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Decreto Armi all’Ucraina, dubbi dei tecnici del Senato sulle coperture

Secondo i tecnici andrebbe chiarito «se la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari non determini di per sé un maggior fabbisogno dovuto alla necessità di sostituzione dei beni ceduti»

di Andrea Carli

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2' di lettura

I tecnici del servizio Bilancio del Senato esprimono dubbi sulle coperture del decreto Armi. Il provvedimento all’esame di Palazzo Madama proroga, fino al 31 dicembre 2023, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine.

Faro sulle risorse con cui coprire la cessione di mezzi e equipaggiamenti

In un dossier pubblicato in queste ore il servizio Bilancio richiama l’attenzione del legislatore sull’aspetto delle coperture e delle risorse con cui far fronte a questa cessione di mezzi e equipaggiamenti. In particolare, osservano i tecnici, andrebbe chiarito «se la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari di cui alla norma in esame non determini di per sé un maggior fabbisogno dovuto alla necessità di sostituzione dei beni ceduti, ovvero, se le FF.AA. (le Forze armate, ndr.) potranno fare fronte alle proprie esigenze funzionali, anche senza le dotazioni in questione».

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La neutralità finanziaria del provvedimento

Un chiarimento che risulta opportuno considerato che, stando a quanto prevede il decreto, «dall’attuazione della disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, tenuto conto che i materiali e mezzi oggetto di cessione sono già nelle disponibilità del Ministero della difesa, mentre eventuali oneri ad essi connessi saranno sostenuti nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente».

Come coprire le spese di trasporto?

Inoltre, continuano i tecnici di Palazzo Madama, «quanto poi alle spese di trasporto del materiale oggetto di cessione a titolo gratuito alle autorità dell’Ucraina, andrebbero richieste delucidazioni anche in merito alle spese da sostenersi, per cui andrebbero indicate anche le risorse già previste ai sensi della legislazione vigente attraverso cui vi si farà fronte».

La linea già espressa dalla Corte dei conti

Nel report i tecnici del Senato pongono l’accento su quello che è accaduto già in casi analoghi, e in particolare sulle «considerazioni critiche formulate dalla Corte dei conti in merito alla opzione per dispositivi di copertura di nuovi o maggiori oneri la cui copertura è prevista a carico dei mezzi che già previsti dalla legislazione vigente, per cui - si legge ancora nel documento - andrebbero chiarite le ragioni della diversità di effetti finanziari previsti per le fattispecie di cessione a titolo gratuito, tenendo conto che la disposizione prorogata, prevede l’adozione di uno più decreti interministeriali ai fini della specifica individuazione dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari che saranno oggetto di cessione, nonché delle modalità di realizzazione della stessa. Decreti - conclude il Servizio Bilancio di palazzo madama - per cui non è prevista una specifica procedura di verifica parlamentare in ordine agli effetti finanziari».

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