158 voti favorevoli

Il Decreto crescita è legge, arriva il sì del Senato

Il disco verde di Palazzo Madama chiude la conversione del provvedimento. A favore la maggioranza M5S e Lega, contrari Autonomie, LeU, Pd e FI. Astenuta FdI. Ha votato no alla fiducia, intervenendo in dissenso dal gruppo, Paola Nugnes

di Nicola Barone


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3' di lettura

Sì del Senato alla fiducia posta dal governo sul decreto crescita con 158 sì, 104 contrari e 15 astenuti. Il disco verde di Palazzo Madama chiude la conversione del provvedimento. A favore la maggioranza M5S e Lega, contrari Autonomie, LeU, Pd e FI. Astenuta FdI. Ha votato no alla fiducia, intervenendo in dissenso dal gruppo, Paola Nugnes. Su Twitter, il premier Giuseppe Conte esulta per il «segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l'economia». «Agevolazioni fiscali per le imprese - enumera Conte - promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy: il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme».

Renzi in Aula: «La Tav la fate o no?»
«Si può sapere se la Tav si fa o no? In Francia la stanno facendo i lavori senza dare le ferie per andare avanti con i cantieri. Voi la Tav la fate sì o no? Non prendete in giro gli italiani. Non c'è Tav leggera che tenga». Parla come promesso in Aula al Senato l'ex premier dem Matteo Renzi, intervenendo nella discussione generale sul decreto crescita che fa da anticamera all'approvazione del decreto.

«In questa fase in cui il mondo va verso l’intelligenza artificiale, voi scegliete la strada della stupidità naturale. Per questo voteremo no al decreto. Voi avete detto no alla crescita e l’Italia pagherà il conto della vostra cialtronaggine», arringa ancora l’ex premier contestato dai banchi dei 5 Stelle.

Oltre che sul merito del decreto molte riserve sono venute dall'opposizione anche per i risicatissimi tempi di esame da parte di Palazzo Madama. Il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, nella replica, poco prima aveva riepilogato il senso delle misure sottoposte al voto anticipando l’ispirazione delle prossime scelte dell'esecutivo. «Alla fine, se l’obiettivo è quello di fare Pil, lo fanno solo le aziende, che fanno crescita e posti di lavoro». Nello specifico in merito alla tassazione Garavaglia sottolinea che «ogni cosa che aumenti il costo per le aziende in un momento come questo è mortale. È impossibile pensare di aumentare i costi delle aziende in una fase come l'attuale, anzi bisogna fare di tutto per ridurli».

Forza Italia con l'azzurra Donatella Conzatti dà voce a tutta la sua delusione per il testo approvato dalla maggioranza. «Il decreto non può dirsi della crescita perché non c'è alcuna visione del futuro. Si prendono in giro le aziende, si uccide la contrattazione collettiva e si ingannano i giovani. Stanziate poco più di 400 milioni che sono l'equivalente di ciò che verseranno Lombardia e Veneto per ospitare le Olimpiadi invernali».

Le sorti dell’ex Ilva di Taranto
Oggetto di molte contestazioni è stata nelle ultime ore la norma sulle le tutele legali per l’attuazione del piano ambientale per l’ex Ilva di Taranto. Per ArcelorMittal l’entrata in vigore del decreto non consentirebbe ad alcuna società di gestire l'impianto oltre il 6 settembre, una data che è stata fissata dal governo «a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale». Secondo fonti del Mise un incontro ad hoc tra il vicepremier Luigi Di Maio e il management della società è in agenda per il prossimo 4 luglio.

Affitti brevi, arriva il codice identificativo
Tra le novità di rilievo introdotte dal Dl "Crescita" ci sono le norme sul codice identificativo per tracciare gli affitti brevi. Per il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio «non possiamo pensare che quasi il 50% dei soggiorni in Italia avvnga fuori da ogni conteggio, che ci sia gente che non paga le tasse», ma grazie al nuovo codice «riusciremo a far emergere il sommerso». Soddisfatto del via libera al codice identificativo anche Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, che lo considera «un primo passo rilevante per intercettare quella parte di abusivismo» presente nel settore turistico. In una nota Messina auspica quindi che la banca dati per le locazioni brevi, gestita dall'Agenzia delle Entrate, «entri a regime quanto prima» per «dare una maggiore certezza nella disciplina delle strutture alberghiere ed extra alberghiere e porre fine a fenomeni di evasione fiscale e di concorrenza sleale che danneggiano gli
operatori onesti».

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