VIA LIBERA DI MATTARELLA

Decreto Genova, via libera di Mattarella. Claudio Gemme commissario straordinario: «Lascio Fincantieri»

di Manuela Perrone

Decreto Genova, dallo Stato 360 milioni a garanzia del ponte


5' di lettura

Nel giorno della firma del decreto emergenze da parte del capo dello Stato, arriva anche il nome del commissario straordinario che dovrà essere nominato ufficialmente entro dieci giorni con un decreto del presidente del Consiglio: il governo è orientato a nominare il genovese Claudio Gemme, presidente e Ad di Fincantieri SI Spa (Sistemi Integrati), un passato in Finmeccanica e Ansaldo. Gemme ha a questo proposito annunciato che le dimissioni dal management di Fincantieri «sono già sul tavolo. Così quando arriverà la nomina saranno immediatamente esecutive».

La firma di Mattarella sul decreto
L’unica norma stralciata perché del tutto estranea per materia è quella introdotta in extremis sui requisiti e le incompatibilità dei commissari per le Regioni alle prese con i piani di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria. Ha invece resistito quella sulla gestione dei fanghi in agricoltura, cara alla Lombardia. Ridotto da 47 a 46 articoli, comunque lievitati rispetto ai 17 del testo entrato in Consiglio dei ministri lo scorso 13 settembre, il “decreto emergenze” ha superato il vaglio di costituzionalità dei tecnici del Quirinale e con la firma del presidente Sergio Mattarella viene finalmente promulgato. Il testo era arrivato giovedì mattina al Colle, ma il nella forma definitiva predisposta per la firma è arrivato al presidente alle 14.30 di oggi ed è stato firmato da Mattarella alle 17. Sono passati 46 giorni dal crollo del ponte sul Polcevera e Genova aspetta risposte.

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Il ruolo del commissario straordinario
Sarà il commissario, in base al provvedimento, a poter operare in deroga «a ogni disposizione di legge extrapenale, fatti salvi i vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all’Ue», e ad affidare i lavori a uno o più operatori economici con una procedura negoziata senza previa pubblicazione (ex articolo 32 della direttiva comunitaria 2014/24) «che non abbiano alcuna partecipazione diretta o indiretta in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali». È la pietra tombale su ogni eventuale partecipazione di Autostrade al consorzio che dovrà ricostruire il ponte, ma anche l’innesco per possibili ricorsi.

I costi della ricostruzione
La società controllata dalla famiglia Benetton e concessionaria della A10 viene chiamata in causa nel decreto soltanto come soggetto pagatore, tenuto a farsi carico dei costi per la realizzazione del nuovo viadotto in quanto «responsabile dell’evento». Dopo la faticosa interlocuzione con la Ragioneria generale dello Stato, a cui il provvedimento era stato trasmesso sostanzialmente privo di cifre su costi e coperture, è stato però inserito il “piano B”, ovvero il percorso che scatterebbe se Autostrade rifiutasse di versare le somme richieste dal commissario entro i 30 giorni previsti. I tecnici del Mef hanno chiesto e ottenuto che fosse prevista una garanzia pubblica, pari a 30 milioni di euro l’anno dal 2018 al 2029, a valere sul Fondo infrastrutture. Garanzia a copertura del meccanismo di anticipazione delle somme disegnato nel Dl: il commissario si dovrà infatti rivolgere a un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario alla data dell’evento, da remunerare a un tasso annuo non superiore a quello di riferimento della Bce maggiorato di tre punti percentuali. Per evitare impatti negativi sui saldi di finanza pubblica, si dispone il ricorso al Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente per 80 milioni nel primo triennio, 50 nel secondo e 30 per il 2024.

Il sostegno a imprese, enti locali e porto
Il resto delle misure contenute nel decreto vale 285 milioni di euro fino al 2022. Quasi tutte le cifre, nella versione finale, sono state ritoccate al ribasso. Vale per le assunzioni autorizzate negli enti locali (250 invece delle 500 previste nella prima bozza) come per il sostegno agli autotrasportatori (20 milioni per il 2018, senza più gli 80 milioni inizialmente previsti per il 2018 e il 2019). Alle imprese che hanno registrato un decremento del fatturato sarà garantito un ristoro del 100% fino a 200mila euro, con un limite massimo complessivo di 5 milioni. Alla Regione Liguria, per far fronte all’emergenza del trasporto pubblico locale, sono riconosciuti altri 500mila euro nel 2018 e 23 milioni per il 2019. Ulteriori 20 milioni sono destinati nel 2019 al rinnovo del parco mezzi. Assai controverso l’intervento per il porto di Genova: è stato sì autorizzato un prelievo aggiuntivo sull’Iva pari al 3%, nel limite di 30 milioni di euro annui, ma “sottratti” al Fondo destinato a tutti i porti. Il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha già assicurato l'impegno perché la norma sia rivista in Parlamento: l’iter per la conversione del Dl comincerà alla Camera lunedì 22 ottobre.

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Le altre misure per la sicurezza delle infrastrutture
Se sono stati cancellati dal decreto i 791 milioni di finanziamenti aggiuntivi per il sesto lotto del Terzo Valico, in attesa dei risultati dell’analisi costi-benefici sulle grandi opere avviata dal Mit attesi per fine ottobre, una parte rilevante del provvedimento è dedicata a interventi per migliorare il controllo sulle infrastrutture del Paese: vanno in questa direzione l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (avrà la sede centrale al Mit e potrà contare su un organico di 122 unità più 8 posizioni di livello dirigenziale non generale), la creazione di un archivio informatico nazionale delle opere pubbliche e la sperimentazione di un sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza di strade e autostrade, ma anche il via libera all'assunzione di 110 persone al ministero dei Trasporti, tecnici per il 70%. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del testo sarà istituita su proposta del segretario del Cipe la cabina di regia “Strategia Italia” per verificare lo stato di attuazione dei piani e dei programmi di investimento infrastrutturale e degli interventi connessi a fattori di rischio per il territorio.

Terremoti, mutui agevolati e Cigs
Il provvedimento interviene anche sulle aree del Paese colpite da terremoti. Per Ischia, dove arriverà un commissario straordinario, si stabiliscono aiuti per la ricostruzione delle case, vincolati all'accoglimento delle richieste di condono edilizio. Per il centro Italia è prorogato lo stato di emergenza. E ancora: nel decreto, nonostante la contrarietà del Mef, è rimasto l'articolo che consente ai beneficiari di mutui agevolati previsti da vecchie norme per l'autoimprenditorialità e le nuove imprese del Mezzogiorno di godere della sospensione di 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate con scadenza fino al 30 giugno 2018 e di allungare la durata dei piani di ammortamento fino a dicembre 2026, anche se Invitalia avesse già risolto i contratti per morosità. Confermato, infine, il ripristino della cassa integrazione per cessazione di attività per gli anni 2019 e 2020, che può essere autorizzato per un massimo di 12 mesi complessivi.

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