al senato

Decreto sicurezza, su che cosa danno battaglia i “non ortodossi” del M5S

di Nicola Barone


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Gregorio De Falco (M5S)

2' di lettura

Si capirà da oggi e ancora nei prossimi giorni quali conseguenze, interne ed esterne, produrrà in concreto la guerriglia dei cosiddetti nuovi dissidenti sulle misure per la sicurezza volute da Matteo Salvini. Raccolta intorno a Luigi Di Maio la componente quasi totalitaria del M5S, di ispirazione governista, non appare troppo sedotta dalla battaglia dei senatori riottosi. Dopo essersi mosso in commissione con propri emendamenti al decreto, il gruppetto composto da Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Matteo Mantero ha detto apertamente di voler andare fino in fondo. Ma ora che la fiducia viene data per scontata il punto è capire quanti pentastellati vorranno davvero interrompere la navigazione di comune accordo con l’alleato leghista disturbando il capo-manovratore.

Sul testo il cui primo via libera potrebbe arrivare entro giovedì a fare da guardiano attento è il vicepremier guida del Carroccio, intenzionato a seguire in presa diretta i lavori già dal pomeriggio di domani. Sul caso già la scorsa settimana ha fatto registrare all’interno dei Cinque Stelle nervi a fil di pelle al punto che è affiorata la minaccia“espulsioni” in caso di comportamenti non allineati. Non tanto tuttavia da smuovere dalla propria posizione il comandante De Falco, anima dei contrari «in nome della Costituzione», sfociata in ben tre subemendamenti all’articolato dell'esecutivo. Uno in particolare, sottoscritto anche da Elena Fattori, Paola Nugnes, Matteo Mantero, rilancia con chiarezza il ruolo decisivo dell'Onu nella definizione dei Paesi sicuri, quelli da cui, nei piani dei proponenti, non possono arrivare migranti con il diritto di ottenere asilo nel nostro Paese. Secondo il subemendamento invece il parere dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) sulla lista dei Paesi sicuri deve essere «obbligatorio e, se sfavorevole vincolante».

Nel mirino dei critici figurano poi l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e la stretta sugli Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo. Su questo all'unanimità la commissione dell'Anci chiederà al ministro Salvini e nel corso delle audizioni delle modifiche, visto che quel sistema era riuscito a distribuire «in maniera uniforme sul territorio nazionale la presenza degli immigrati» evitando così «forti concentrazioni in alcuni Comuni d'Italia» cuasa di tensioni sociali.

Al momento il senatore De Falco sarebbe dell’idea di votare («se me ne daranno modo») un emendamento soppressivo dell'articolo che prevede il superamento degli Sprar di Luigi Vitali di Fi, e poi alcune correzioni avanzate da Loredana De Petris di Leu e di Francesco Verducci del Pd. Sul rischio che i dissidenti possano essere effettivamente allontanati molti minimizzano ma restano i malumori rispetto alla conduzione del gioco nel Movimento. «Senza la fiducia avrei votato contro il provvedimento, che credo finirà per produrre più irregolari. Ma siccome mi aspetto che questo Governo farà in futuro cose buone, nel momento della fiducia uscirò dall'Aula. Ma posso assicurare che tutti i miei colleghi, nel merito di questa legge, la pensano come me», annota Paola Nugnes.

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