oggi nuovo vertice

Decreto semplificazioni, stralciate le norme su condono edilizio e assunzioni Pa

L'orientamento emerso nel vertice di maggioranza a Palazzo Chigi con Conte

Conte: ora reinventiamo l'Italia. E si valuta il taglio dell'Iva

L'orientamento emerso nel vertice di maggioranza a Palazzo Chigi con Conte


2' di lettura

La maggioranza stralcia la norma sui condoni edilizi inserita nella bozza del decreto semplificazioni. «C’è questo orientamento», spiegano fonti della maggioranza mentre il vertice di governo e maggioranza a Palazzo Chigi è stato aggiornato alle 12 di mercoledì 1 luglio.

Stralciata la sanatoria

Salta dunque la norma che prevedeva la regolarizzazione amministrativa di pratiche ancora aperte di abusi condonati e l’abolizione del principio della doppia conformità. La norma puntava a mantenere la sola conformità alle regole attuali (non anche a quelle dell’epoca in cui l’edificio era stato realizzato). Nella maggioranza hanno però prevalso i timori di Pd, Italia Viva, Leu e del ministro M5s dell’Ambiente Costa. L’intervento fra l’altro non prometteva neppure di essere rilevante in termini di incassi per lo Stato. Per questo alla fine se ne è deciso lo stralcio.

La norma per le assunzioni nella Pa

Le assunzioni nella Pa
Stralciata dal dl semplificazioni anche una norma che riguardava - snellendo le procedure - le assunzioni nella Pubblica Amministrazione. Le la norme stralciate riguardavano, in particolare, il Mibact e gli incarichi dirigenziali a termine a chiamata diretta, disciplinati dall'articolo 6 della bozza del provvedimento.

Le gare per le opere pubbliche

Le novità principali del provvedimento restano quindi quelle che puntano a velocizzare le opere pubbliche saltando la gara per gli importi fino a cinque milioni e prevedono in generale una serie di deroghe anche alle normative ambientali e a quelle dei certificati anti-mafia. Il modello è quello che ha permesso la costruzione del Ponte di Genova ma su questi aspetti restano ancora dubbi da sciogliere. Da qui il nuovo vertice necessario prima che il decreto arrivi in Consiglio dei ministri.

Come cambiano le regole sugli appalti

Sul versante degli appalti sono previste due modalità di affidamento fino alla soglia Ue: affidamento diretto per importi fino a 150mila euro (attualmente il limite è a 40mila euro) e affidamento con procedura negoziata (a trattativa privata) senza bando, con consultazione di almeno cinque operatori per importi fino a 5,35 milioni di euro. Per tutti i contratti superiori alla soglia comunitaria oppure per «specifiche opere di rilevanza nazionale», fino al 31 luglio 2021 si applicherebbero la procedura ristretta a inviti, la procedura competitiva con negoziazione o la procedura negoziata con termini ridotti. Al governo resterebbe il compito di definire con un Dpcm una lista di opere di rilevanza nazionale, legate al superamento dell’emergenza Covid.

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