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Audizioni Def, dubbi sulle coperture dalla lotta all’evasione

Per Via Nazionale il taglio del cuneo può accrescere la competitività delle imprese, i redditi reali e quindi i consumi delle famiglie. Istat: persistono livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche

di Nicola Barone

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Per Via Nazionale il taglio del cuneo può accrescere la competitività delle imprese, i redditi reali e quindi i consumi delle famiglie. Istat: persistono livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche


4' di lettura

Per raggiungere l'obiettivo di bilancio il prossimo anno il governo ha indicato alcuni precisi ambiti di copertura, in gran parte sul fronte della lotta all'evasione. Ma in Parlamento viene messa in dubbio da tutti gli organismi auditi la piena sostenibilità dell'operazione. «Una quantificazione precisa è ardua» dice il vicedirettore generale di Bankitalia Luigi Federico Signorini, ascoltato dalle commissioni Bilancio di Senato e Camera sulla Nadef. Aggiungendo che «al fine di assicurare il rispetto dell'obiettivo, è auspicabile che siano definiti momenti di monitoraggio dei conti in corso d'anno e pronti meccanismi correttivi in caso di scostamenti».

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«In prospettiva sembra necessaria una riforma fiscale complessiva e organica, fondata su un'attenta analisi, ed essa oggi non può consistere nell'abbattere tutte le imposte. La riduzione del cuneo fiscale può dare uno stimolo non irrilevante, seppur graduale, all'economia, accrescendo la competitività delle imprese, i redditi reali e quindi i consumi delle famiglie». Secondo Signorini per un riforma fiscale organica «è opportuno prendere in considerazione in modo complessivo gli strumenti disponibili, incluse le imposte indirette, orientando la scelta verso l'insieme di misure che meglio circoscrive l'impulso restrittivo sull'economia, le distorsioni dell'allocazione delle risorse e gli effetti distributivi indesiderati».

Il rapporto debito-Pil in crescita quest'anno «diminuirebbe marginalmente il prossimo. Per un paese in cui il debito pubblico rappresenta uno dei principali fattori di fragilità, assicurare che la variazione abbia quanto meno il segno giusto è il minimo», secondo Bankitalia. «La situazione di questi anni è storicamente eccezionale. I tassi nominali sono i più bassi che si ricordino. Questa situazione va sfruttata per mettere il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero di durevole discesa».

Istat: persistono livelli elevati di evasione
I risultati delle stime contenute nella relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale che accompagna la Nota di aggiornamento del Def, coerenti con le analoghe misure dell'Istat, mostrano la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche. È la rimarcatura che arriva dall'istituto nazionale di statistica in audizione sulla Nadef, nel ricordare - in relazione al triennio 2014-2016 - un gap di circa 109,7 miliardi, di cui 98,3 miliardi di mancate entrate tributarie e 11,4 miliardi di mancate entrate contributive; dal 2014 al 2017 una lenta diminuzione del divario delle entrate tributarie (4,6 miliardi), da 95,4 miliardi a 90,8 nel 2017; nel biennio 2016-2017, la riduzione dello scostamento delle entrate tributarie è stata di 1,1 miliardi, principalmente per il calo della differenza Irpef per lavoro autonomo e impresa (-1,9 miliardi) parzialmente compensata dall'incremento del gap Iva (1,1 miliardi) che risulta l'imposta più evasa.

Più in generale l'obiettivo di crescita programmatica fissato dal governo per il 2019, pari a +0,1%, pari al tasso di variazione acquisito del secondo trimestre, appare «coerente», in assenza di «perturbazioni derivanti da una significativa involuzione dello scenario internazionale». Il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo in audizione ricorda che l'istituto diffonderà le previsioni sul 2020 il 4 dicembre.

Per l'Istat le maggiori vulnerabilità presenti sul mercato del lavoro italiano sembrano riguardare prevalentemente le donne, i giovani e il Mezzogiorno. In particolare ancora solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e il tasso di occupazione non supera il 50%. Si tratta dei valori tra i più bassi, insieme a quelli della Grecia, tra i paesi dell'Unione europea dove il tasso di attività è pari al 68,3% e quello di occupazione al 63,4%. Il ruolo ricoperto in famiglia, in assenza di un adeguato sistema di sostegno, appare come uno dei fattori discriminante (insieme alla regione di residenza e al titolo di studio).

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Corte dei conti: dubbi sul ricorso massiccio per coperture
Il ricorso "massiccio" per la copertura della manovra alla lotta all'evasione fiscale «rafforza le riserve più volte espresse dalla Corte su tale modalità di copertura». I giudici, in audizione sulla Nadef, sottolineano che sul fronte delle entrate, all'impegno per il riassorbimento di sacche di evasione ed elusione, dovrebbe necessariamente accompagnarsi un processo di riforma più complessivo, che risponda a criteri di equità e semplificazione del sistema e che restituisca un ambiente più favorevole alla crescita».

Inoltre «occorrerebbe una puntuale indicazione delle categorie di spesa suscettibili di revisione e tagli, anche al fine di limitare l'impatto su alcuni servizi pubblici essenziali già pesantemente colpiti nell'assegnazione di risorse pubbliche». A giudizio del presidente della Corte dei conti Angelo Buscema «ugualmente importante è la concreta definizione degli interventi sulle entrate fiscali necessari per disattivare le clausole Iva». Le «crescenti difficoltà del nostro sistema economico» richiedono che «il quadro programmatico oggi ancora parziale, sia rapidamente completato ed esplicitato. Dalla natura e dalla qualità delle misure proposte dipenderà, infatti, la possibilità di incidere sui programmi di investimento delle imprese e sulle aspettative delle famiglie, superando le incertezze che hanno finora contribuito al generale rallentamento della nostra economia. E ciò senza ulteriori squilibri per i conti pubblici».

Upb: target difficile da conseguire
Affidare circa l'80% degli interventi correttivi per il 2020 (14 miliardi) ad aumenti di entrate, di cui 7 miliardi dalla lotta all'evasione, è «un obiettivo piuttosto ambizioso specie se confrontato con i risultati tradizionalmente ottenuti su tale fronte e difficilmente conseguibile solo attraverso strumenti per favorire il conflitto d'interessi». Unisce la sua voce alle altre il presidente dell'Upb Giuseppe Pisauro in audizione sulla Nadef, giudicando «opportuno non fare affidamento su risorse incerte e a volte non permanenti ai fini dell'aggiustamento dei conti pubblici».

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