella missiva inviata ai presidenti delle due Camere e al premier Giuseppe Conte. Il Colle sostiene che questi criteri siano invece fondamentali per comminare una sanzione amministrativa particolarmente pesante: il prefetto potrebbe multare fino a un milione a una persona in barca a vela, entrato in un porto senza autorizzazione salvando un solo naufrago. Mattarella ha sostenuto che sarebbe opportuno correggere la legge con criteri oggettivi di gradazione della multa. Inoltre, è stato ricordato che la limitazione o il divieto di ingresso possono essere disposti nel rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia, come indica lo stesso articolo 1 del decreto. Tra questi obblighi c'è la convenzione di Montego Bay. Questa prescrive che ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave battente la sua bandiera presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo.

Salvini: «Sui decreti Sicurezza non si torna indietro»
Dura la replica del leader del Carroccio Salvini. «Non si torna indietro», tuona sul palco della manifestazione organizzata da Giorgia Maloni di Fratelli d’Italia, in Piazza Montecitorio. «E se qualcuno lo pensa lì dentro (nel Governo, ndr) non li faremo uscire da quel Palazzo». E aggiunge: «I porti li chiudiamo noi, tutti insieme, perché in Italia non si entra senza permesso. Lo faremo stando in Parlamento e in mezzo alla gente. Ci sono milioni di italiani che chiedono sicurezza. Se qualcuno pensa di tornare al business dell’immigrazione clandestina, sapremo come impedirlo, sempre in maniera democratica, pacifica e sorridente come siamo abituati a fare».

+Europa: nessuna apertura a modifiche dal Governo
«Sui decreti sicurezza non c’è stata alcuna apertura del Presidente del Consiglio dei Ministri nelle sue comunicazioni alla Camera. Ha detto che sul decreto sicurezza bis recepirà, ci mancherebbe altro, i rilievi del Presidente della Repubblica, ritornando alla formulazione originaria del decreto, prima delle modifiche introdotte dalle Camere». Lo scrive in una nota la vice-segretaria di Più Europa, Costanza Hermanin. «Anche quella formulazione però conteneva la pietra dello scandalo che il nuovo esecutivo non intende rimuovere: la possibilità - spiega Hermanin - per il Ministro dell’interno, di concerto con quelli dei trasporti e della difesa, di stabilire il divieto di ingresso di transito o la sosta di navi che abbiano prestato soccorso in mare, e di negare ai soccorritori e ai naufraghi l'attracco in un porto sicuro italiano. Già la vicenda dell'Alan Kurdi, vittima di un divieto imposto da Salvini, che il nuovo governo non ha rimosso, aveva dimostrato che le “novità” annunciate da questo governo, anche sul fronte dell’immigrazione - conclude la vice-segretaria di Più Europa - sono parole destinate a essere smentite alla prova dei fatti».

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