Verso la pubblicazione in Gazzetta

Decreto bollette, ecco le coperture. Più semplice installare impianti che usano rinnovabili

Tante le novità introdotte. Quasi 2 miliardi arriveranno dal ritorno della rivalutazione dei terreni edificabili e con destinazione agricola e delle partecipazione non negoziate in mercati regolamentati

di Celestina Dominelli, Gianni Trovati

Caro bollette, Draghi: "Mettiamo in campo quasi otto miliardi di euro"

3' di lettura

Dopo una lunga messa a punto delle coperture il Governo chiude e spedisce alla Gazzetta Ufficiale il decreto bollette. Tante le novità introdotte in fase di limatura del testo rispetto a quello approvato due settimane fa a Palazzo Chigi. Nel testo finale si scoprono le carte sulle coperture ed emerge così che quasi 2 miliardi arriveranno dal ritorno della rivalutazione dei terreni edificabili e con destinazione agricola e delle partecipazione non negoziate in mercati regolamentati. L’affrancamento dei valori di acquisto prevede un’imposta sostitutiva del 14% rispetto a quella dell’11% prevista dall’ultima edizione del novembre 2021. Il rialzo della sostitutiva rispetto alle versioni precedenti di una norma prima prorogata senza ritocchi per molti anni è stato indispensabile a completare un’architettura delle coperture che come da anticipazioni trova il pilastro fondamentale nel congelamento dei fondi del ministero dell’Economia.

Da lì arrivano 4,516 dei 7,774 miliardi che rappresentano il conto 2022 portato dal decreto. Ma il provvedimento distribuisce il proprio peso finanziario anche sugli anni successivi, fino a totalizzare 23,556 miliardi da qui al 2032. Le risorse bloccate arrivano dai fondi da ripartire (1,89 miliardi), dal fondo per «la tutela della finanza pubblica» (1,63 miliardi) e, per un miliardo, dalla voce «competitività e sviluppo delle imprese». Nei programmi elaborati la scorsa settimana insieme al decreto si tratta di un parcheggio temporaneo di risorse da liberare con il Def in arrivo. Come accade sempre in queste clausole, lo stop non si traduce in un taglio diretto perché le risorse sono una sorta di cuscinetto nel bilancio dello Stato: in un programma di finanza pubblica tutto da ripensare perché travolto dalle ricadute economiche della guerra in Ucraina. Lo sblocco di questi fondi, quindi, dovrà trovare spazio in un Def che con ogni probabilità dovrà rivedere gli obiettivi di deficit per quest’anno.

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Le altre modifiche

La ricerca di risorse ha portato a rivedere anche alcuni stanziamenti indicati inizialmente nella bozza entrata a Palazzo Chigi. Così per la riduzione degli oneri di sistema in bolletta l’intervento per il gas si ferma a 250 milioni di euro contro gli iniziali 480 milioni. Anche l’articolo sul “rafforzamento” del bonus sociale l’intervento si ferma a 400 milioni e non a 500 milioni.

Sarà più semplice installare gli impianti a fonti rinnovabili. La norma inserita nel testo finale del decreto prevede che l’installazione di impianti fotovoltaici e termici sugli edifici sarà considerata manutenzione ordinaria, perdendo così in automatico tutta la coda di permessi, autorizzazioni o atti amministrativi che fino ad oggi erano richiesti per questi interventi.

Altre novità anche su automotive e aiuti all’autotrasporto, mentre è da sottolineare la nuova norma sui biocarburanti per il trasporto. In particolare si aumenta la quota di biocarburanti sostenibili utilizzati in purezza, a partire dal 2023, che dovrà essere pari almeno a 200mila tonnellate, che crescono di 50mila tonnellate l’anno nei successivi tre anni. Per spingere questo binario, anche attraverso la riconversione delle raffinerie tradizionali che ricadono all’interno dei siti di bonifica di interesse nazionale, è previsto presso il Mite un fondo con risorse per 205 milioni per il 2022, 45 milioni per il 2023 e 10 milioni per il 2024. Spetterà poi a un decreto del Mite, di concerto con il Mef, fissare entro 180 giorni dall'entrata in vigore del Dl le modalità di riparto delle risorse.

Intervento mirato anche sugli stoccaggi. In particolare si anticipa il riempimento degli stoccaggi in linea con quello che è stato deciso martedì 1 marzo rispetto al tema della possibile emergenza gas. In sostanza, entro marzo di ogni anno bisognerà procedere a ottimizzare l’iniezione di gas negli stoccaggi per garantire almeno il 90% della capacità di riempimento, mentre entro il 30 settembre occorrerà cominciare a riempire gli stoccaggi in controflusso. In sostanza, bisognerà promuoverne il riempimento degli impianti mentre questi si stanno svuotando per il ciclo di erogazione invernale, così da assicurare sempre il mantenimento di una capacità predefinita all’interno dei depositi.

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