DOPO Il via libera del governo

Decreto Ristori, stop alle tasse per 5-6 miliardi e nuove proroghe fiscali

Tensione nella notte sulle cifre, misure per 10 miliardi. Nel Ristori ter (1,95 miliardi) sussidi estesi alle nuove zone rosse e buoni spesa dei Comuni. Nel Dl quater stop fiscali, Rem e stagionali

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Manovra da 38 miliardi e Decreto ristori ter per le aree rosse

Tensione nella notte sulle cifre, misure per 10 miliardi. Nel Ristori ter (1,95 miliardi) sussidi estesi alle nuove zone rosse e buoni spesa dei Comuni. Nel Dl quater stop fiscali, Rem e stagionali


3' di lettura

È andata avanti fino a notte l’ennesima tornata di calcoli per far partire i nuovi aiuti all’economia colpita dalla crisi del Coronavirus. Il consiglio dei ministri, convocato inizialmente per la mattinata di venerdì 20 novembre, si è poi sdoppiato facendo slittare di ora in ora la riunione decisiva sui conti per l’ormai consueta battaglia sulle cifre fra il ministero dell’Economia, chiamato a trovare la sistemazione contabile delle misure, e le richieste dei partiti della maggioranza, in continua crescita fino a sforare il plafond.

Raffica di decreti legge

Tirate all’estremo le classiche «pieghe del bilancio», si è lavorato su un’ipotesi complessiva vicino agli 8 miliardi. I primi 1,95 riguardano il decreto Ristori-ter, sul tavolo del consiglio dei ministri per costruire il fondo necessario all’estensione automatica degli aiuti per 1,45 miliardi alle zone diventate rosse o arancioni dopo il Dpcm del 3 novembre e per replicare con altri 400 milioni i buoni spesa comunali della «solidarietà alimentare» e 100 milioni per l’acquisto di farmaci anti-Covid.

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Tra i codici Ateco destinatari del ristoro doppio in zona rossa entra il 47.72.10 del commercio al dettaglio di calzature e accessori.

Gli altri 8 miliardi sono frutto delle entrate extra rispetto alle previsioni prodotte in particolare dal rimbalzo dell’economia fra luglio e settembre, quando la pandemia ha dato una breve tregua al Paese, a cui si aggiungerebbe una piccola quota di deficit. Per utilizzare queste somme, che altrimenti sarebbero state disponibili solo a consuntivo dopo la fine del 2020, si è reso necessario il nuovo «scostamento senza deficit», che non porta l’indebitamento netto di quest’anno sopra il 10,8% indicato nell’ultimo programma di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles.

Tempi strettissimi

Proprio questo secondo capitolo degli stanziamenti è stato al centro della nuova battaglia. Che proseguirà nei prossimi giorni per definire l’articolazione delle nuove misure. Perché lo scostamento serve a finanziare il Ristori-quater, atteso la prossima settimana per bloccare gli acconti fiscali del 30 novembre e i pagamenti di tasse e contributi di dicembre e per introdurre nuove misure di aiuto. Oltre ai conti, anche i tempi sono strettissimi. Perché lo scostamento sarà votato da Camera e Senato il 26 novembre, giovedì prossimo, e il Ristori-quater potrà andare in consiglio dei ministri solo nelle ore successive, venerdì 27 novembre al massimo, per fermare in extremis gli acconti in scadenza il lunedì successivo, con il rischio concreto che molti ordini di pagamento siano già stati lavorati e inviati prima dell’entrata in vigore dello stop.

Fisco in primo piano

Il fisco sarà in ogni caso il cuore di quel provvedimento. Perché i calcoli condotti nelle scorse ore dai tecnici dell’Economia indicano in circa 4-5 miliardi il valore delle entrate che verrebbero a mancare con il rinvio di acconti Irpef e Irap e di Iva e ritenute a carico delle imprese fino a 50 milioni di fatturato con una perdita di almeno il 33 per cento. Che dovrebbero vedersi sospendere anche i pagamenti dei contributi su dicembre. Un altro miliardo di mancati incassi sarebbe prodotto dalla proroga dei pagamenti legati alla rottamazione delle cartelle e al saldo e stralcio.

Sempre in fatto di calendario fiscale, ma questa volta senza costi, c’è sul tavolo anche il decreto di Palazzo Chigi, che va proposto dal Mef, per il mini-rinvio dal 30 novembre al 10 dicembre del termine di presentazione delle dichiarazioni. A completare l’elenco dei rinvii potrebbero intervenire nuove proroghe della sospensione di aste e pignoramenti immobiliari fino al 30 giugno, chieste dai Cinque Stelle come emendamenti ai Dl Ristori ora all’esame del Senato.

Accanto agli aiuti fiscali, il nuovo piano di interventi in costruzione per il Ristori-quater contempla anche la replica di una serie di misure di sostegno per le fasce più deboli. Circa 700 milioni sarebbero destinati al rinnovo per dicembre dell’indennità straordinaria riservata ai lavoratori stagionali e a quelli dello sport. Dicembre dovrebbe poi vedere un’ulteriore erogazione del reddito di emergenza, caro ai Cinque Stelle, e un’altra replica del bonus baby sitter.

Ma resta fitto il traffico delle norme che premono per salire sul nuovo treno, che potrebbe rivelarsi utile anche per ripescare alcuni degli articoli stralciati dal Ddl di bilancio.

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