la stima nella relazione tecnica

Decreto rilancio, prevista la regolarizzazione di 220mila migranti

Potrebbero essere 176 mila le domande presentate dal datore di lavoro per favorire l’emersione del lavoro nero e 44 mila quelle attivate da cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto. Le entrate nelle casse dello Stato stimate in base ai contributi previsti dalla regolarizzazione ammontano a 94 milioni

di Andrea Gagliardi

Regolarizzazioni, Costa: "Intesa non e' sanatoria. Nessuno salvi i caporali"

Potrebbero essere 176 mila le domande presentate dal datore di lavoro per favorire l’emersione del lavoro nero e 44 mila quelle attivate da cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto. Le entrate nelle casse dello Stato stimate in base ai contributi previsti dalla regolarizzazione ammontano a 94 milioni


2' di lettura

Il numero di domande di regolarizzazione di lavoratori stranieri (braccianti, badanti e colf) potrebbe attestarsi a quota 220 mila. È la stima contenuta nella relazione tecnica del decreto rilancio, secondo cui potrebbero essere 176 mila le domande presentate dal datore di lavoro per favorire l’emersione del lavoro nero e 44 mila quelle attivate da cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto. La Relazione precisa che la stima «è ipotetica» in quanto si tratta di persone irregolari.

Entrate da 94 milioni nelle casse dello Stato

Va aggiunto che è prevista un’entrata nelle casse dello Stato di 94 milioni dovuta ai contributi fissati dalla norma: 500 euro a carico del datore di lavoro per ogni lavoratore regolarizzato, «a copertura degli oneri connessi alla procedura di emersione»; e 130 euro a carico del lavoratore straniero con permesso scaduto. In più è fissato un forfait da parte del datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, che andrà determinato successivamente.

Il doppio binario della sanatoria
Ci sarà tempo dal 1° giugno al 15 luglio 2020 per presentare istanza di regolarizzazione. La sanatoria - valida per tre macrosettori: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura; assistenza alla persona; lavoro domestico - prevede un doppio binario. Da un lato i datori di lavoro possono assumere un cittadino straniero presente sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo o dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, in corso di svolgimento, con cittadini italiani o stranieri. Il secondo canale viene attivato dal cittadino straniero, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, che può presentare domanda per un permesso temporaneo per la ricerca di lavoro della durata di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro in caso di assunzione, dimostrando di aver svolto attività nei settori interessati dalla norma (agricoltura, assistenza alla persona e lavoro domestico). Il primo procedimento si incardina presso l’Inps per i cittadini italiani e i cittadini di uno Stato membro UE, presso lo sportello unico dell'immigrazione, per i lavoratori stranieri. Il secondo procedimento si svolge presso le Questure.

La platea ipotetica dei beneficiari della regolarizzazione
Nello stimare la platea «ipotetica» dei beneficiari, nella relazione tecnica si legge che l’esperienza pluridecennale delle precedenti sanatorie (a partire dal 2000, previste con D.L. 195/2002, D.L. 78/2009 e D.L.vo 109/2012) «non consente di effettuare confronti omogenei poiché i requisiti, di volta in volta previsti, afferivano a differenti tipologie di cittadini stranieri e/o di rapporti di lavoro considerati per l'emersione». Viene inoltre segnalato che da quelle esperienze applicative «è possibile rilevare come il numero complessivo delle domande presentate per tali procedimenti è sempre risultato notevolmente inferiore a quello dei destinatari potenziali». Al numero di 220 mila domande si arriva facendo riferimento alla media delle richieste presentate nel 2009 (295.130 domande) e nel 2012 (134.772 domande).

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