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Decreto Genova, via all’esame alla Camera

di Vittorio Nuti


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(© Wojtek Buss)

3' di lettura

A poco più di 70 giorni dalla tregedia del ponte Morandi entra nel vivo alla Camera l’esame del decreto legge su Genova, licenziato dalle commissioni Ambiente e Trasporti dopo una lunga maratona notturna con molte modifiche rispetto al testo di partenza. Da questa mattina il Dl 109/2018 è all’attenzione dell’Aula: le opposizioni ripresenteranno gran parte dei loro emendamenti, ma il governo conta di chiudere in pochi giorni, passando al Senato già dalla prossima settimana. L'approdo in assemblea, secondo la Capigruppo di palazzo Madama, dovrebbe avvenire il 13 novembre.

Opposizioni all’attacco del condono a Ischia
L’opposizione preannuncia battaglia in particolare sul controverso articolo 25 per la “Definizione delle procedure di condono” delle case terremotate di Ischia. Nel suo intervento durante la discussione generale Rossella Muroni (LeU) ha provocatoriamente proposto alla maggioranza di approvare il Dl «in due ore», fino all’articolo 16 (il pacchetto di misure per Genova e la ricostruzione del Morandi), «e dal 16 all'ultimo articolo cancellate tutto». «In questo decreto avete infilato di tutto - ha continuato Muroni - e non è un caso, avete inserito temi controversi e scomodi per fare una sorta di ricatto morale: se vi opponete a questo, siete contro i cittadini di Genova». Duro anche l’intervento della deputata dem Chiara Braga, secondo cui il decreto Genova «segna la fine dell'età dell'innocenza del Movimento 5 Stelle, perché introduce il primo condono edilizio targato Cinque stelle». Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia) ha parlato invece di «una manina» che « ha inserito un maxi condono per Ischia» nel porovvedimento: « Una gran bella giravolta per il M5S che si è sempre fatto paladino di una presunta legalità, e che invece ancora una volta ci dimostra la sua doppia morale».

Controlli antimafia per la ricostruzione del “Morandi”
L'accelerazione è arrivata dopo il vertice politico a tre Di Maio-Salvini-Conte di sabato scorso che ha sciolto i nodi interni alla maggioranza, a partire dal condono edilizio (con qualche paletto) per le case abusive terremotate di Ischia. La sanatoria, tema di un emendamento dei relatori, Gianluca Rospi, M5s e Flavio Di Muro, Lega, è stata votata anche dal Carroccio, tornato sui suoi passi dopo il 'no' di una settimana fa. In extremis, nel provvedimento sono rientrate anche le normative per i controlli antimafia nell'ambito degli appalti per la ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi, come auspicato sia dal presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone e dal Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, che dalle opposizioni.

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Il Dl “lievita”: da 46 a 59 articoli
Nel passaggio in commissione il decreto legge è “cresciuto” di ben 13 articoli, passando dai 46 iniziali a 59, per le aggiunte e la riscrittura pressoché integrale di molti passaggi. Le misure per il sisma 2017 di Ischia per esempio sono state integrate da vincoli normativi sugli abusi edilizi “pendenti”. In particolare, si prevede che le pratiche presentate secondo la legge sul condono del 2003 debbano avere l'ok della Soprintendenza. Escluse inoltre sanatorie per gli abusi presentati da persone condannate per associazione mafiosa e contributi per la ricostruzione a chi abbia fatto aumenti di volumetria poi sanati. Divisa l’opposizone: Forza Italia si è astenuta, LeU e Pd si sono schierati nettamente contro.

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