verso il voto

Decreto Sud, due mesi in più per sfruttare gli incentivi di Industria 4.0

di Marzio Bartoloni

(ANSA)

3' di lettura

Il decreto Sud si prepara al voto già da lunedì in commissione Bilancio al Senato. E tra i 250 emendamenti selezionati dai gruppi c'è anche un pacchetto di proposte di modifica del Governo e dei relatori che tra le altre cose fa guadagnare altri due mesi di vita al bonus per ammortizzare al 250%il costo di acquisto di beni ad alta tecnologia che rientrano nel piano «Industria 4.0 ». Il termine del 31 luglio 2018 viene infatti spostato al 30 settembre 2018. Le altre possibili modifiche riguardano l'Ilva, Bagnoli, alcune misure per le infrastrutture e incentivi per i Comuni che ospitano i migranti. In pista anche 100 milioni per le Province. Durante l'esame potrebbero infine arrivare altri emendamenti che riguardano le misure più importanti del decreto: dall'ampliamento delle Zes, le Zone economiche speciali, al rafforzamento dell'incentivo “resto al Sud” per i giovani imprenditori.

Bonus Industria 4.0 fin a settembre 2018
Con un emendamento dal Governo (identico ad un emendamento già depositato da Giorgio Santini, Pd) si prevede come detto a una mini-proroga della scadenza per la consegna dei beni per l'iper-ammortamento. Si tratta in sostanza dello spostamento dal 31 luglio al 30 settembre 2018 del termine per effettuare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico a patto che entro la fine di quest'anno sia stato corrisposto almeno il 20% a titolo di acconto. Nella relazione di accompagnamento si spiega l'allungamento dei tempi con la complessità di realizzazione dei beni interessati cui si aggiungono lunghi tempi di consegna che «possono risultare ulteriormente aggravati dai possibili rallentamenti legati al normale calo della produzione nel periodo estivo».

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Le altre misure in arrivo
Tra le proposte dell'Esecutivo rientra una misura per l'Ilva finalizzata, come spiegato in Commissione dal ministro per il Sud Claudio De Vincenti, a “consentire l'impiego degli ulteriori 90 milioni di euro messi a disposizione da una recente sentenza per il risanamento ambientale di Cornigliano. La proposta del Governo su Bagnoli, come spiegato sempre dal ministro, prevede che “i terreni in capo alla Società Bagnoli Futura, attualmente in procedura fallimentare, siano rilevati da Invitalia, al prezzo definito dall'Agenzia del Demanio, con risorse raccolte sul mercato mediante l'emissione di titoli”. Nel settore infrastrutturale con un altro emendamento si prevede un contributo alla società Strada dei Parchi di 50 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025 per la messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25.

Le proposte dei relatori
Diverse le proposte in arrivo dai relatori, Salvatore Tomaselli (Pd) e Simona Vicari (Ap). Viene previsto in particolare il ricorso da parte del Comune di Matera a un Contratto istituzionale di sviluppo, con Invitalia come soggetto attuatore, per la realizzazione degli interventi legati alla designazione di “Città della Cultura 2019”. Viene poi prevista una modifica per l'impiego dei 150 milioni per il 2018 che lo Stato mette a disposizione dei Comuni che accolgono migranti per “sganciarli” dalla destinazione specifica ai servizi e alle attività strettamente funzionali all'accoglienza e all'integrazione configurandoli invece, come si legge nella relazione di accompagnamento, come “ristoro-premio” da «utilizzare senza vincolo di destinazione». Sempre da parte dei relatori potrebbero arrivare infine novità sullo snellimento delle procedure per l'edilizia scolastica e, come riferito da De Vincenti, anche una riformulazione dei numerosi emendamenti presentati sul sisma che ha colpito lo scorso anno il Centro-Italia.

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