appello al parlamento

Decreto dignità, Di Maio: niente fiducia, ma non arretreremo sulle norme


Nel decreto Di Maio addio allo spesometro, stretta su contratti a termine e delocalizzazioni

2' di lettura

«Il Parlamento deve avere la possibilità di discutere il decreto e di migliorarlo, credo non ci sia bisogno della fiducia ma, lo dico da capo politico del M5s, non arretreremo sulle norme». Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Radio1 del decreto dignità, criticato dalle imprese che chiedono modifiche in sede di conversione. In vista dell’approdo del testo in Aula, Di Maio sottolinea che migliorare significa «aggiungere» e non «annacquare», dicendosi aperto a emendamenti per «eliminare qualche altra scartoffia burocratica per le imprese o aumentare le pene per le aziende che delocalizzano».

Contraria al provvedimento anche Forza Italia, che attacca soprattutto le modifiche alla disciplina del lavoro, ma anche le norme antidelocalizzazioni considerate nella sostanza vecchie e inefficaci. Provocando la reazione del capo politico M5s: «Berlusconi preoccupato perchè andiamo contro le lobby», dice Di Maio.La capogruppo Mariastella Gelmini chiede che il decreto possa essere profondamente rivisto, «perché non è questa la strada per garantire i precari e nemmeno quella per costruire nuovi posti di lavoro». A dire della capogruppo alla Camera di Fi le innovazioni annunciate dal governo «sono state già applicate in passato dalla sinistra e hanno avuto l'effetto di trasformare i precari in disoccupati, di rendere più complicata la vita agli imprenditori, aumentando il contenzioso». Renato Brunetta afferma che «Luigi Di Maio fa quasi tenerezza quando si entusiasma per la grande svolta politica rappresentata dalle “sue” norme antidelocalizzazioni» e attacca: «Il testo che gli è stato confezionato, ma evidentemente non ancora spiegato, è un rimescolamento che inasprisce e rende al contempo ancora più confuso quanto già era stato approvato nella legge di stabilità del 2013 dall'agonizzante governo Letta» dichiara il deputato azzurro.

Ritorno al passato: la protesta delle imprese contro il decreto dignità

Il vicepremier: se voucher reintrodotti faremo muro
«Ci deve essere una questione chiara sul decreto dignità: il tema dei voucher, se deve essere introdotto per sfruttare di nuovo la gente, trovera' un muro in cemento armato nel MoVimento 5 Stelle». Questo il messaggio che il ministro del Lavoro lancia agli alleati di governo della Lega. «Se vogliamo discutere della natura per cui erano nati i voucher, per specifici lavori che non sono a rischio sfruttamento, che richiedono un tipo di pagamento quotidiano - ha precisato - non abbiamo mai detto di essere contrari. Anzi, è nel contratto di Governo ma deve essere chiara una cosa: noi non permetteremo nessuna forma giuridica di introduzione dei voucher che lasci aperte delle strade che poi portano allo sfruttamento dei nostri giovani o dei nostri meno giovani. Questo e' lo spirito con cui io affronto il tema».

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