L’azienda di Ariccia (roma)

Dedem, dalle fototessere alla realtà virtuale

Acquistato il 10% della spagnola Simfor, attiva nelle tecnologie di simulazione

di Andrea Marini

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Fototessere. Il business di Dedem

Acquistato il 10% della spagnola Simfor, attiva nelle tecnologie di simulazione


2' di lettura

Il Gruppo Dedem, spa 100% italiana di Ariccia (provincia di Roma), a poche settimane dalla fine del lockdown e dalla ripresa (quasi) normale dell’attività, ha deciso di proseguire il processo di espansione nonostante la crisi economica del Covid 19: ha perfezionato l’acquisizione del 10% di quote di Simfor S.L., società spagnola specializzata nello sviluppo di tecnologie di simulazione e realtà virtuale per la formazione dei conducenti di moto, auto e mezzi pesanti (tir e autobus).

Dedem, società nata nel 1962 e diventata famosa per la produzione di macchine automatiche per fototessere presenti agli angoli di molte strade d’Italia, ha poi diversificato il suo business nel leisure (come parchi giochi e aree divertimento) fino alla stampa 3D.

Dopo tre anni di attento studio del settore come distributore esclusivo di un marchio di simulatori di guida, il Gruppo Dedem ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, legandosi a una piccola eccellenza spagnola. Da questa realtà, la più antica nel settore in Spagna, l’azienda italiana potrà acquisire uno strategico know how, essendo il Paese iberico uno di quelli europei in cui il comparto è più sviluppato, sia dal punto di vista delle conoscenze tecniche che da quello normativo che, in Ue e nel mondo, va verso un sempre maggiore utilizzo dei simulatori di guida per formare e aggiornare le varie categorie di conducenti, professionisti e non: le industrie identificate come potenziali clienti delle soluzioni di simulazione legate al trasporto sono aerospaziale e difesa, nautica, chimica, alimentare e bevande, metallurgia, industria mineraria, legno, petrolchimica, energia e energie rinnovabili, acqua, rifiuti e medicina.

L’azienda romana, che nel 2019 ha fatturato 80 milioni di euro e ha 500 dipendenti, ha subito l’impatto del Covid-19, ma ora conta di recuperare il terreno perduto. «La differenziazione, l’innovazione e la filiera corta di produzione, parole d’ordine su cui il Gruppo Dedem punta con convinzione, ci hanno abbastanza protetto dalla tempesta Covid, che pure ha colpito anche la nostra azienda» spiega Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo Dedem.

«La contrazione del fatturato, che è arrivata fino al 15-20% in alcuni settori del Gruppo, – prosegue Rizzi – non ne ha infatti scalfito altri comparti, come quelli di stampa 3D e di tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Questo ci ha consentito di reggere il colpo, mantenendo l’intero organico lavorativo. Ora speriamo che nei prossimi mesi possa consolidarsi un totale ritorno alla normalità e una ripartenza frizzante».

I locali per il divertimento delle famiglie di Dedem, aggiunge in particolare Rizzi, «hanno vissuto un periodo difficile, siamo però certi che il valore aggiunto dell’incontro reale, sempre prezioso ma imprescindibile per quanto riguarda le esperienze del cibo e del gioco tra piccoli, lasciata alle spalle l’emergenza, avrà sempre la meglio sul virtuale e anche il settore amusement ripartirà con forza. È proprio questa fiducia nel futuro che ci ha spinto a non retrocedere – conclude l’amministratore delegato del Gruppo Dedem – ma ad avanzare, investendo sulla simulazione, un settore dove c’è molto da conquistare, e sulla tecnologia 3D, ambito nel quale stiamo per lanciare una nuova stampante a marchio Dedem, orgogliosamente made in Italy».

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