ostruzionismo m5s, slitta voto finale

Decreto banche venete, via libera della Camera alla fiducia


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2' di lettura

L'Aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal Governo sul decreto legge per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza con 318 sì, 178 no e un astenuto. Il provvedimento è stato votato nella stessa versione approvata dalla commissione Finanze, dove l'unica modifica è stato l'inserimento del testo del Dl sulla sospensione del pagamento di un bond di Veneto Banca. Il voto finale sul provvedimento rischia di slittare a causa dell’ostruzionismo al quale si stanno preparando i deputati del M5s.

Ostruzionismo M5s, slitta il voto finale
È iniziato infatti l'esame degli ordini dei 142 giorno. E tutti gli 83 presentati dal M5S verranno illustrati, nell'ottica ostruzionistica annunciata ieri dal movimento di Beppe Grillo alla conferenza dei capigruppo. I tempi potrebbero allungarsi molto, visto che sui decreti legge alla Camera non è previsto contingentamento dei tempi con la possibilità di arrivare al voto finale anche venerdì. Poi il decreto, che scade il 24 agosto prossimo, passerà all'esame del Senato

Decreto senza modifiche
Nonostante i tentativi di andare incontro ai risparmiatori delle due banche venete e di imporre una stretta sulle responsabilità dei manager, il decreto che costruisce la cornice per l’intervento di Banca Intesa e del governo per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza è sostanzialmente invariato rispetto a quello varato dal Consiglio dei ministri il 25 giugno. Una scelta tacciata come «fascista» da Beppe Grillo che sul suo blog ha attaccato il governo a testa bassa.

Evitato il bail-in
Il provvedimento consente la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, garantendo la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio. Le principali misure consistono nella vendita di parte delle attività delle due banche a Intesa Sanpaolo, con il trasferimento del relativo personale. Per garantire la continuità dell'accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese e per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, il decreto legge dispone una iniezione di liquidità pubblica pari a circa 4,8 miliardi di euro. A questa somma cui si aggiungono circa 400 milioni, quale eventuale costo da sostenere per le garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. In questo caso le norme europee hanno consentito, con il via libera della Commissione europea, il ricorso agli aiuti pubblici per facilitare la liquidazione dei due istituti, evitando così le procedure di risoluzione (bail-in).

Risarciti i detentori di titoli subordinati acquistati fino a giugno 2014
Per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio è previsto un meccanismo di risarcimento analogo a quello stabilito per le quattro banche in risoluzione. Il rimborso forfettario (l'80% dal Fondo interbancario di tutela dei depositanti, il 20% da un contributo di banca Intesa) vale per i titoli sottoscritti o acquistati entro il 12 giugno 2014, nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le banche emittenti. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro il 30 settembre.


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