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Decreto semplificazioni firmato da Mattarella, in serata in Gazzetta

Il decreto era stato approvato lo scorso 7 luglio «salvo intese» dopo un Cdm fiume durato oltre sei ore. Dovrà essere convertito in legge per metà settembre, con in mezzo il “buco” della pausa estiva.

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(ANSA)

Il decreto era stato approvato lo scorso 7 luglio «salvo intese» dopo un Cdm fiume durato oltre sei ore. Dovrà essere convertito in legge per metà settembre, con in mezzo il “buco” della pausa estiva.


2' di lettura

Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto semplificazioni, che questa sera sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il decreto era stato approvato lo scorso 7 luglio «salvo intese» dopo un Cdm fiume durato oltre sei ore. Dovrà essere convertito in legge per metà settembre, con in mezzo il “buco” della pausa estiva.

Poteri straordinari di emergenza

Sono previsti poteri straordinari di emergenza assegnati direttamente alle stazioni appaltanti per affidamenti di lavori, forniture e servizi professionali (fra cui la progettazione). Varranno in tutti i casi in cui la realizzazione è necessaria per far fronte agli effetti negativi dell'emergenza sanitaria ed economica.

Opere affidate ai commissari tramite Dpcm

Servirà un Dpcm per individuare le opere che saranno affidati a commissari, che non saranno «modello Genova» ma modello sblocca cantieri, con poteri più limitati (anche se rafforzati dal decreto legge). Saranno pochi, una trentina, come chiedeva il Pd, non alcune centinaia, con poteri a 360°.

L'affidamento senza bando di gara

È consentito l’affidamento delle opere fino a 5 milioni di euro con una procedura negoziata senza bando di gara. Le imprese da invitare dovranno essere almeno cinque per opere fino a 350mila euro, dieci per opere fino a un milione di euro, quindici fino a 5 milioni di euro. Sotto i 150mila euro possibili gli affidamenti diretti. Comunque si dovrà seguire un criterio di turnazione e rotazione.

La riforma dell'abuso d'ufficio

Due pietre miliari del decreto legge sono la riforma dell'abuso d'ufficio e quella della responsabilità erariale. Nel primo caso vengono circoscritti i casi perseguibili perché si esce da una indicazione generica di mancato rispetto della legge per una indicazione più puntuale di comportamenti che vengono perseguiti fuori della sfera di discrezionalità del funzionario pubblico. Per la responsabilità erariale la colpa grave sarà perseguita solo nei casi di omissione di un'azione mentre non lo sarà per i casi di azione, dove resta perseguibile solo il dolo.

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