Caro energia

Decreto taglia prezzi, verso sconto di 15-20 centesimi al litro alla pompa per benzina e gasolio

Nel pacchetto di misure sul tavolo del Consiglio dei ministri convocato venerdì 18 marzo anche un intervento per le bollette delle famiglie a basso reddito

Articolo aggiornato il 18 marzo 2022 alle ore 9,15

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2' di lettura

Arriverà dal Consiglio dei ministri in programma oggi - venerdì 18 marzo alle ore 18 - un primo pacchetto di misure per arginare rincari dei prezzi, dalla benzina alle bollette, per aiutare le famiglie e le imprese a fronteggiare l’impatto economico del conflitto scatenato in Ucraina dalla Russia.

Taglio del prezzo di benzina e diesel

Al Mef e al Mite si lavora fino all’ultimo all’intervento da mettere in campo che ha come punto fermo il taglio del prezzo della benzina e del diesel: l’ipotesi è quella di uno sconto di 15-20 centesimi a litro alla pompa, sia per la benzina che per il gasolio, della durata due mesi. Un intervento in linea con quanto fatto in Francia e con quel che si appresta a fare la Germania alle prese con la stessa emergenza.

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Dal governo no allo scostamento di bilancio

La “sforbiciata” sarà finanziata dall’extra gettito Iva garantito dai primi mesi del 2022 dal rialzo dei prezzi. Ulteriori risorse verrebbeo dagli extraprofitti delle imprese di alcuni settori interessati. Senza mettere le mani nelle casse dello Stato aprendo a nuovi scostamenti di bilancio, ipotesi che vede in pressing i partiti ma il premier Mario Draghi ha escluso rispondendo allle domande nella conferenza stampa di giovedì 17 marzo. Dall’entità del prelievo sugli extra-profitti deriverà il volume di aiuti per le bollette per le famiglie a basso reddito e per le imprese.

Le posizioni dei partiti

Mentre continua il martellamento dei partiti che chiedono di tagliare in modo corposo i prezzi dei rifornimenti alla pompa. Il Pd propone di scendere “sotto i 2 euro al litro”, ben più quindi del taglio da 15 centesimi che si ipotizza in queste ore. Nel pacchetto elaborato dai dem, che vale però «dai 3 ai 4 miliardi di euro a trimestre», Antonio Misiani inserisce anche l’assegno energia lanciato dal segretario Enrico Letta, spiegando che si tratterebbe di fatto di ampliare la portata dell’attuale bonus sociale alzando il tetto Isee a 20mila euro. «Si passerebbe così da 2,5 milioni a 12 milioni di famiglie aiutate». Matteo Renzi sollecita invece il premier a un nuovo “Whatever it takes” ma energetico, per fissare «un tetto al prezzo del gas e della benzina perché altrimenti salta la fiducia degli italiani e si torna alla recessione nera energetico».

Verso un fondo ad hoc per i ristori

In bilico le misure di ristoro per le imprese più esposte. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha chiesto con forza di dare subito ossigeno alle attività che altrimenti vedono a rischio la loro stessa sopravvivenza, e propone di rifinanziare con un miliardo di euro il Fondo di garanzia per le Pmi e di creare un fondo ad hoc, con 800 milioni di euro, per i ristori. Il ministro leghista è stato chiamato alle riunioni - un’ultima fino a tarda sera anche giovedì 17 marzo a Palazzo Chigi, coordinata dal sottosegretario Roberto Garofoli - insieme al titolare della Transizione ecologica e al ministro dell’Economia. A Daniele Franco spetta il compito di reperire subito fonti di finanziamento, in attesa di Bruxelles e di ridefinire l’intero quadro macroeconomico con il Def, che sarà anticipato quasi sicuramente a fine mese.

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