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Decreto flussi 2021 al rallentatore

Al 13 giugno, rispetto ai 42mila lavoratori stagionali previsti, erano stati consegnati 4.878 nulla osta e 556 visti d'ingresso. Nelle ultime settimane la situazione è migliorata, ma secondo Coldiretti si è arrivati all'assunzione solo per 10mila persone

di Bianca Lucia Mazzei

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4' di lettura

Procede a rilento l'assunzione dei lavoratori stagionali extra Ue nei settori dell’agricoltura e del turismo, prevista dal decreto flussi 2021, varato a dicembre scorso. Dagli ultimi dati forniti dal ministero del Lavoro emerge che al 13 giugno rispetto ai 42mila lavoratori stagionali previsti dal decreto flussi 2021, i nulla osta consegnati erano stati solo 4.878 e i visti di soggiorno 556.

Secondo le associazioni imprenditoriali nelle ultime settimane, grazie anche alle semplificazioni introdotte dal decreto legge n.73 del 21 giugno, la situazione è migliorata e Coldiretti stima che circa 10mila stagionali abbiano cominciato a lavorare. Un numero che resta però molto basso vista la grave carenza di manodopera di cui soffrono sia l’agricoltura sia il turismo.

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La situazione

Anche se in forte aumento, le quote di lavoratori extra Ue previste dal decreto flussi 2021 erano comunque inferiori alle esigenze. Il Dpcm ha stabilito infatti l’ingresso di 42mila stagionali e di 27.700 non stagionali per un totale di 69.700 lavoratori, contro i 30.850 previsti dal 2015 in poi.

Solo per gli stagionali, le domande presentate al click day del 1° febbraio sono state quasi 99mila (205mila le richieste totali). Numeri che, insieme alla mancanza di personale, avevano indotto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ad ipotizzare quote ancor più elevate per il decreto 2022. Ma, vista la delicatezza della materia, la decisione verrà probabilmente rinviata al Governo che nascerà dopo le elezioni.

Impedimenti burocratici stanno però rallentando anche le procedure relative al decreto flussi 2021. Dopo la domanda devono essere rilasciati prima il nulla osta al lavoro subordinato e, poi, il visto d’ingresso da parte dei consolati dei Paesi di provenienza. Quindi, il lavoratore entra in Italia e viene sottoscritto il contratto di soggiorno per lavoro. «Da metà aprile problemi con il programma informatico hanno bloccato gli iter - dice Romano Magrini, responsabile lavoro e immigrazione di Coldiretti -. A fine giugno il ministero dell’Interno ha adottato una soluzione tampone che prevede la trasmissione via Pec dei nulla osta ai consolati ma questo sistema sta rallentando il rilascio dei visti».

Secondo Coldiretti, solo 10mila dei 42mila stagionali previsti hanno cominciato a lavorare. «Anche se a macchia di leopardo la situazione è migliorata - spiega Roberto Caponi, direttore lavoro di Confagricoltura -. Ma la campagna di raccolta è cominciata da un pezzo».

Le semplificazioni

Per velocizzare le procedure, il decreto legge 73/2022 (all’esame del Parlamento per la conversione) ha introdotto una serie di semplificazioni, volte a velocizzare tempi e adempimenti.

Per il decreto flussi 2021 la novità di maggiore impatto è quella che consente di lavorare subito dopo il rilascio del nulla osta e prima di sottoscrivere il contratto di soggiorno. Soprattutto perché questa possibilità riguarda anche i lavoratori presenti sul territorio italiano al primo maggio 2022, per i quali era stata presentata richiesta. Gli altri snellimenti toccheranno, invece, di più il prossimo decreto flussi poiché le domande per quello del 2021 (presentate quasi sei mesi fa) hanno già superato molte fasi procedurali.

Il Dl 73 taglia i tempi sia per il nulla osta (da 60 a 30 giorni) che per il visto (da 30 a 20 giorni). Prevede inoltre che il nulla osta possa essere concesso anche senza l’acquisizione delle informazioni di polizia (fatta salva la possibilità di revoca). «Le quote sono però troppo basse - dichiara Laura Zanfrini, docente della Cattolica e responsabile Economia e lavoro della Fondazione Ismu - e non va dimenticato che la maggior parte dei posti previsti dai decreti flussi è utilizzata per regolarizzare persone già presenti».

«Le semplificazioni sono utili - dice Marina Lalli, presidente di Federturismo -, ma servirebbe un’agenzia che raccoglie le richieste delle aziende e le incrocia con l’offerta di lavoro».

Le verifiche

Il Dl 73 ha affidato alle organizzazioni datoriali più rappresentative, a consulenti del lavoro, avvocati e commercialisti la verifica del rispetto del contratto e della congruità della domanda, prima effettuata dagli ispettorati del lavoro. Se l’esito è positivo viene rilasciata un’asseverazione che, per il decreto flussi 2021, il datore di lavoro deve presentare quando viene siglato il contratto di soggiorno.

Entro luglio dovrebbero essere firmati i protocolli con le associazioni datoriali che permetteranno agli iscritti di non presentare l’asseverazione. «È un ulteriore snellimento - aggiunge Caponi -. I benefici riguarderanno soprattutto il prossimo decreto: per le domande inoltrate i controlli sono stati in gran parte fatti».

ITER E SEMPLIFICAZIONI

1) Le domande

Vanno presentate online con il sistema del click day. Per il decreto flussi 2021 (Dpcm 21 dicembre, Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2022) il click day per i lavoratori stagionali nei settori agricolo e turistico-alberghiero si è svolto il primo febbraio. Gli ingressi previsti sono 42mila. Il datore di lavoro può presentare la richiesta da solo o tramite l’associazione di categoria

2) I tempi

Il decreto legge 73/2022 ha dimezzato i tempi di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, portandoli da 60 a 30 giorni. Ha inoltre previsto che, per le domande relative al decreto flussi 2021, i nulla osta vengano rilasciati nel termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl, termine che è scaduto il 22 luglio scorso. Per il decreto flussi 2022 il termine decorrerà dalla data di presentazione della domanda

3) Verifiche e lavoro

Per velocizzare le procedure il Dl 73/2022 ha stabilito che i controlli e le verifiche per i nullaosta possano essere effettuati anche dopo l’inizio dell’attività lavorativa e che il nulla osta venga concesso anche se non sono state ancora acquisite le informazioni di polizia su eventuali elementi ostativi (fatta salva la possibilità di revoca). Il rilascio del nulla osta consente di lavorare senza aspettare la sottoscrizione del contratto di soggiorno

4) Le competenze

Il Dl 73 ha affidato la verifica del rispetto del contratto collettivo e della congruità delle richieste ai consulenti del lavoro (ad avvocati e commercialisti con l’obbligo di comunicazione agli ispettorati del lavoro) e alle associazioni datoriali (spettava agli Ispettorati del lavoro, che potranno fare controlli a campione). Gli accertamenti riguardano anche la capacità patrimoniale dell’impresa, l’equilibrio economico-finanziario, il fatturato, il numero dei dipendenti, e il tipo di attività svolta

5) Presenti al 1° maggio

Le novità del Dl 73, (compresa la possibilità di lavorare dopo il rilascio del nulla osta) si applicano anche ai lavoratori per i quali è stata presentata domanda in base al decreto 2021 e che erano presenti in Italia al 1° maggio 2022, come “provato” da rilievi fotodattiloscopici, dichiarazioni di presenza o documenti pubblici. Queste condizioni non sono accertate dal datore di lavoro, ma dallo Sportello unico quando viene sottoscritto il contratto di soggiorno.

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