LA TRAGEDIA DEL PONTE MORANDI

Decreto Genova al Colle: la Ragioneria generale dello Stato lo ha bollinato

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(foto Ansa)


4' di lettura

Il decreto Genova è arrivato al Quirinale, subito dopo la bollinatura arrivata in mattinata da parte della Ragioneria generale dello Stato. Il testo passa ora alla valutazione dei tecnici della presidenza della presidenza della Repubblica per il controllo e la firma del Capo dello Stato Sergio Mattarella. La notizia della bollinatura è stata confermata dal vicepremier Luigi Di Maio. «Mi ha scritto il premier Conte stanotte, è arrivata la bollinatura del decreto su Genova», ha affermato.

Rixi: mi auguro subito Commissario
«Mi auguro che venga indicato il nome del Commissario quando esce il decreto o immediatamente dopo, in modo da recuperare tempo», ha confidato il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, commentando la notizia dell’invio del dl Genova al Quirinale. «Serve un manager che sappia affrontare situazioni di emergenza, con capacità professionali importanti e che ci si dedichi a tempo pieno, per realizzare il ponte velocemente. Condivido le esclamazioni dei miei concittadini genovesi: abbiamo bisogno di un ponte».

Toti: non è detto decreto sia soddisfacente
Perplessità vengono espresse dal Governatore della Liguria. «Il decreto arriverà, ma non vuol dire che sarà soddisfacente. Bisognerà vedere cosa c’è scritto dentro dopo questo balletto fatto in una settimana e mezzo tra un ministero e l’altro», afferma Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ai microfoni di Radio Capital. «Mi sembra che il decreto venga fatto per escludere gli enti locali. Mi dà l’impressione che il governo voglia gestire la situazione a Roma e non in Liguria. Ma va bene tutto, siamo laici, basta che si raggiungeranno i risultati».

Decreto fermo a lungo al Tesoro
Dopo il varo in Consiglio dei ministri (con la formula “salvo intese”) lo scorso 13 settembre, il provvedimento è stato fermo a lungo al Tesoro, causa oneri e relative coperture non sempre esplicitati nel testo. Nel frattempo non smettono di tirare venti gelidi verso Roma, con il presidente della Liguria Giovanni Toti che vede quasi più opportuno ricominciare tutto da capo. Toti ha annunciato che il prossimo 4 ottobre riaprirà a pieno regime la ferrovia verso Nord, quella che passa sotto il ponte Morandi, ed è tornato a chiedere lumi non solo sul decreto, ma anche sul nome del commissario, augurandosi che «abbia grandi qualità», visto che avrà «poteri quasi biblici».

Sul commissario è tornato anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dichiarando al question time alla Camera che «sarà lui ad affidare i lavori di ricostruzione, dunque anche il tema delle attestazioni Soa sarà valutato dal commissario». Il riferimento è al nodo delle qualifiche possedute (o meno) da Fincantieri segnalato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore.

Allarme Fiom Cgil: a rischio il lavoro
Intanto la Fiom Cgil lancia l’allarme sui posti di lavoro a rischio in città. «Genova ha perso 43 vite, gli sfollati hanno perso le case e dopo tutte queste tragedie Genova rischia di perdere anche lavoro, salario, reddito». È lo sfogo di Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom Cgil Genova, secondo cui molte aziende «iniziano a ragionare di trasferire le attività magari fuori Genova». In difficoltà, sostiene, «Ansaldo Energia, S. Giorgio Seigen, Ferrometal, Acremoni, Weico, Arced». «Per alcune c'è la cassa integrazione, per altre non c'è nemmeno l’ammortizzatore sociale e ci saranno i licenziamenti».

Cozzi: via monconi in tempi brevi
Mentre sul fronte della demolizione del ponte Morandi, il procuratore capo di Genova Francesco
Cozzi ha detto che «l’abbattimento dei monconi del ponte può avvenire nel tempo più rapido possibile, magari privilegiando la parte della strada lungo il greto del Polcevera» e che «i periti potranno dare modalità di demolizione del ponte per conservare la prova. Non blocchiamo nessuna demolizione. Anzi, per l'incidente probatorio potrebbe essere utile avere alcune parti di ponte già demolite da analizzare».

Dl Genova: soldi ricostruzione da Stato se Aspi ritarda
Da segnalare che nella bozza finale del decreto Genova è previsto che nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. «Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell'immediata attivazione del meccanismo di anticipazione, è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2019». Il Governo stanzia inoltre altri 20 milioni di risorse che verranno trasferite alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. Le risorse sono coperte con l'uso del Fondo per le emergenze nazionali.

Nel Dl no fondi per Terzo Valico. Rixi: verranno ripristinati
Non solo. Non compaiono più nella bozza del dl Genova i fondi per il Terzo Valico dei Giovi. Nella bozza finale, infatti, non c'è il comma 3 dell'articolo 16, che prevedeva di assegnare al sesto lotto del Terzo Valico 791 milioni di euro ad integrazione del finanziamento già disponibile. Ma il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, intervenuto a Effetto Giorno su Radio
24, ha assicurato che i fondi per il sesto lotto del Terzo Valico «sono stati già individuati e verranno ripristinati».

Ue: seguiremo sviluppi decreto, anche su appalto
«Non abbiamo ancora avuto l’opportunità di analizzare il decreto» su Genova in quanto non ancora formalmente pubblicato, ma «seguiremo ovviamente gli
sviluppi inclusa l'assegnazione del contratto» di ricostruzione del ponte. Così una portavoce della Commissione Ue. «Per il momento non ci sono incontri previsti specificatamente per discutere la ricostruzione» ma «siamo sempre in contatto con le autorità italiane e restiamo pienamente disponibili a
lavorare con loro per assicurare una ricostruzione puntuale».

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