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Decreto Rave, scatta la «ghigliottina»: via libera definitivo al testo. «No vax», reintegro dei medici e rinvio multe

Il decreto è profondamente inviso alle opposizioni in particolare per tre misure: l’introduzione nell’ordinamento del reato di “Rave party”, una deroga sull’obbligo vaccinale con il reintegro anticipato nel posto di lavoro dei medici no-vax e la cancellazione dei reati contro la Pa dall’elenco di quelli ostativi

Articolo aggiornato il 30 dicembre, ore 20:00

Rave, Meloni: "Per chi agisce nell'illegalità è finita"

3' di lettura

Via libera definitivo alla conversione del decreto legge Rave. Visto l’ostruzionismo dell’opposizione, il presidente della Camera, riunita la conferenza dei capigruppo, ha deciso di far scattare la “ghigliottina” che blocca la discussione e porta subito al voto. Il testo è stato approvato con 183 sì, 116 i no, un astenuto. L'ostruzionismo dell’opposizione rischiava di far slittare il voto: il decreto va convertito entro oggi, 30 dicembre. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 dicembre (legge 199/2022).

Tra i deputati di Fi 13 assenti (solo 4 in missione)

Sono stati 73 i deputati che non hanno partecipato alla votazione finale. Dai tabulati emergono 10 assenti su 21 del Terzo Polo (due erano in missione), 6 su 108 di Fdi ( in missione), 13 su 44 di Fi (4 in missione), 9 su 65 della Lega (tutti i 9 assenti in missione), 12 su 52 nel M5S, 2 su nome di Noi Moderati (uno in missione), 16 su 69 del Pd (uno in missione) e cinque su nove del Misto. Avs il gruppo più presente: hanno votato tutti i suoi 12 deputati.

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Dl rave: Meloni, segnale contro chi viola la legge

In occasione della conferenza stampa di fine anno, la premier Giorgia Meloni è intervenuta sul braccio di ferro tra maggioranza e opposizione sul provvedimento: «Le risulta che la maggioranza, per ridare centralità del parlamento, abbia deciso di non convertire un suo decreto? Da tempo arriva gente da tutta Europa a organizzare raduni illegali con violenze, droghe, perchè si divertono. Ci chiediamo perchè da noi e non in Francia o in Spagna? Perchè noi lo consentiamo». «Per me non - ha aggiunto - è secondario: è il segnale che mi interessa dare. È finita l’Italia che si accanisce con chi rispetta le regole e fa finta di non vedere chi le viola. Norme giusta ed era necessario dare un segnale. Poi c’è il covid e l’ergastolo ostativo».

L’opposizione: «Una frittura mista»

Il provvedimento, su cui si è aperta una guerriglia parlamentare (già approvato tra mille polemiche il 13 dicembre al Senato) è stato definito da Toni Ricciardi del Pd una «frittura mista, un decreto emanato esclusivamente per ragioni propagandistiche e identitarie che dimostra un’assenza completa e totale di un’idea qualsiasi di come governare questo Paese».

Fontana,serve buona volontà per evitare ghigliottina

Intervenuto in aula, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha annunciato: «Chiamerò il ministro Ciriani per chiedergli delucidazioni. Immagino che riusciremo a intenderci». Il responsabile per i Rapporti con il Parlamento aveva espresso l’intenzione di adottare la ghigliottina. «Sono reduce dalla conferenza dei capigruppo - aveva detto - e tutti i tentativi di trovare una mediazione sono falliti. L’opposizione intende andare avanti allo scontro, in maniera irragionevole secondo me, quindi per forza di cose dovremo ricorrere a questo strumento».

Il decreto è profondamente inviso alle opposizioni in particolare per tre misure: l’introduzione nell’ordinamento del reato di “Rave party”, una deroga sull’obbligo vaccinale con il reintegro anticipato nel posto di lavoro dei medici no-vax e la cancellazione dei reati contro la Pa dall’elenco di quelli ostativi.

La stretta anti-raduni

La norma anti-Rave, riscritta al Senato dal governo sulla base degli emendamenti presentati dalla presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno e dal senatore di FI Pierantonio Zanettin, introduce il nuovo articolo del codice penale, il 633-bis, che punisce con il carcere da 3 a 6 anni chi organizza mega-raduni musicali su terreni altrui, in cui si faccia anche uso di sostanze stupefacenti. Per i partecipanti varrà sempre l’articolo 633 che parla di invasione di terreni ed edifici.

Medici no vax, fine anticipata dell’obbligo vaccinale

Il decreto ha anticipato dal 31 dicembre al 2 novembre il termine dell’obbligo vaccinale anti-Covid per i lavoratori dei settori sanitario, sociosanitario e socioassistenziale. Le uniche categorie per le quali l’obbligo era ancora in vigore.

Chi non ha rispettato l'obbligo è stato sospeso dall'esercizio della professione con il divieto di svolgimento dell'attività lavorativa e ha ricevuto una multa da cento euro. Erano esentati i soggetti con controindicazioni cliniche alla vaccinazione. Con il decreto viene così reintegrato in servizio il personale sanitario No-Vax e si rinvia il pagamento delle multe per chi ha detto di no al vaccino anti-Covid.

Per questa misura la capogruppo di Forza Italia al Senato Licia Ronzulli non ha votato il testo.

Tajani: no a contraddizioni tra dl rave e circolari Schillaci

Tra decreto rave, la circolare di Schillaci e l’ordinanza sui tamponi negli aeroporti «non c’è contraddizione, sono due vicende diverse e separate. La vicenda di oggi riguarda quello che sta accadendo in Cina mentre il rientro dei medici in corsia con qualche settimana di anticipo riguarda vicende pregresse. L’Italia si muove correttamente per tutelare la salute dei cittadini»: lo ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani (Fi), dopo il voto a Montecitorio sul decreto rave.

Via i reati contro Pa tra quelli «ostativi»

L’altra misura che fa insorgere l’opposizione è quella che elimina i reati contro la Pubblica Amministrazione dall’elenco dei reati ostativi, quelli per i quali non sono previsti i benefici penitenziari. Vanificando così quella che nella precedente legislatura era stata chiamata dai pentastellati la “legge Spazzacorrotti”.

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