in attesa di pubblicazione in gazzetta

Decreto dignità, Boccia: strumenti non condivisibili

di An.Ga.


Ritorno al passato: la protesta delle imprese contro il decreto dignità

3' di lettura

La Confindustria chiede «di correggere e migliorare in Parlamento» il cosiddetto “decreto dignità” di cui «condivide il fine della lotta alla precarietà e delocalizzazione selvaggia ma non gli strumenti» utilizzati «che non aiutano questo percorso ma anzi lo depotenziano e mettono ansia all'interno del mercato». Lo ha affermato il presidente degli industriali Vincenzo Boccia a margine dell’assemblea Abi. Il decreto estivo, ancora in attesa della firma del Capo dello Stato e dell’approdo in Gazzetta ufficiale a una settimana dall’approvazione in Cdm (salvo sorprese, dovrebbe avvenire tra oggi e domani), porta con sé, sul fronte lavoro, un complessivo aggravio burocratico, ed economico, sui datori.

Colle pronto a firma attende testo bollinato
Il Quirinale, dall’esame delle bozze del decreto, non riscontra impedimenti alla firma del dl dignità ma è in attesa del documento bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato per procedere: documento finale che dovrebbe arrivare a breve al Colle, si conferma in ambienti di governo. L'Aula della Camera inizierà l'esame del decreto legge dignità invece a partire dal 24 luglio, con la discussione generale. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Le votazioni sul testo, la cui pubblicazione in Gazzetta ufficiale è stata annunciata come «imminente» dal governo ai capigruppo della Camera, si terranno nelle giornate del 25 e del 26 luglio.

Boccia: voucher utili, evitare uso spropositato
Tra le modifiche possibili in Parlamento, il ritorno dei voucher in alcuni settori, per il quale spinge soprattutto la Lega. I voucher «servono in alcune categorie come il turismo, l’agricoltura, le piccole imprese» ma «l’errore da non fare è scambiare voucher con contratti a termine, sono due cose totalmente diverse» ha avvertito Boccia - Ci auguriamo che si cambi in meglio la questione contratti a termine che sono cosa diversa dai voucher. Per noi sono un elemento marginale, il nostro mondo non li usa moltissimo». Ma in vista di una possibile reintroduzione di questi strumenti è necessario «evitarne l’uso spropositato». Sui contratti a termine il decreto abbassa il tetto di durata massima a 24 mesi (dagli attuali 36), prevede l’introduzione delle causali dopo i primi 12 mesi e la penalizzazione dello 0,50% di contributi per ogni rinnovo.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha invece ribadito: «Se pensano di mettere i voucher troveranno la nostra più ferma opposizione».
Per Camusso inserire lo strumento nel decreto sarebbe «la dimostrazione di una grande contraddittorietà tra il dichiarare che si fa un intervento a favore della stabilità del lavoro e poi invece introdurre nuove forme di precarietà».

Salvini: voucher preferibili al lavoro nero
«Ci sono alcuni limitati settori, penso ad agricoltura, commercio, turismo e servizi, lavori stagionali per i quali l'alternativa è: lavoro nero o voucher? Io preferisco i voucher allo sfruttamento e al lavoro nero» è al c ontrario la linea del leader della Lega Matteo Salvini. «L'introduzione dei voucher in agricoltura e turismo è stata richiesta dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle. Quindi chi dice che c'è uno scontro in atto all'interno della maggioranza mente sapendo di mentire» ha dichiarato Gian Marco Centinaio (Lega), ministro delle politiche agricole e del turismo.

Ecco le trappole per le imprese contenute nel decreto dignità

Gelmini: caos governo e scontro su voucher
Polemica su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati che ha scritto: «Caos governo sul #decretodignità. Scontro Lega-Di Maio sulla reintroduzione dei voucher, mentre Tria ammonisce: 'Non si può fare un annuncio al giorno'. Intanto il testo del provvedimento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Com'era la storiella del cambiamento».

Operatori giochi: 150 mila famiglie a rischio
«Sono a rischio 150 mila famiglie e milioni di investimenti. Chiediamo al governo, e in particolare al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, di aprire un tavolo di confronto con l’industria del gioco». È invece l'appello che Stefano Zapponini, il presidente di Sistema Gioco Italia, la filiera dell'industria del gioco legale, lancia al nuovo esecutivo dopo l'approvazione del decreto dignità che prevede lo stop di ogni forma di pubblicità dei giochi con premi in denaro, su qualunque
piattaforma.

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